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Collana "Conoscere l'Europa"


L'ufficio parlamentare di Gianni Vattimo ha promosso negli anni della legislatura europea 1999-2004, un'iniziativa editoriale con l'obiettivo di organizzare e ampliare le conoscenze esistenti sui principali temi dell'Europa politica, nel (difficile) tentativo di colmare quel deficit democratico della costruzione europea che è anche e soprattutto un deficit d'informazione. La collana "Conoscere l'Europa" della casa editrice Trauben di Torino, realizzata con il contributo del Gruppo parlamentare del Partito del socialismo europeo del Parlamento europeo, consta di cinque volumi, l'ultimo dei quali è "Il socialismo ossia l'Europa", di Gianni Vattimo, presentato in questo sito in una sezione dedicata (si veda il menù a sinistra). I primi quattro libri sono riportati qui di seguito. Per averli, contattateci.


Mario Cedrini
Globbying
L'ERT e le imprese multinazionali
nel processo politico dell'Unione Europea
2002

Mario Cedrini, Globbying




"Al centro della questione vi è uno dei tratti fondamentali della democraticità della costruzione europea, quello dei rapporti, all'interno della società politica, tra attori pubblici e privati, tra portatori d'interessi generali e particolari. Il "globbying" - felice invenzione lessicale dell'autore - delle imprese multinazionali ne costituisce forse l'aspetto più appariscente, e dunque il più preoccupante. [...]
Ciò di cui si occupano le global lobbies industriali e finanziarie dovrebbe interessare anche, e probabilmente ancor più, per il fatto che sembra esservi una precisa volontà di allargare la sfera del mercato all'intero dominio delle politiche pubbliche, estendendo la logica privata ad ambiti tradizionalmente di competenza dello stato nazionale, e oggi, per effetto della globalizzazione dell'economia, degli organismi sovranazionali."

(Dall'introduzione di Gianni Vattimo)


Giuseppe Iannantuono (a cura di)
Politica e cultura
L'Europa e la società dell'informazione
2002

Giuseppe Iannantuono, Politica e cultura



La società dell'informazione ha grandi potenzialità in termini di aumento della produttività e di miglioramento della qualità della vita.
Si tratta di potenzialità che crescono grazie agli sviluppi tecnologici della banda larga e dell'accesso multi-piattaforma, cioè la possibilità di collegarsi a Internet, non solo con il computer, ma anche con dispositivi quali la TV digitale e i sistemi di comunicazione mobili di terza generazione. La società in rete lascia però aperti molti interrogativi di carattere politico, sociale, economico e filosofico riguardo agli usi, alle pratiche e ai discorsi che accompagnano queste macchine costruite per informare e comunicare. La rapidità delle trasformazioni in corso coinvolgono in profondità i sistemi educativi, politici ed economici, mentre nuove forme di legittimità sociale crescono attorno alla nuova opposizione tra la Rete e l'Io, in un mondo di flussi globali di ricchezza, di potere, di immagini e di ricerca dell'identità individuale e collettiva. le nuove tecnologie dell'informazione sono strumenti potenti, versatili e multifunzionali, che si innestono in tutti i campi e in ogni funzione sociale, trasformandosi in significato e costituendosi come la nuova koiné culturale del XXI secolo.

(Dall'introduzione di Giuseppe Iannantuono)

Contributi di Giuseppe Iannantuono, Giovanna Melandri, Giorgio Ruffolo, Gianni Vattimo, Walter Veltroni e Myrsini Zorba.




Michele Socco
La Carta europea dei diritti fondamentali
Valore giuridico e significato politico
2002

Michele Socco, La Carta europea dei diritti fondamentali



"Il rispetto dello stato di diritto è ciò che contraddisitingue una società democratica da un regime totalitario. Ma senza una chiara definizione delle garanzie fondamentali, viene a mancare una necessaria precondizione affinché l'individuo possa appellarsi alla Giustizia.
La Carta dei diritti è innanzitutto questo: un catalogo di principi che raccoglie i diritti e le libertà di cui dovrebbero godere i cittadini dell'Unione Europea e, al tempo stesso, una grande prova di democrazia di un sistema politico che, sebbene ancora in divenire, si struttura anche e soprattutto mediante un processo costituzionale ormai inarrestabile, proponendosi come modello di sviluppo. Un modello in cui la funzione del potere pubblico non è limitata alla salvaguardia delle libertà del singolo, bensì traduce l'esigenza di assicurare un alto grado di inclusione, riducendo le diseguaglianze sociali.
Questo commentario alla Carta ne evidenzia in particolar modo la portata innovativa, senza trascurare un'analisi del contesto nel quale essa nasce e delle modalità attraverso cui prende forma; un'impostazione di stampo giuridico non impedisce, ma anzi concorre a rendere più precisa, una valutazione più generale di questo strumento, concepito come dichiarazione d'intenti etico-politici, ma che sembra destinato a diventare parte essenziale della futura costruzione europea".

(Dall'introduzione di Gianni Vattimo)




Giuseppe Iannantuono e Mario Cedrini (a cura di)
L'Europa a sud
Le speranze congiunte di Africa ed Europa
Interviste a Romano Prodi, Fiorella Ghilardotti, Walter Veltroni
2003

G. Iannantuono e Mario Cedrini, L'Europa a Sud



"In tanti sensi il futuro dell'Europa, soprattutto dell'Unione Europea, è l'Africa. Anzitutto, nel senso che se ci sarà una vera unione europea, e non solo l'attuale complesso sistema di accordi intergovernativi, si dovrà anche sviluppare una identità politico-culturale del Continente come soggetto politico autonomo. Una tale identità si realizzerà solo definendo una politica internazionale alternativa a quella ancora imperialistica della superpotenza nordamericana, e l'alternativa può consistere solo nell'affermarsi di relazioni di collaborazione allo sviluppo che rispettino i diritti delle culture altre, quelle che troppo a lungo gli stati europei del passato hanno con-siderato "primitive" e solo oggetto di azione "civilizzatrice" - ossia di sfruttamento e dominio.
Le relazioni con i mondi altri (Sud America, Asia, e anzitutto Africa) non sono perciò, in questa prospettiva, solo un affare di "politica estera" per l'Unione Europea, quale che sia per definirsi con la nuova Costituzione. Sono punti di riferimento per la nostra stessa identità culturale. Paradossalmente, proprio gli Stati Uniti di Bush che hanno battezzato alcuni dei paesi europei più decisi a costituirsi in federazione la "vecchia Europa", proseguono oggi, sia nelle scelte di politica energetica (nessuna attenzione alle fonti alternative, petrolio e solo petrolio) sia nelle strategie politico-militari che ne conseguono (occupazione di territori come l'Iraq), le politiche più tradizionali che sono state proprie degli stati europei nell'epoca del colonialismo. E' anche, e forse anzitutto, inventando e praticando una nuova politica di partenariato il più possibile paritario, e di riconoscimento della diversità culturale nel rispetto dei diritti umani, nei confronti del continente africano che l'Europa si definisce come soggetto politico autonomo capace di svolgere un ruolo proprio nel panorama politico mondiale.

(Dall'introduzione di Gianni Vattimo)