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Echelon tra sorveglianza e manipolazione
di Giuseppe Iannantuono febbraio 2004 |
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La parola in codice Echelon, "gradino", è da qualche anno alla ribalta delle scene politiche e giornalistiche, ma per molti decenni è stata avvolta e conservata nei misteriosi documenti segreti dei servizi di informazione angloamericani. La rete di ascolto, di intercettazione e di trattamento delle informazioni, perché di questo si tratta quando si parla di Echelon, è stata creata nel 1947 dagli Stati Uniti e la Gran Bretagna, cui si sono aggiunti successivamente il Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda. A rivelarne l'esistenza è stato il giornalista Duncan Campbell, che ha denunciato la possibilità tecnologica e materiale di una sorveglianza elettronica planetaria. Lo scopo principale di Echelon era di sorvegliare l'Unione Sovietica. Un impiego originario, dunque, prettamente militare che però, a partire dai primi anni '90, si è sempre più indirizzato verso uno sfruttamento civile del sistema di monitoraggio delle comunicazioni. Un cambiamento che ha provocato inquietudine e preoccupazioni per il grave rischio connesso di un possibile uso distorto ed eticamente scorretto delle informazioni raccolte ed accumulate in database dalle agenzie di intelligence, al fine di classificare gli individui in base alle opinioni politiche, sesso, religione, ecc. Un secondo slittamento di notevole importanza per le strategie economiche dei paesi coinvolti si è inserito nel quadro di un mercato globale della comunicazione e nella lotta per l'egemonia commerciale. Si è trattato nello specifico di spiare i concorrenti (Stati o multinazionali) per aggiudicarsi appalti e sovvenzioni, come hanno confermato i risultati emersi dall'inchiesta della Commissione temporanea del Parlamento europeo, che ha interpellato molti esperti nella materia.
I racconti fatti sulle capacità di intercettazione dei messaggi insieme all'uso improprio del sistema non sono, certamente, rassicuranti né per la vita privata dell'individuo né per lo svolgimento corretto degli affari pubblici e privati. Anche i numerosi studi svolti sull'argomento hanno confermato l'immagine di una gigantesca struttura di ascolto e di spionaggio organizzato dai servizi di informazione angloamericani, che connette una rete di orecchie elettroniche avvalendosi di satelliti artificiali in orbita intorno alla terra, di super-computer (potentissimi mainframe chiamati dizionari che utilizzano tecnologie avanzate per il riconoscimento dei dati e hanno la capacità di decrittare qualsiasi comunicazione) e molteplici stazioni riceventi a terra, dotate di grandi parabole ed antenne sparse ai cinque angoli della Terra e capaci di ricevere e monitorare le informazioni. In concreto, le stazioni raccolgono, registrano e selezionano tutte le comunicazioni effettuate per telefono, radio, fax, e-mail, ecc. mediante dizionari dotati di parole chiave, che, successivamente, vengono smistate alle agenzie che ne hanno fatto richiesta. Ma solamente la NSA ha il privilegio di poter accedere all'intera gamma delle informazioni intercettate. Per far funzionare il sistema di intercettazione vengono utilizzati 120 satelliti spia, messi in orbita e gestiti dalla NSA, svariate stazioni di terra orientate verso i satelliti di Intelsats, che sono usati dalle maggiori compagni telefoniche del mondo per trasmettere e trasferire le comunicazioni internazionali. Sul versante dell'intercettazione in Internet l'operazione, invece, è molto più semplice, in quanto i pacchetti di informazioni sono captati nelle dorsali di maggior capacità, con la complicità delle compagnie telefoniche. Inoltre, oltre al danno la beffa, è da notare che le vie di comunicazione maggiormente usate sono quelle americane poiché le reti europee sono di minore capacità e facilmente congestionate e, pertanto, è quasi obbligatorio che la maggior parte delle comunicazioni all'interno dell'Europa e dell'Asia transiti per gli Stati Uniti.
Per mettere a tacere le proteste delle associazioni dei dritti umani si afferma che l'intercettazione scatta soltanto quando sono in gioco ragioni militari di difesa, come sventare il pericolo di un attacco terroristico; cioè, la procedura di selezione e di reperimento dei dati si attiva solo qualora si pronunciasse o si comunicasse utilizzando parole come bomba, terrorismo, nomi di personalità a rischio, associazioni non governative, capi di stati e così via. E', invece, convinzione di molti che le cose stiano diversamente e che il Grande Fratello stia costantemente in ascolto non solo per sorvegliare ma anche, quando la situazione lo richiede, di manipolare gli equilibri dei governi, le opinioni dei cittadini comuni, le gare delle attività commerciali. Una situazione tanto più al limite dell'assurdo e del ridicolo per l'Unione europea quanto più l'attività di spionaggio commerciale è stata organizzata da paesi alleati e peggio ancora favorita dalla Gran Bretagna, che fa parte dell'Unione stessa. In conclusione, il sistema Echelon è presentato come un buon amico di ogni cittadino onesto, in quanto le intercettazioni servono anche per prevenire i crimini nazionali ed internazionali, quali il traffico, d'armi e di droga, il terrorismo. Il messaggio è semplice: intercettare le comunicazioni significa anticipare le mosse e poter intervenire con efficacia e tempestività. Lo scenario muta ancora dopo l'11 settembre. La guerra al terrorismo internazionale ha giustificato, davanti all'opinione pubblica inebetita ed impotente nei confronti delle azioni scioccanti degli atti terroristici, l'uso generalizzato e l'abuso discriminatorio delle intercettazioni delle comunicazioni. Non solo sono minoritarie le voci che puntano l'indice contro le innumerevoli violazioni del diritto alla privacy ma anche e soprattutto sono tacciate di indifferenza, di debolezza, al limite, di connivenza con il terrorismo. Bisogna collaborare per aumentare il livello di sicurezza offrendosi in pasto alla sorveglianza totale.
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