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Veneto e Lombardia permettono ancora l'allevamento a box singolo dei vitelli a carne bianca: la LAV denuncia le regioni per violazione della direttiva europea e della legge italiana
Gianni Vattimo alla Commissione di Bruxelles |
Roma, 11 marzo 2004
Dal 1° gennaio scorso i vitelli per la produzione della cosiddetta "carne bianca" dovevano lasciare in tutta Europa gli attacchi nei box singoli.
"Già due anni fa secondo stime, in Germania era stato adeguato il 100% degli impianti mentre in Italia, dove sono quasi 500mila l'anno gli animali così allevati, si era ad appena il 20%, un campanello d'allarme che Veneto e Lombardia hanno volutamente ignorato penalizzando così oltre che i vitelli anche gli allevatori che si erano diligentemente messi in regola - ha detto Gianluca Felicetti, responsabile del settore allevamenti della LAV - Che fosse praticabile una strada diversa lo ha certificato il Piemonte dove non è stata concessa alcuna deroga, Regione che però si deve difendere da una distorsione della concorrenza che, come nella recente proroga concessa per le gabbie delle galline ovaiole, premia i cosiddetti furbi che secondo una stima sono oltre il 20% per circa 1000 allevamenti".
La riforma del sistema d'allevamento in box multipli ha già positivamente diminuito gli animali allevati e gli impianti in Italia, fra il 15 ed il 30% secondo alcune stime veterinarie.
"Le violazioni della normativa comunitaria stanno diventando un'insana abitudine. Siamo spiacenti di dover ricorrere una volta di più al sollecito della Giustizia europea, come già fatto di recente in merito al recepimento illegale della Direttiva sulle galline ovaiole, in cui sono state inserite deroghe illegali secondo il Diritto comunitario - ha dichiarato il presidente della LAV Adolfo Sansolini - Vorremmo un'Italia europea anche per quanto riguarda gli allevamenti, smettendo di penalizzare gli allevatori che rispettano le normative comunitarie, premiando costantemente chi attua una concorrenza sleale sia verso i suoi colleghi degli Stati Membri, sia nei confronti degli allevatori che "si rassegnano" a rispettare le norme europee".
Il deputato europeo Gianni Vattimo ha chiesto con un'interrogazione alla Commissione di Bruxelles l'apertura di una procedura d'infrazione contro Lombardia e Veneto che, in nome di un male interpretato federalismo, hanno violato una direttiva comunitaria ed una legge dello Stato in un colpo solo.
"Fin dal 1999 - ha detto il presidente della LAV Adolfo Sansolini - il Ministero della Salute aveva ufficialmente comunicato alle Regioni che non sarebbero state ammissibili deroghe, cosa che gli Enti locali si sono costruite da sole, tradendo anche la riforma della Politica Agricola Comune laddove incentiva la riconversione degli allevamenti in sistemi di minor impatto per gli animali".
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