In Parlamento

Dichiarazione dell'On. Gianni Vattimo (PSE) sulle affermazioni dell'On. Antonio Tajani (FI)


Strasburgo, 24 ottobre 2000


Mentre in Italia il partito di Berlusconi stringe un'alleanza sempre più soffocante con il razzista Bossi, e nel cosiddetto Polo delle libertà continuano a militare gli eredi del fascismo (compresi i più fedeli e fanatici, come Rauti e i suoi squadristi), al Parlamento europeo Tajani ha la avuto sfrontatezza di accusare di antisemitismo il governo di centro-sinistra per le sue posizioni sul conflitto palestinese. La sinistra italiana e il governo che essa esprime sono anche oggi come in passato impegnati, insieme agli altri principali paesi dell'Unione europea, in uno sforzo per contribuire a una soluzione equa e pacifica del conflitto - come è facile constatare sia dalle dichiarazioni esplicite dei vari esponenti del governo e dei DS, sia dagli atti concreti compiuti nelle sedi internazionali competenti. Un minimo di informazione obiettiva su questo punto sembra mancare del tutto a Tajani; cosi come solo la voluta distorsione dei fatti può permettergli di accusare il Partito comunista italiano di aver aiutato il terrorismo degli anni Settanta, favorendo la fuga in Algeria di Alvaro Lojacono, implicato nel delitto Moro. Sarà utile ricordare all'onorevole Tajani, anche citando l'articolo di un suo compagno di partito ed ex ministro di Berlusconi (Giuliano Ferrara, sul "Foglio" del 24 ottobre), che il Partito comunista italiano è stato uno dei più coerenti e decisi avversari dei terroristi, pagando per questo anche pesanti prezzi in termini di vite umane, a cominciare dall'assassinio di Guido Rossa, sindacalista genovese ucciso dalle BR per aver denunciato una rete armata clandestina. Cosi' vistose distorsioni della verità mostrano non solo che Forza Italia intende spregiudicatamente servirsi della tribuna del Parlamento europeo a scopi elettorali interni; ma soprattutto che continua a usare, come principale argomento politico, la paura del comunismo - mentre in Europa il pericolo sempre più diffuso è quello del revival di una destra razzista e autoritaria, con cui Berlusconi e i suoi famigli non esitano invece a condurre una vera e propria politica collaborazionista di cui non si sa se stigmatizzzare di più il cinismo o l'imprevidenza.