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![]() | Intervento sul rapporto Caudron (VI Programma Quadro di ricerca e sviluppo tecnologico)
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Strasburgo - Sessione plenaria
13 novembre 2001
Grazie presidente. Come redattore del parere della Commissione libertà sul rapporto Caudron, desidero esprimere al rapporteur le congratulazioni e i ringraziamenti della nostro Commissione per il lavoro non semplice che ha svolto. La sua relazione articola in modo equilibrato tutti i principali motivi intorno a cui deve concentrarsi l'attenzione delle istituzioni europee per ciò che riguarda la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico e sociale che essa rende possibile. La Commissione Libertà segnala specialmente la necessità che la promozione pubblica della ricerca sia improntata alla massima trasparenza e partecipazione dei cittadini: una società europea della conoscenza, quale quella che l'Unione si propone di realizzare, ha bisogno non soltanto di vaste iniziative di alfabetizzazione anche scientifica di tutti i cittadini, ma di una loro sempre più intensa e attiva partecipazione alle scelte concernenti la direzione da dare agli investimenti in questo campo. I cittadini non specialisti non devono, in altre parole, soltanto godere (o talvolta, purtroppo, soffrire) dei risultati raggiunti dalle scienze, ma anche decidere insieme agli esperti sugli obiettivi che la ricerca deve perseguire. È soprattutto con questo criterio che riteniamo si debba misurare la validità di una politica europea della scienza. E questo aspetto della questione è opportunamente tenuto presente dal rapporto Caudron. Alla trasparenza e democraticità delle scelte pubbliche in materia di promozione della ricerca si riportano anche gli aspetti etici più rilevanti del rapporto: anzitutto, la questione del rispetto delle regole etiche fondamentali, che si impone sempre più intensamente in un momento in cui la ricerca biologica è arrivata a toccare il patrimonio genetico e la stessa configurazione profonda dell'individuo umano. Qui il rapporto richiama giustamente la necessità di rifarsi ai principi di diritto riconosciuti e sanciti in vari documenti fondamentali delle istituzioni comunitarie, da ultimo alla Carta Europea dei diritti dei cittadini; respingendo contemporaneamente il richiamo a non meglio precisati principi di diritto "naturale" che fatalmente tendono a rimandare ad autorità assolute e sottratte alla libera stipulazione democratica. Un tale riferimento vale soprattutto per le questioni più delicate del rapporto, come quelle concernenti la ricerca sulle cellule staminali embrionali: nel rispetto della sensibilità morale di una parte dei cittadini, il rapporto esclude che l'Unione finanzi la creazione di embrioni a scopo di ricerca; ma raccomanda di sostenere l'utilizzo, per ricerche a scopo terapeutico, degli embrioni soprannumerari risultanti da normali procedure di fecondazione assistita, embrioni che sarebbero comunque destinati alla distruzione. Il rispetto per la sensibilità morale e per i legittimi interessi vitali dei cittadini, espressi nelle esplicite dichiarazioni di principio accettate dagli Stati Membri dell'Unione e dalla Comunità internazionale, deve restare, come in questo caso, il riferimento decisivo per tutte le altre scelte di cui parla il rapporto Caudron: dal rispetto del principio di precauzione nella sperimentazione in agricoltura, alla riduzione della sofferenza inflitta agli animali da esperimento, alla assoluta priorità da accordare nella ricerca farmacologica ai farmaci destinati a combattere malattie devastanti come AIDS, cancro, malaria. L'importanza dell'impegno pubblico, in questi campi, è grandissima, anche e soprattutto in vista di ridurre il peso che il costo dei brevetti carica sulle spalle di malati che spesso vivono in condizioni economiche di pura sussistenza. La Commissione Libertà, per tutte queste ragioni, raccomanda al Parlamento di approvare la relazione Caudron, con particolare attenzione a quegli emendamenti che ne rafforzano l'efficacia sui punti qui ricordati.
GIANNI VATTIMO
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