Il programma
L'agenda elettorale
GIANNI VATTIMO DEPUTATO EUROPEO
Biografia
Gianni Vattimo nel mondo
Manifesto, fotografie
Documenti e articoli
"Il socialismo ossia l'Europa"
Collana "Conoscere l'Europa"
Come si vota
Home page www.giannivattimo.it
Contattaci

 

Gianni Vattimo
deputato europeo 1999-2004



Gianni Vattimo è membro della "Commissione per i diritti e le libertà dei cittadini, la giustizia e gli affari interni" e della "Commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione, i mezzi d'informazione, lo sport" del Parlamento europeo.
E' membro della "Delegazione interparlamentare UE-SudAfrica" ed è stato membro della "Delegazione interparlamentare UE-Cina".
Ha partecipato in qualità di membro ai lavori della Commissione temporanea sul sistema di intercettazione satellitare denominato "Echelon".
Ha svolto anche altre attività parlamentari in seno alle Conciliazioni Socrate, Cultura 2000 e Gioventù e al gruppo interistituzionale Commissione-Presidenza Portoghese-Parlamento europeo sulla politica delle droghe in Europa, in atto per definire un piano d’azione dell’Unione Europea per gli anni 2000-2004. europeo.
E' infine membro dell'Eurogroup for Animal Welfare (Eurogruppo per il benessere degli animali) del Parlamento europeo
(Clicca per leggere il documento)

Indice
I Diritti - Echelon - Il benessere degli animali - Tossicodipendenze - Scuola, istruzione, ricerca - Media - Ambiente - La politica estera dell'Unione - Questioni europee - L'opposizione al regime

I Diritti (Indice)

Nel marzo 2000, Gianni Vattimo presentava insieme ad altri deputati della sinistra, una serie di emendamenti al Progetto di Progetto di Parere "Per ulteriori azioni nella lotta contro la tratta delle donne", della relatrice On. M. Roure, richiedendo all'UE, tra l'altro, di proteggere con provvedimenti efficaci la vita, l'integrità e la sicurezza delle persone che si prostituiscono, e a prendere le misure necessarie per proteggere dallo sfruttamento e dalla violenza della criminalità le persone adulte che praticano la prostituzione come attività professionale, permettendo forme legali di esercizio dell'attività.(Clicca per leggere il documento)

Nel giugno 2000, Gianni Vattimo interveniva a Strasburgo, in sessione plenaria, per richiamare l'attenzione del Parlamento europeo sull'importanza di un voto con cui l'organo legislativo UE chiede ancora una volta la sospensione di una condanna a morte negli Stati Uniti, e più in generale l'abolizione di questo residuo di leggi barbariche in quel Paese e in ogni altro paese del mondo. (Clicca per leggere il documento)

Il 7 giugno 2000, gli on. Gianni Vattimo e Ornella Paciotti presentavano al Parlamento europeo un "Appello dei Deputati europei al Governo italiano. Per la libertà di espressione e il diritto di manifestare pacificamente". Preoccupati dal fatto che da più parti sia stato posto in dubbio il diritto di manifestare contro le discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali a Roma durante il giubileo (Gay Pride dell'8 luglio 2000), Vattimo e Paciotti invitavano le autorità competenti della Repubblica italiana a non frapporre ostacoli alla manifestazione del "World Gay Pride Rome 2000" dell'8 luglio e a garantirne il normale svolgimento, osservando che è compito dello Stato democratico garantire il pieno rispetto della sfera delle libertà personali dei cittadini, fra le quali c'è anche quella che riguarda le scelte affettive e sessuali. L'appello è stato firmato da un numero particolarmente elevato di parlamentari europei. (Clicca per leggere il documento) (Firmatari dell'appello)

Nel giugno 2001, Gianni Vattimo interrogava la Commissione Europea sulla violazione del principio di parità d'accesso al Monte Athos (dichiarato "patrimonio dell'Umanità" dall'Unesco), basata sulla discriminazione nei confronti delle donne, richiedendo l'adozione di misure antidiscriminatorie da parte dell'esecutivo UE.(Clicca per leggere il documento)

11 febbraio 2003. In seduta plenaria, Gianni Vattimo dichiara, al termine della battaglia condotta e vinta in favore dei diritti civili: "la discriminazione è meno forte in Europa": con il voto sul documento Santini l'Assemblea di Strasburgo e soprattutto la sinistra europea hanno dato un forte segnale di apertura culturale in fatto di riconoscimento di pari diritti ai cittadini europei. L'aspetto più rilevante è il venir meno del richiamo a un modello di famiglia tradizionale composta esclusivamente da coniugi eterosessuali su cui la relazione Santini intendeva regolare i criteri per la semplificazione delle procedure di circolazione dei cittadini comunitari e di ricongiungimento familiare, escludendo dal godimento dei diritti non solo le coppie omosessuali ma anche le coppie di fatto. Ciò che consegue all'approvazione degli emendamenti proposti dalla sinistra alla risoluzione Santini è un chiaro riconoscimento delle coppie di fatto etero o omosessuali. "Il voto di oggi è importante perché pone l'accento sul riconoscimento pubblico di una sensibilità diversa riguardo alle scelte di vita in comune, rivolgendo interrogativi a chi gode di diritti acquisiti in nome di una legge di natura e non sospetta minimamente che possano esserci individui o gruppi di persone che non godono degli stessi diritti perché di diverso orientamento sessuale". (Clicca per leggere il documento)

Nel dicembre 2003, Gianni Vattimo si schiera contro il progetto di legge italiano sulla fecondazione assistita, richiamando l'attenzione dell'Europa sulla questione. Nel supportare con forza l'appello radicale in merito, chiede al segretario dei Democratici di Sinistra di "mettere tutto il suo peso politico per il rigetto di norme irragionevoli". "Il progetto di legge sulla fecondazione assistita, in esame da mercoledì al Senato, è davvero quanto di peggio un Parlamento potrebbe decidere in materia di libertà individuali, diritti della donna e libertà della ricerca scientifica. Se poi consideriamo che proprio mercoledì la Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea potrebbe ottenere l'approvazione di limiti proibizionisti e antiscientifici ai finanziamenti europei alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, ci rendiamo allora conto che si tratta di un attacco in forze contro la separazione tra Stato e Chiesa e per il rilancio dello Stato Etico, sia su scala italiana che su scala europea". (Clicca per leggere il documento)

Echelon (Indice)

Il 5 settembre 2001 il Parlamento europeo votava la risoluzione sul sistema di intercettazione satellitare "Echelon". Gianni Vattimo, membro della Commissione d'inchiesta creata dal Parlamento sul tema, spiegava così le ragioni della sua astensione sul rapporto Schmid, il documento che riassumeva i lavori della Commissione: "Trovo assolutamente incomprensibile, per non dire scandaloso, che il Parlamento europeo, e specialmente il gruppo PSE di cui faccio parte, abbia respinto tra l'altro alcuni emendamenti - li avevo segnalati nel mio intervento nella discussione: i numeri 16,17,18,19,22 - esplicitamente diretti a sottolineare che le intercettazioni massicce e indiscriminate del tipo di quelle messe in atto da Echelon sono una patente violazione dei diritti umani riconosciuti dalla CEDU [Convenzione Europea dei Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali] e da altre convenzioni internazionali. Respingendo questi emendamenti, con l'accordo della maggioranza dei socialisti, il Parlamento ha implicitamente ammesso - forse senza rendersene pienamente conto - che d'ora in poi le comunicazioni private dei cittadini europei possano essere ascoltate da Echelon e sistemi simili ventiquattro ore su ventiquattro, senza alcun rispetto dei principi di legalità e proporzionalità sanciti dalla CEDU e dalla nostra Carta dei Diritti. Mi auguro che il Consiglio e la Commissione, più sensibili all'esigenza del rispetto dei principi sanciti dai Trattati, correggano questa pericolosa deriva". (Clicca per leggere il documento)

In occasione dell'approvazione da parte del Parlamento europeo della risoluzione sul sistema Echelon, Vattimo ribadiva le critiche a un documento che non recepiva le raccomandazioni suggerite dalla Commissione d'inchiesta: "oggi siamo di fronte a una relazione da cui trapela che non sono state fatte molte cose per soddisfare le richieste, le quarantaquattro raccomandazioni che avevamo fatto. Io, tanto per cominciare, ritengo che la pubblicazione della relazione della Commissione sia fondamentale perché i cittadini sappiano qualche cosa; è fondamentale anche insistere perché in tutti i paesi dell'Unione ci sia una legislazione che rispetti la Carta dei diritti, sia quella della Convenzione sia quella votata da noi prima di Nizza. Questo è decisivo per poter appartenere all'Unione. Naturalmente sussiste poi il problema del controllo democratico sui servizi segreti nei vari Stati, che è effettivamente assai carente. Infine ricorderò - non vorrei sembrare di cattivo gusto - il fatto che il Regno Unito appartiene ancora a ECHELON e continua, credo, a lavorare insieme agli Stati Uniti, a coloro cioè che dirigono tutte le attività antiterroristiche e víolano esplicitamente i diritti umani: vedasi Guantanamo, i bombardamenti, eccetera. Come possiamo confidare nel fatto che questi nostri sedicenti alleati non víolino i diritti umani anche nelle intercettazioni? (Clicca per leggere il documento)

Si leggano inoltre la sintesi della relazione Campbell (di Mario Cedrini), che ha dato origine al dibattito, il testo della risoluzione approvata dal Parlamento e l'articolo (di Giuseppe Iannantuono) "Echelon tra sorveglianza e manipolazione".

Il benessere degli animali (Indice)

Nel luglio 2002, Gianni Vattimo promuoveva, insieme ai deputati Cossutta, Muscardini, Zappalà e Ferri, una Dichiarazione scritta presentata a norma dell'articolo 51 del Regolamento nella quale il Parlamento europeo dichiarava la sua intenzione di impegnare la Commissione a presentare entro sei mesi una proposta di direttiva che riconosca il diritto all'obiezione di coscienza alla sperimentazione sugli animali nelle scuole di ogni ordine e grado e per i ricercatori.(Clicca per leggere il documento)

L'11 marzo 2004, Gianni Vattimo chiedeva con un'interrogazione alla Commissione europea in tema di benessere degli animali l'apertura di una procedura d'infrazione contro Lombardia e Veneto che, in nome di un male interpretato federalismo, hanno violato una direttiva comunitaria ed una legge dello Stato in un colpo solo. Dal 1° gennaio scorso, infatti, i vitelli per la produzione della cosiddetta "carne bianca" dovevano lasciare in tutta Europa gli attacchi nei box singoli. Ciò è avvenuto in tutta Europa meno che in Veneto e Lombardia, dove due semplici note degli Assessorati alla Sanità, assunti in base alle pressioni di una parte del mondo zootecnico, hanno avuto il potere di procrastinare questo crudele metodo di allevamento.(Clicca per leggere il documento). (Comunicato stampa della LAV)

Nel giugno 2002, Gianni Vattimo interpellava la Commissione europea sul tema del vegetarismo, richiedendole di conoscere se siano programmati interventi di promozione del vegetarismo per ragioni etiche, salutistiche, di solidarietà umana ed ambientali; se, in caso negativo, non ritenga opportuno avviare campagne di informazione e sensibilizzazione di questo genere, coinvolgendo studenti e cittadini, e se non ritenga opportuno avviare una riforma radicale della politica agricola europea, privilegiando le produzioni di vegetali che possono apportare benefici in termini di benessere animale, salute dei cittadini, costi ambientali e solidarietà con i paesi in via di sviluppo.(Clicca per leggere il documento)

Tossicodipendenze (Indice)

Nel novembre 1999, Gianni Vattimo dichiarava in seduta plenaria del Parlamento la sua volontà di astenersi, a differenza dei colleghi del PSE che avrebbero votato a favore, sul rapporto Giannakou in merito al Piano d'azione dell'Unione europea in materia di lotta contro la droga, rapporto che Vattimo stesso aveva contribuito a emendare. "La relazione Giannakou che ci apprestiamo a votare riguarda un tema sulla cui importanza per la vita dei cittadini europei non occorre insistere. Essa è tuttavia largamente insoddisfacente, perché non si interroga sulle ragioni per cui le politiche antidroga finora messe in atto hanno avuto così scarso successo. Le morti per overdose sono ulteriormente aumentate, sono sorti nuovi pericoli da droghe sintetiche, i profitti delle narcomafie sono cresciuti fino a minacciare di impadronirsi di larghi settori delle attività economiche "legali". So purtroppo che i tempi non sono maturi per una trasformazione in senso più ragionevole, ossia antiprobizionista, delle nostre politiche. Ritengo tuttavia che, mettendo da parte ogni discussione teorica sulla legittimità o meno di vietare l'uso di certe sostanze a cittadini maggiorenni debitamente informati dei rischi, l'Unione Europea dovrebbe prestare maggiore attenzione agli esperimenti di "riduzione del danno" che si conducono in vari paesi, mediante somministrazione controllata di stupefacenti, depenalizzazione delle droghe leggere, educazione non solo a sottrarsi alla droga ma anche, per chi non possa o voglia rinunciarvi, a gestire razionalmente la propria esistenza senza cadere nelle delinquenza e senza rischiare la morte per avvelenamento".(Clicca per leggere il documento)

Nell'ottobre 2000, Gianni Vattimo promuoveva una dichiarazione sulla "Relazione annuale 2000 sullo stato del fenomeno droga nell'UE", nella quale discuteva l'operato dell'Osservatorio Europeo sulle droghe e la tossicomania. "E' necessaria una esplicita indicazione, che finora manca, delle realtà nazionali carenti sotto il profilo della raccolta dei dati". "Nel rapporto si parla di "pene alternative al carcere" nella lotta contro la droga. E' chiaro dunque, e va sottolineato e stigmatizzato, che in molti paesi dell'Unione il carcere continua ad essere uno dei mezzi per sanzionare l'uso di sostanze stupefacenti. L'Unione dovrebbe dire chiaramente che il carcere è sempre controproducente, e deve essere riservato solo agli spacciatori o agli autori di reati gravi, non certo ai consumatori di droghe". "Il rapporto fornisce poi una serie di dati statistici sui trattamenti terapeutici delle tossicodipendenze. (Qui compaiono anche statistiche su persone che ricorrono a trattamenti terapeutici per disintossicarsi dalla cannabis. Un dato che appare poco verosimile, posta la scarsa o nulla dannosità di questa "droga")". "In non poche realtà europee le comunità terapeutiche, che spesso sono anche un business, sono soggette a pochi controlli, affidate non di rado a gruppi di volontari spiritualmente motivati ma della cui competenza specifica si hanno spesso poche notizie. E' possibile saperne di più?". (Clicca per leggere il documento)

Le stesse preoccupazioni venivano espresse in occasione del voto sul rapporto Turco, che raccomandava di accettare la proposta di accordo tra l'Unione e il Regno di Norvegia per la partecipazione di quest'ultimo al lavoro dell'Osservatorio Europeo sulle droghe e le tossicomanie. "Occorre che l'Unione possa decidere le proprie politiche e le proprie raccomandazioni ai governi dei paesi membri mediante una valutazione non superficiale (e troppo spesso esclusivamente moralistica) delle varie strategie messe in atto nei vari Paesi, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione, la riduzione del danno, e la sicurezza dei consumatori di fronte alla costante comparsa di nuove droghe sintetiche. Noi crediamo che l'accordo per la partecipazione della Norvegia ai lavori dell'Osservatorio, che speriamo preluda ad altre iniziative di allargamento, sia una importante occasione per il rilancio dell'attività di questo importante strumento tecnico-scientifico che deve diventare un riferimento sempre più significativo per la costruzione di una politica europea di lotta allo spaccio clandestino e alla diffusione di droghe nocive alla salute dei cittadini dei notri paesi". (Clicca per leggere il documento)

Nell'inverno del 2002, Gianni Vattimo e altri deputati europei sono i promotori di una Proposta di raccomandazione al Consiglio sulla riforma delle convenzioni delle Nazioni Unite sulle droghe. In essa si "ritiene che la politica della proibizione delle droghe derivante dalle Convenzioni ONU del 1961, del 1971 e del 1988 sia la vera causa del danno crescente che la produzione, il traffico, lo spaccio e il consumo di sostanze illegali apportano a intere settori della società, all'economia nonché alle pubbliche istituzioni, minando la salute, la libertà e la vita degli individui"; si "esorta il Consiglio e gli Stati membri a prendere in esame i risultati positivi ottenuti tramite l'attuazione di politiche in diversi paesi, che implicano la riduzione del danno e del rischio (in particolare attraverso l'amministrazione di sostanze sostitutive), la depenalizzazione del consumo di certe sostanze, la depenalizzazione parziale della vendita della cannabis e dei suoi derivati, e la distribuzione di eroina sotto controllo medico"; si "chiede al Consiglio ed agli Stati membri di prendere misure per rendere più efficaci la lotta alla criminalità organizzata e al traffico degli stupefacenti, stabilendo un sistema per il controllo legale e la regolamentazione della produzione, la vendita e il consumo di sostanze attualmente illegali".(Clicca per leggere il documento)

Scuola, istruzione, ricerca (Indice)

Nel novembre 1999, Gianni Vattimo interveniva al Parlamento in seduta plenaria per mozione d'ordine, invitando la Presidente Nicole Fontaine, schieratasi "apertamente e pesantemente a favore del finanziamento della scuola privata da parte dello Stato in Italia", "a fare più attenzione - nel corso di un dibattito politico in uno dei paesi dell'Unione - sia a non schierarsi per una parte sia a rispettare o almeno a tener conto dell'esistenza delle costituzioni vigenti nei vari paesi dell'Unione".(Clicca per leggere il documento)

Nel febbraio 2002, Gianni Vattimo discute, in qualità di rapporteur della Commissione "Libertà e diritti dei cittadini" del Parlamento europeo, la relazione Martens sulla "Comunicazione della Commissione sul progetto di programma di lavoro dettagliato per il seguito alla relazione circa gli obiettivi concreti dei sistemi di istruzione e formazione". "Ritengo importante che in questa relazione si faccia riferimento alla formazione non soltanto dal punto di vista dell'istruzione professionale, della preparazione di competenze in grado di dare maggiori possibilità ai nostri cittadini di trovare un lavoro qualificato, ma anche da quello di una formazione più generale, di cui l'educazione scolastica sia parte in un senso più vasto, orientandola verso una cultura umanistica che - pur non fornendo direttamente competenze professionali - assolve certamente a quel compito di coesione sociale che costituisce l'obiettivo cui noi miriamo. Lo stesso dicasi per l'attenzione che la relazione rivolge all'uguaglianza di opportunità per tutti i cittadini e alla possibilità che, con l'azione della Comunità europea, si colmino anche quelle lacune, quelle differenze, quelle distanze, che ancora separano nella nostra società coloro che dispongono di conoscenze, che per esempio accedono all'uso del computer e dell'informatica, da coloro che invece ne sono ancora esclusi. L'accento posto sull'apprendimento delle lingue, sul rafforzamento dei legami tra mondo del lavoro e società civile, sulla necessità di trovare immagini più attraenti per incentivare l'apprendimento e la mobilità degli studenti e dei formatori non deve però far dimenticare l'elemento concreto alla base del problema: un contributo economico che rispetti la vita della persona". (Clicca per leggere il documento)

Nel settembre 2002, terminava il suo iter parlamentare la relazione Gutierrez, Progetto di relazione sulle università e l'istruzione superiore nello spazio europeo della conoscenza, che Gianni Vattimo aveva sostenuto e contribuito a emendare. "Il rapporto della collega Gutierrez è un evento altamente significativo anzitutto perché è il primo di questa ampiezza e organicità che si presenta a questo Parlamento. Soprattuto negli anni recenti, e dopo Lisbona, si parla della necessità di sviluppare un'Europa della conoscenza; ma finora, tutto questo è rimasto sotto molti aspetti una intenzione priva di attuazione. Chi ha vissuto nell'università, come il sottoscritto, gli effetti dei programi Erasmus e Socrates, per quanto spesso di portata limitata a causa dell'insufficienza dei fondi disponibili, sa quanto essi abbiano significato sia per l'allargamento di prospettiva degli studenti e dei docenti, sia per la formazione di una sensibilità europea nel più vasto contesto dei cittadini, a cominciare dalle famiglie di coloro che ne hanno usufruito. Ora si tratta di ampliare l'attenzione e l'intervento dell'Unione a molti altri aspetti della vita universitaria. Anzitutto, favorendo la diffusione delle buone pratiche di alcuni paesi a tutti gli altri stati dell'Unione; promuovendo il diritto allo studio di tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro condizioni economiche, il che si realizza con un potenziamento dell'istruzione universitaria pubblica - la sola capace di investimenti non dominati dalla logica del profitto immediato, e perciò in grado di garantire tutti i cittadini la possibilità di accedere all'educazione superiore necessaria per rinnovare le classi dirigenti. Non nascondiamoci che il primato dell'università pubblica in alcuni paesi dell'Unione è oggi minacciato da pericolose tendenze alla privatizzazione [...]". "Non solo i giovani in generale, a cui tanto spesso si allude un po' retoricamente; ma gli studenti, i giovani tecnici, le nuove leve del sapere umanistico e scientifico, sono il futuro del nostro mondo; pensiamoci seriamente e concretamente". (Clicca per leggere il documento). (Emendamenti proposti). (Il testo adottato)

Nel novembre 2001, Gianni Vattimo presentava al Parlamento europeo il suo rapporto per parere (preparato per la commissione "Libertà e diritti dei cittadini") sul rapporto Caudron, concernente il "VI Programma Quadro di ricerca e sviluppo tecnologico" dell'Unione. "La Commissione Libertà segnala specialmente la necessità che la promozione pubblica della ricerca sia improntata alla massima trasparenza e partecipazione dei cittadini: una società europea della conoscenza, quale quella che l'Unione si propone di realizzare, ha bisogno non soltanto di vaste iniziative di alfabetizzazione anche scientifica di tutti i cittadini, ma di una loro sempre più intensa e attiva partecipazione alle scelte concernenti la direzione da dare agli investimenti in questo campo.I cittadini non specialisti non devono, in altre parole, soltanto godere (o talvolta, purtroppo, soffrire) dei risultati raggiunti dalle scienze, ma anche decidere insieme agli esperti sugli obiettivi che la ricerca deve perseguire [...]". Occorre respingere "il richiamo a non meglio precisati principi di diritto "naturale" che fatalmente tendono a rimandare ad autorità assolute e sottratte alla libera stipulazione democratica. Un tale riferimento vale soprattutto per le questioni più delicate del rapporto, come quelle concernenti la ricerca sulle cellule staminali embrionali [...]". Il rapporto "raccomanda di sostenere l'utilizzo, per ricerche a scopo terapeutico, degli embrioni soprannumerari risultanti da normali procedure di fecondazione assistita, embrioni che sarebbero comunque destinati alla distruzione. Il rispetto per la sensibilità morale e per i legittimi interessi vitali dei cittadini, espressi nelle esplicite dichiarazioni di principio accettate dagli Stati Membri dell'Unione e dalla Comunità internazionale, deve restare, come in questo caso, il riferimento decisivo per tutte le altre scelte di cui parla il rapporto Caudron: dal rispetto del principio di precauzione nella sperimentazione in agricoltura, alla riduzione della sofferenza inflitta agli animali da esperimento, alla assoluta priorità da accordare nella ricerca farmacologica ai farmaci destinati a combattere malattie devastanti come AIDS, cancro, malaria. L'importanza dell'impegno pubblico, in questi campi, è grandissima, anche e soprattutto in vista di ridurre il peso che il costo dei brevetti carica sulle spalle di malati che spesso vivono in condizioni economiche di pura sussistenza". (Clicca per leggere il documento)

Media (Indice)

Novembre 2002: inizia una lunga battaglia per combattere in Europa l'anomalia del caso italiano in materia di pluralismo dell'informazione. Nella discussione seguita all'audizione della "Commissione Cultura" sul tema "Il ruolo dei mezzi di informazione nei paesi candidati e nei paesi del patto di stabilità", Gianni Vattimo, richiamava l'attenzione della Commissione sulla persistente anomalia del caso italiano, giacché gran parte della stampa scritta e, soprattutto, delle reti televisive private e pubbliche, sono controllate direttamente o indirettamente dal presidente del consiglio, che ne possiede rilevanti quote; che, come capo del governo, dispone anche della televisione pubblica; e che, come proprietario della massima agenzia di raccolta e distribuzione della pubblicità, esercita un potere di controllo su tutti i mezzi di informazione italiani condizionando pesantemente la carriera di qualunque giornalista.(Clicca per leggere il documento).

(Clicca per leggere i documenti relativi al "caso italiano" pubblicati sul sito)

L'8 aprile 2003, Gianni Vattimo e i suoi colleghi della delegazione italiana del PSE si rivolgevano al neo presidente RAI, Lucia Annunziata, per sottolineare il fatto che il crescere progressivo del ruolo delle istituzioni europee, ed in particolare del Parlamento Europeo, non è stato accompagnato da un'adeguata attenzione da parte del mondo dell'informazione italiano. "Noi deputati europei ci sentiamo in dovere di chiedere un Suo intervento, anche in vista dell'avvicinarsi delle prossime elezioni europee, previste per il 2004, affinchè si inserisca, nella prossima programmazione televisiva, una specifica trasmissione che segua più da vicino le vicende del Parlamento Europeo". (Clicca per leggere il documento)

L'8 maggio 2003 Gianni Vattimo coordinava l'incontro organizzato a Bruxelles dall'Associazione "Articolo 21 Liberi di..." per illustrare, ai parlamentari europei dell'Ulivo, la richiesta di procedura d'infrazione per violazione del diritto alla libertà e al pluralismo dell'informazione nei confronti dell'Italia e presentata alla Commissione europea. (Clicca per leggere il documento)

Il 12 giugno 2003 Gianni Vattimo chiedeva la parola alla "Commissione Cultura", in occasione della votazione sul rapporto del deputato Roy Perry (PPE tedesco) in merito all'applicazione della direttiva denominata "Televisione senza frontiere", per annunciare la sua non partecipazione al voto esprimendo la sua vergogna in quanto italiano per la situazione della libertà di informazione nel proprio paese. Secondo i quotidiani italiani, si tratta della "prima protesta dell'opposizione in vista del semestre di presidenza italiano".(Clicca per leggere il documento)

Nel febbraio 2004 venivano approvati dal Parlamento europeo i rapporti Vattimo (media formazione 2001/05) e Veltroni (media plus - sviluppo, distribuzione e promozione). La commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione, i mezzi d'informazione e lo sport aveva adottato all'unanimità due relazioni di Valter Veltroni e di Gianni Vattimo sull'estensione, rispettivamente, dei programmi MEDIA Plus e MEDIA Formazione fino al 31 dicembre 2006 (la scadenza attuale è quella del 31 dicembre 2005). Si intendeva in questo modo garantire la continuità dei programmi fino alla nuova generazione di azioni comunitarie nel campo l'audiovisivo, prevista a partire dal 2007 in vista delle nuove prospettive finanziarie 2007-2013. La Commissione europea proponeva di aumentare la dotazione finanziaria dai 350 milioni di euro previsti per MEDIA plus e dai 50 milioni previsti per MEDIA Formazione per il periodo 2001-2005 a rispettivamente 435,6 e 57,4 milioni di euro. L'organo parlamentare proponeva a sua volta un ulteriore aumento pari rispettivamente a 18 e 2 milioni di euro, importi che comprenderebbero così l'adeguamento per tener conto dell'ampliamento, in seguito alla revisione delle prospettive finanziarie. Inoltre, poiché la Commissione non ha ancora presentato le relazioni di medio periodo previste dopo due anni di esecuzione, i deputati ritenevano che eventuali decisioni su una nuova proposta concernente un nuovo programma MEDIA potessero soltanto avvenire in base ad una relazione di valutazione completa e particolareggiata sui risultati raggiunti. (Clicca per leggere il rapporto). (Clicca per leggere l'agenzia di stampa)

Ambiente (Indice)

Ottobre 2000: in occasione delle alluvioni che colpiscono il Nord Italia, Gianni Vattimo dichiara: "È necessario che l'Unione Europea non si limiti ad intervenire unicamente in modo straordinario quando le catastrofi sono già avvenute. L'Europa deve, invece, indurre gli Stati membri a perfezionare le proprie legislazioni in materia ambientale, di abusi edilizi, di riforestazione e deve promuovere un´agricoltura che miri non soltanto all'aumento qualitativo delle produzioni ma anche alla difesa e alla cura del territorio". "Sollecitiamo un intervento urgente che contribuisca a rimediare i danni subiti dai zone in questione, e, allo stesso tempo, una politica di più lungo respiro che renda all'Europa un ambiente sano e sicuro". Insieme a Caveri, Ghilardotti, Trentin, Napoletano e Paciotti, Vattimo richiedeva alla Commissione europea di "valutare la possibilità di mettere a disposizione delle regioni colpite, in concertazione con le autorità statali e locali italiane, risorse finanziarie ascrivibili ai Fondi Strutturali e al FEAOG-Sezione garanzia al fine di facilitare la ricostruzione delle infrastrutture delle aree colpite e accelerare i lavori che riportino quanto prima alla normalità le popolazioni vittime di tali catastrofi". (Clicca per leggere l'interrogazione). (Clicca per leggere la dichiarazione)

Nell'ottobre 2001, in occasione dell'incidente del Tunnel del San Gottardo, Gianni Vattimo interveniva nella sessione plenaria del Parlamento, osservando che la soluzione dei tanti problemi posti dai trafori autostradali si potrà avere solo con un deciso trasferimento del trasporto merci dalla strada alla ferrovia, ed è in questa direzione che l'Unione avrebbe dovuto dirigere tutti i propri sforzi. "La riapertura del tunnel del Monte Bianco deve avvenire nel quadro di una serie di condizioni che garantiscano la sicurezza della circolazione e la riduzione al minimo del disagio ambientale. In concreto si tratta di mettere in funzione strumenti di controllo del traffico all'interno della galleria in modo che, anche con l'applicazione di nuove tecnologie, e con una costante presenza del personale di sorveglianza, qualunque incidente venga segnalato tempestivamente; di regolamentare la circolazione in modo da evitare che nel tunnel si trovino contemporaneamente più autocarri pesanti, ricorrendo alla circolazione alternata di questo tipo di veicoli, a più stretti limiti di velocità e simili; di costituire un elenco estremamente rigido di merci di cui è vietato il trasporto attraverso il tunnel (l'incidente del Gottardo non sarebbe stato cosi' grave se uno dei camion non fosse stato carico di un materiale tanto infiammabile come i pneumatici); di adottare ogni altro provvedimento atto a distribuire in maniera equilibrata il passaggio degli autocarri commerciali tra i non molti tunnel autostradali che uniscono l'Italia all'Europa". Si chiedeva che la riapertura avvenisse con le condizioni di sicurezza elencate sopra; e parallelamente a una decisa iniziativa internazionale per lo sviluppo di nuove infrastrutture ferroviarie, tra le quali spiccano la nuova linea Torino-Lione; il miglioramento delle condizioni di instradamento del traffico commerciale sulla linea Torino-Bardonecchia-Amberieu; l'allargamento della galleria del Col di Tenda. (Clicca per leggere il documento)

Insieme a Ghilardotti, Vattimo richiedeva inoltre al Parlamento europeo l'adozione di norme severissime per mantenere la sicurezza. "Questo significa che il traffico privato e commerciale deve essere regolamentato e contingentato soprattutto per quello che riguarda il trasporto di sostanze pericolose". (Clicca per leggere il documento)

Una delegazione delle associazioni Valdostane e della valle di Chamonix ha incontrava numerosi deputati Europei (Caveri, Auroi, Messner, Vinci, Di Lello e Vattimo) in occasione dell'iniziativa del gruppo parlamentare della Gauche Unitaire Européenne, ottenendo il loro impegno a sostenere la causa Monte Bianco e a partecipare il 25 giugno 2002 alla grande manifestazione a Courmayeur e Chamonix per impedire il ritorno dei TIR e la sua irrevocabilità e per intraprendere in Europa un'altra politica dei trasporti rispettosa delle popolazioni e dell'ambiente per un vero sviluppo sostenibile. (Clicca per leggere il documento)

Il 2 luglio 2002, Gianni Vattimo, Vinci, Frassoni e Messner organizzavano al Parlamento europeo un'audizione sulla realizzazione di una nuova linea ferroviaria ad alta velocità/capacità Torino-Lione, con 50 sindaci dei paesi della "Comunità Montana della Val di Susa", per discutere il progetto di nuova linea di Alta Velocità/Capacità "Lione-Torino" con conseguente stravolgimento dei fragili equilibri ambientali, sociali ed economici della Val di Susa; l'intasamento di TIR in quella vallata soprattutto dopo i tragici incidenti sotto i tunnel del Monte Bianco, del San Gottardo e del San Bernardino; la mobilitazione popolare contro la riapertura ai TIR dei valichi transalpini e per il rispetto della "Convenzione delle Alpi"; le richieste sempre più pressanti di interventi europei per regolare il traffico pesante. "Tutto ciò impone l'elaborazione di una nuova politica europea dei trasporti e più in particolare di quelli transalpini". (Clicca per leggere il documento)

Nel 2003, 102 parlamentari europei, tra i quali Gianni Vattimo, hanno sottoscritto l'appello delle associazioni "Legambiente" e 'Libera' in merito al condono edilizio annunciato dal Governo italiano. L'intenzione della petizione era quella di promuovere diverse iniziative di mobilitazione per cercare di arginare i danni del condono e del suo annuncio. (Clicca per leggere il documento)

Politica estera dell'Unione (Indice)

Nel giugno 2001, Gianni Vattimo interveniva al Parlamento sul tema della questione afghana: "occorre che l'Unione Europea elabori mezzi di pressione efficaci, tali da convincere i talebani a ritornare al rispetto delle regole democratiche. Il che si può solo fare esercitando pressioni dissuasive su quegli stati - come Arabia Saudita, Pakistan, Emirati Arabi - che riconoscono il governo di Kabul e che variamente lo sostengono; e operando in tutte le sedi internazionali, a partire dall'Onu, affinché cessi ogni sostegno al governo afgano come tale. Naturalmente, intensificando gli interventi di assistenza sia alle popolazioni colpite dalla carestia entro i confini del paese, sia ai rifugiati che vivono nei campi alle frontiere dell'Afganistan, in Pakistan e India. Non si tratta solo di aiutare il popolo afgano a resistere e a liberarsi del sanguinoso regime che lo opprime; ma anche di evitare che la versione "afgana" della religione coranica (versione che è respinta dalla gran parte dei musulmani di tutto il mondo) contribuisca a diffondere in Occidente una visione dell'Islam come religione di fanatici e di terroristi che corrisponderebbe fin troppo bene alle aspettative dei movimenti razzisti europei". (Clicca per leggere il documento)

Nel febbraio 2003, Gianni Vattimo interveniva sul Forum di Porto Alegre in occasione della votazione sulla risoluzione relativa: "La risoluzione che si propone al voto di questo Parlamento intende riconoscere esplicitamente i risultati dei due forum mondiali che si sono svolti contemporaneamente a Porto Alegre e a Davos a fine gennaio. Per ciò che riguarda Porto Alegre, che non esiterei a giudicare come il più significativo dei due, la risoluzione sottolinea il fatto che in esso si è delineata una serie di proposte positive per le politiche mondiali sull'ambiente, la pace, la libertà di opinione, la lotta alla fame e alle malattie. In particolare, è importante che il Parlamento Europeo tenga conto di ciò che è stato detto circa i prossimi lavori, a Cancun, del WTO. Sappiamo che è in vista un Accordo sui servizi, ma non sappiamo ancora quali saranno i servizi che verranno compresi nell'accordo, in vista di un loro assoggettamento alle regole della libera concorrenza internazionale. La preoccupazione del Forum, ma credo anche di questo Parlamento, concerne la possibilità che tra i servizi da liberalizzare vi siano alcuni servizi sociali fondamentali come l'istruzione, la salute, o essenziali beni collettivi come l'acqua. [...] Il Forum, come ricorda la proposta di risoluzione, ha anche riconosciuto e salutato con entusiasmo la possibilità che l'Unione Europea diventi modello di altre strutture di governance democratica sopranazionale e a carattere regionale, anzitutto come strumenti per la limitazione dei conflitti e la realizzazione della pace. [...] Non solo l'Unione europea può essere modello anche per una analoga iniziativa politica dell'America Latina; ma soprattutto, la sua stesa esistenza e autonoma fisionomia internazionale può ricevere un impulso decisivo proprio in un mondo dove si sviluppi, anche per merito di Lula e dell'America Latina, quel multipolarismo che in questi giorni sembra essere messo duramente alla prova dai propositi di guerra unilaterale all'Iraq da parte degli Stati Uniti e di alcuni loro alleati più "fedeli". (Clicca per leggere il documento)

Nel gennaio 2003, Gianni Vattimo promuoveva un appello, la "Lettera aperta agli elettori israeliani", poi pubblicato su L'Unità, richiedendo loro l'appoggio al candidato della sinistra Mitzna e al suo programma di pace. L'appello annovera tra i suoi primi firmatari Luciano Segre, Cornelio Valetto, Franco Debenedetti, Pasqualina Napoletano, Umberto Eco, Furio Colombo, Jan Dhaene, Fiorella Ghilardotti. (Clicca per leggere il documento)

Nell'ottobre 2002, Gianni Vattimo e altri 130 parlamentari dell'opposizione promuovevano l'appello "Non voto la guerra": "Noi, deputati e senatori contrari ad un attacco armato all'Iraq, rivolgiamo un appello a tutti i rappresentanti del popolo che siedono in parlamento: fermiamo la macchina di questa guerra".(Clicca per leggere il documento)

Nel febbraio 2003, Gianni Vattimo, Bigliardo, Segni, Messner e Di Pietro chiedevano agli altri parlamentari di sottoscrivere una loro iniziativa contro l'imminente guerra in Iraq: "Schierati su posizioni politiche diverse e divergenti, noi siamo tuttavia assolutamente convinti che una guerra all'Iraq, anche se approvata dall'Onu, rappresenterebbe in questo momento un rischio di deflagrazione totale dei conflitti che già dilaniano il Medio Oriente e varie altre parti del mondo. Tale rischio rende comunque irragionevole la decisione di attaccare l'Iraq, visto che la necessità di liberare il popolo iracheno dal dittatore che l'opprime, e lo stesso pericolo che egli disponga di armi di distruzione di massa, non possono giustificare lo scoppio assai probabile di una guerra di imprevedibile ampiezza e l'esposizione di tutto l'Occidente a una nuova ondata di terrorismo". (Clicca per leggere il documento)

Questioni europee (Indice)

Nell'ottobre 2002, Gianni Vattimo i parlamentari europei del centrosinistra pubblicavano un appello sul futuro dell'Europa: "Si può scegliere di ridurre l'Unione ad un grande mercato, progettando un sistema dove i poteri delle istituzioni europee verrebbero svuotati dalla rinazionalizzazione delle politiche comuni e dalla esaltazione del metodo delle intese tra governi. Si può al contrario affermare la convinzione del ruolo essenziale di un'Europa come soggetto politico, che faccia sentire la sua voce nel mondo per difendere la pace e i diritti umani, che esprima valori comuni, che persegua concreti obiettivi di solidarietà e di coesione economica e sociale nel quadro di uno sviluppo sostenibile. Un ruolo irrinunciabile di fronte all'impossibilità per gli Stati di far fronte - ciascuno per sé - alle sfide transnazionali dei nostri tempi". (Clicca per leggere il documento)

Nel febbraio 2003, Gianni Vattimo e Armando Cossutta presentavano un emendamento alla relazione Morillon sulla nuova architettura europea di sicurezza e difesa – priorità e lacune, al fine di inserire nel testo della relazione l'affermazione: "Il Parlamento ritiene che l'Unione europea debba ripudiare la guerra quale strumento di risoluzione delle controversie internazionali" (Clicca per leggere il documento)

Nel maggio 2003, Gianni Vattimo illustrava la interrogazione orale presentata a nome della Commissione "cultura" dal suo presidente Michel Rocard, sull'applicazione del metodo aperto di coordinamento introdotto dal Consiglio di Lisbona. Tale metodo è divenuto da allora il mezzo attraverso cui gli stati membri stabiliscono gli obiettivi comuni, e le politiche per attuarli e per diffondere in tutti i paesi membri le prassi migliori via via sperimentate. "L'interrogazione che ora presentiamo prende l'avvio dalla constatazione che, dopo Lisbona, il Parlamento e le sue commissioni non hanno potuto pronunciarsi su vari dossier politicamente importanti presi in esame dal Consiglio perché non ne sono stati tempestivamente messi al corrente". "Chiediamo se la Commissione esecutiva ha qualche proposta diretta a far sì che il Parlamento europeo sia pienamente e istituzionalmente associato al metodo di coordinamento aperto introdotto dal Consiglio di Lisbona". (Clicca per leggere il documento)

L'opposizione al regime (Indice)

Ottobre 2000: Gianni Vattimo lancia un appello contro "l'iniziativa presa dalla maggioranza di destra che governa la Regione Lazio, e che sta fornendo l'esempio per iniziative analoghe di altre regioni italiane governate dalle stesse maggioranze. Su proposta del presidente Francesco Storace, esponente di Alleanza Nazionale la regione Lazio ha deciso di costituire una commissione incaricata di esaminare i libri di testo di storia usati nelle scuole della regione (e che finora sono scelti liberamente dai singoli docenti), con lo scopo di segnalare, e poi evidentemente eliminare, quello che ai neofascisti italiani sembra un prevalente modo marxista di presentare ai giovani la storia del fascismo, del nazismo e della seconda guerra mondiale. Poiché non solo in Italia, ma anche in altre parti d'Europa la destra cosiddetta "liberale" tende sempre più spesso ad allearsi con forze politiche di forte impronta xenofoba, razzista, autoritaria, mi sembra che questo fatto vada riconosciuto nella sua gravità, come un nuovo potenziale pericolo per le istituzioni democratiche non solo italiane, ma di tutta l'Unione. Con alcuni colleghi parlamentari ed altri intellettuali europei ho preso l'iniziativa di lanciare un appello alla vigilanza contro questa rinascita di spirito censorio e autoritario, e mi auguro che molti dei colleghi vogliano condividerlo e firmarlo". (Clicca per leggere il documento)

Il 29 marzo 2001 Gianni Vattimo (a nome della delegazione DS), EuropaEurope e Micromega hanno organizzato un seminario a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo, dal titolo "Linguaggi e temi della destra in Europa". Hanno partecipato Umberto Eco, Pasqualina Napoletano, Nicola Tranfaglia, Paolo Flores d'Arcais, Fernando Savater, Enrique Baron Crespo. Gli atti del seminario sono stati pubblicati da Editori Riuniti (Roma, 2002). "In Italia e in Europa dobbiamo prendere atto, da qualche tempo, di un progressivo aumento del consenso per le forze di destra, che sostengono politiche iper-nazionaliste e spesso xenofobe, dunque anti-europeiste: pensiamo al FPOE austriaco, ai movimenti neonazisti in Germania che sembrano rafforzarsi, al successo elettorale del Vlaams Blok nel Nord del Belgio. In Italia, alcune dichiarazioni e iniziative di esponenti della Casa delle Libertà (si ricorderà la proposta avanzata dal Presidente della Regione Lazio, Storace, a proposito dei libri di testo) non possono lasciare indifferenti coloro che si preoccupano per una possibile deriva di destra e di estrema destra anche nel nostro Paese". (Clicca per leggere il documento)

Nel pomeriggio del 2 luglio 2003, giorno della presentazione, da parte del presidente del Consiglio dei Ministri italiano Silvio Berlusconi, del programma della presidenza italiana dell'Unione Europea, Gianni Vattimo distribuiva a tutti i Parlamentari europei l'opuscolo "Berlusconi", scritto da Marco Travaglio e Peter Gomez, tradotto in quattro lingue (francese, inglese, spagnolo e tedesco), contenente le più importanti informazioni sulla carriera politica e affaristica di Berlusconi. Scriveva Vattimo nella lettera di accompagnamento: "Il breve testo che troverà in allegato è una sommaria presentazione del personaggio che, secondo le regole della rotazione, occuperà nel prossimo semestre il posto di presidente del Consiglio Europeo. Questa presentazione è stata preparata da due giornalisti italiani, Marco Travaglio e Peter Gomez, che da tempo seguono le vicende politiche e giudiziarie di Silvio Berlusconi e ne scrivono sulla stampa italiana. Non sempre, però, queste vicende sono conosciute adeguatamente negli altri Paesi dell'Unione. So bene che proprio in questi giorni, in occasione dell'inizio del "semestre italiano", molta stampa europea ha fornito più informazioni del solito sul discusso personaggio. Ma siccome si attribuisce agli italiani, anche ai partiti di opposizione, l'intenzione di contribuire al "successo" del semestre europeo del nostro premier, io diffondo questo opuscolo informativo proprio perché non intendo contribuire in alcun modo a tale successo. Anzi, credo che un vero successo dell'Italia, e anche dell'Europa, si possa realizzare solo riducendo al minimo il danno che la democrazia, l'indipendenza dell'Europa dagli Usa, la libertà di informazione, la lotta contro la corruzione, possono ricevere dalla presidenza europea di Silvio Berlusconi. Una conoscenza dettagliata e, nonostante le apparenze, obiettiva, della sua storia affaristico-politico-giudiziaria può, spero, servire a questo scopo". Un grande successo editoriale: l'opuscolo è stato diffuso gratuitamente via internet e pubblicato su moltissimi siti, italiani ed europei. (Clicca per leggere il documento)

2 luglio 2003: i deputati della sinistra italiana, tra i quali Gianni Vattimo, dichiarano in seguito all'incidente Berlusconi-Schulz: "Come italiani sentiamo profonda tristezza e indignazione per il modo in cui il collega Martin Schulz è stato trattato dal Presidente in carica del Consiglio nella fase finale del dibattito sul semestre di Presidenza dell'UE. E' la prima volta che accade nella storia del Parlamento Europeo". (Clicca per leggere il documento) (Clicca per leggere il documento)

8 luglio 2003: il ministro dell'istruzione Moratti presenta il programma della presidenza italiana alla "Commissione Cultura" del Parlamento. Gianni Vattimo lascia l'aula dichiarando: "Prima che cominci l'esposizione della signora Moratti, desidero far osservare ai Colleghi che dopo l'ultima sessione plenaria di Strasburgo, il Parlamento è ancora in attesa che il cavalier Berlusconi chieda scusa a tutti i parlamentari per le sue gravissime e ingiuriose dichiarazioni. In questa situazione, ritengo che la dignità del Parlamento imponga a tutti noi di non fare come se niente fosse, svolgendo normalmente le audizioni dei ministri italiani che qui rappresentano la presidenza del Consiglio in carica. Comportandoci come se l'incidente di Strasburgo non dovesse avere riflessi sul nostro lavoro, contribuiamo a intensificare presso i cittadini europei l'impressione che il Parlamento e in genere le istituzioni europee contino poco o niente, e che anche le più gravi aggressioni alla loro dignità siano tempeste in un bicchiere d'acqua. In considerazione di tutto ciò chiedo al Presidente se non ritenga opportuno sospendere l'audizione della signora Moratti, in attesa che i normali rapporti tra la presidenza del Consiglio e il Parlamento siano ristabiliti". (Clicca per leggere il documento)

Dichiarazione di Gianni Vattimo (4 settembre 2003) in seguito alle dichiarazioni di Berlusconi sui magistrati: "Berlusconi è sceso in politica per motivi di autodifesa giudiziaria ma soprattutto per delirio di onnipotenza. Adesso attribuisce questa nevrosi alla categoria dei giudici perchè si accorge che essa rappresenta un ostacolo all'attuazione dei suoi deliranti desideri. Vorrà diventare lui stesso magistrato? Dal suo punto di vista ne avrebbe tutti i titoli". (Clicca per leggere il documento)