| In Parlamento |
![]() | Separazione delle carriere dei magistrati: Nessun voto del Parlamento Europeo
Dichiarazione degli onn. Elena Paciotti e Gianni Vattimo, DS-PSE (membri della Commissione Libertà e diritti dei cittadini)
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Strasburgo - Sessione plenaria
14 gennaio 2003
L'ossessione per la separazione delle carriere dei magistrati gioca brutti scherzi.
Alcune agenzie e quotidiani italiani, tra ieri e oggi, hanno accreditato la notizia che il Parlamento Europeo si appresterà domani a pronunciarsi, nell'ambito del rapporto dell'on. Swiebel sulla situazione dei diritti fondamentali nell'UE, sulla separazione delle carriere dei magistrati italiani.
Nulla di tutto ciò risponde a verità. Ecco cosa è realmente accaduto.
Il deputato Giacomo Santini ha tentato di introdurre la separazione delle carriere come necessaria al giusto processo in un emendamento al rapporto sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea. L'emendamento è stato, per questa parte, bocciato in seno alla commissione parlamentare competente dallo stesso Partito Popolare Europeo cui appartiene l'on. Santini di Forza Italia. Tuttavia nel testo presentato all'aula per il voto definitivo, nella sola versione italiana, è ricomparsa la famigerata separazione delle carriere e questo ha consentito a Il Giornale di dedicarvi un articolo dal titolo perentorio "L'Europarlamento: separate le carriere dei magistrati". Naturalmente nel frattempo i solerti servizi di seduta hanno constatato il singolare errore e hanno depositato un corrigendum che adegua la versione italiana al testo originale.
Il Parlamento Europeo, quindi, non sarà chiamato a pronunciarsi domani sulla separazione delle carriere deludendo così le attese dell'on. Santini e del Giornale.
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