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Metti una sera a cena con il Professore

Pace con Vattimo dopo le liti del Capodanno 2002 e la polemica sulle Europee


Da La Stampa, 31 dicembre 2003

Paté di coniglio al melograno, cappone lesso con salsa cugnà, l'immancabile zampone con lenticchie. E, attorno al tavolo, vero piatto forte del menu di San Silvestro, Red & Toby. A due anni esatti dal Grande Scontro, in serata che più simbolica non poteva essere, eccoli cenare lietamente insieme, i nemici-amici di Capodanno: Chiamparino e Vattimo insieme l'ultima sera del 2003, per un raffinato cenone consumato nell’appartamento del primo cittadino in piazza Vittorio 18.

Il sindaco e il filosofo, sorpresi dai fotografi sotto casa del primo - anche la «location» in quanto a valore simbolico non era male, con la Mole e i palazzi del Castellamonte sullo sfondo - i due protagonisti della prima querelle politico-social-amministrativa del 2002 si sono abbracciati. «Pace fatta, pace fatta» hanno commentato sorridenti davanti ai flash. A dire la verità i toni ironici erano cominciati in mattinata, a Palazzo civico, quando il sindaco aveva confidato ai suoi collaboratori: «Invito Vattimo a cena, stasera, così almeno non sveglia la mia famiglia all’una di notte». Per chi non lo ricordasse, infatti, la famosa querelle che esattamente due anni fa scaraventò il sindaco e il filosofo sui giornali cittadini (e pure, qualche giorno più tardi, in un corsivo del «Corriere della Sera») riguardava il concetto stesso di «festeggiamento». Secondo il teorico del pensiero debole i medesimi erano stati un po' troppo forti, nella notte del 2002. Al punto che, attorno all'una, esasperato dalla musica che risuonava in piazza Castello - e quindi sotto le sue finestre - aveva deciso di telefonare a casa del sindaco, per cercare di ottenere finalmente un po' di silenzio spiegando «che qui in piazza San Carlo c'è un frastuono del boia e io non riesco a dormire».

A rispondere era stata un'assonnata (e incredula) signora Chiamparino che a quell’ora, nonostante si trattasse dell’alba del nuovo anno, stava già riposando. Informato della telefonata notturna, il sindaco non aveva gradito. E, dal momento che si trattava di una lite fra un deputato europeo e un primo cittadino (fra l'altro entrambi ds) ne nacque un caso da prima pagina. Vattimo ad accusare il sindaco di fare «un cattivo uso pubblico delle piazze» e lui a ribattere che il professore, da euro-deputato, «doveva provare a dare un’occhiata a che cosa facevano le capitali europee nella notte di San Silvestro».

Ora che il mandato di Vattimo sta per scadere - e la sua mancata ricandidatura a favore di Mercedes Bresso ha fornito a Red & Toby altre occasioni di spettacolo sui giornali, il colpo di scena: la riappacificazione, farcita di battute in piemontese e piatti della tradizione preparati dal fido cuoco Franco Romanin (da anni è la guida spirituale del primo cittadino alle prese con i fornelli, gara gastronomica dell’Ascom Village compresa), è cominciata alle 20,30. Attorno al tavolo, la moglie del sindaco Anna con la sorella e il marito, insieme con l’autore dei piatti. «Una cena piacevole - come ha poi commentato Chiamparino - in cui non si sono toccati argomenti seri, (o se si sono toccati meglio non farlo sapere ai cronisti, ndr), ma piuttosto non sono mancate le battute...». La più bella? «Quando il professore ha scoperto che la festa di Capodanno quest’anno non si teneva in piazza Castello ma all'ombra del Caval 'd Brons, è stato assalito da un dubbio e ha detto ai commensali: “Ma allora mi avete proprio invitato per amicizia, non perché fossi distratto...». E a proposito di piazza San Carlo, altra questione che ha diviso il professore dal primo cittadino (questo in tempi più recenti, nel marzo 2003 e poi ancora ad ottobre, quando Vattimo ha definito «un po' vandalo» Chiamparino) Vattimo continua a dichiararsi «assolutamente contrario all’intervento» e deciso a osteggiare le ruspe che si muoveranno per costruire un parcheggio sotterraneo nel cuore di Torino. L'anno scorso alla domanda «ma come mai c'è sempre una piazza che divide il sindaco dal filosofo?» quest'ultimo aveva risposto: «A dirla così suona un po' buffo, ma io credo sul serio sia un errore costruire un parcheggio proprio laddove non vorremmo che le auto andassero. Un parcheggio rappresenta pur sempre un grande attrattore di traffico...».

Per evitare di non arrivare al panettone l’argomento, almeno nella serata della riappacificazione, non è stato toccato, anche perché fra pochi giorni, le ruspe entreranno in azione sotto il Caval 'd Brons. [e. min.]