| In Parlamento |
![]() | Dichiarazione di voto sul rapporto Giannakou
(Piano d'azione dell'Unione europea in materia di lotta contro la droga)
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Commissione libertà e i diritti dei cittadini
17 novembre 1999
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la relazione Giannakou che ci apprestiamo a votare riguarda un tema sulla cui importanza per la vita dei cittadini europei non occorre insistere. Essa è tuttavia largamente insoddisfacente, perché non si interroga sulle ragioni per cui le politiche antidroga finora messe in atto hanno avuto cosi’ scarso successo. Le morti per overdose sono ulteriormente aumentate, sono sorti nuovi pericoli da droghe sintetiche, i profitti delle narcomafie sono cresciuti fino a minacciare di impadronirsi di larghi settori delle attività economiche "legali". So purtroppo che i tempi non sono maturi per una trasformazione in senso più ragionevole, ossia antiprobizionista, delle nostre politiche. Ritengo tuttavia che, mettendo da parte ogni discussione teorica sulla legittimità o meno di vietare l’uso di certe sostanze a cittadini maggiorenni debitamente informati dei rischi, l’Unione Europea dovrebbe prestare maggiore attenzione agli esperimenti di "riduzione del danno" che si conducono in vari paesi, mediante somministrazione controllata di stupefacenti, depenalizzazione delle droghe leggere, educazione non solo a sottrarsi alla droga ma anche, per chi non possa o voglia rinunciarvi, a gestire razionalmente la propria esistenza senza cadere nelle delinquenza e senza rischiare la morte per avvelenamento. Nonostante alcuni emendamenti a cui anch’io ho contribuito, e che non implicano alcuna "legittimazione" dell’uso delle droghe, ma si sforzano soltanto di limitare i danni ai cittadini tossicodipendenti non meno che a tutti gli altri e all’insieme della società, la relazione Giannakou mi sembra ancora troppo largamente improntata alla convinzione che si debba lottare contro la droga solo con strumenti repressivi e di polizia, con proibizioni sempre più intense ed estese – che sono non solo inefficaci, ma anche fonte di ulteriore sofferenza per i cittadini tossicodipendenti e di rischi per tutta la società. Per queste ragioni, in nome di motivi di coscienza non meno che specificamente politici, annuncio che, in contrasto con la posizione del gruppo del PSE a cui appartengo, mi asterrò dal votarla.
GIANNI VATTIMO
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