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Riformismo rivoluzionario e riformismo reazionario
Il nome della cosa. Quale riformismo è possibile?


Venerdì 28 novembre, ore 21
Aula Magna dell'Istituto A. Avogadro, C.so San Maurizio 9, Torino

Apertura dei lavori: Roberto Mastroianni, Presidente di Altera

Tavola rotonda con:

Achille Occhetto (Senatore gruppo misto - Ulivo)
Roberto Panizza (Economista, Università di Torino)
Gianni Vattimo (Filosofo, Deputato europeo)
Antonio Caputo (Avvocato, Giustizia e Libertà)

Modera: Mario Cedrini (Altera)

A sinistra come a destra, oggi è il riformismo cui si fa riferimento quando si pensa al fare politica. Una categoria spesso fraintesa, utilizzata strumentalmente e senza un progetto certo di rinnovamento sociale. L'unica certezza è la confusione sotto il cielo: come Riccardo Lombardi ci ha insegnato, vi sono riformismi reazionari, appiattiti sul contingente e incapaci di progettare una nuova società, e riformismi rivoluzionari, che si spingono, mossi da un progetto organico, a immaginare riforme di struttura che contrastino le disuguaglianze sociali. A quale dei due si ispira la sinistra italiana?
Ne discuteremo, a partire dall'"Appello per la vera unità dell'Ulivo" presentato da Achille Occhetto, con intellettuali e rappresentanti politici, convocati allo scopo di dar vita a una riflessione pubblica centrata sui temi del riformismo e del futuro dell'Ulivo.

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