Il processo di integrazione europea ha assicurato la pace e favorito crescita e stabilità economica a Paesi divisi per secoli da guerre fratricide. Oggi ci troviamo di fronte a sfide decisive se vogliamo garantire un futuro di democrazia, di pace e di benessere a un'unione di stati, di popoli e di culture senza eguali nel mondo: dieci nuovi Paesi faranno parte dell'Unione dal 2004 e la Convenzione sul futuro dell'Europa sta elaborando un progetto di Costituzione.
La Convenzione europea è chiamata a scegliere.
Si può scegliere di ridurre l'Unione ad un grande mercato, progettando un sistema dove i poteri delle istituzioni europee verrebbero svuotati dalla rinazionalizzazione delle politiche comuni e dalla esaltazione del metodo delle intese tra governi.
Si può al contrario affermare la convinzione del ruolo essenziale di un'Europa come soggetto politico, che faccia sentire la sua voce nel mondo per difendere la pace e i diritti umani, che esprima valori comuni, che persegua concreti obiettivi di solidarietà e di coesione economica e sociale nel quadro di uno sviluppo sostenibile. Un ruolo irrinunciabile di fronte all'impossibilità per gli Stati di far fronte - ciascuno per sé - alle sfide transnazionali dei nostri tempi.
E' questa la nostra convinzione e per questa ragione noi riteniamo che il dibattito aperto nella Convenzione europea fra rappresentanti delle cittadine e dei cittadini europei provenienti dai governi e dai parlamenti nazionali, dal Parlamento europeo e dalla Commissione sia un'occasione irripetibile per unire l'Europa e rafforzare la democrazia.
La Convenzione risponderà alle attese dell'opinione pubblica europea e alle sfide del futuro se sceglierà di elaborare un progetto di Costituzione democratica, che rafforzi l'unità politica dell'Europa con un sistema di governo sostenuto dalla volontà popolare, secondo l'ispirazione federalista del progetto che fin dal 1984 fu approvato dal Parlamento europeo su proposta di Altiero Spinelli.
Questo progetto di Costituzione deve contenere nella sua prima parte la Carta dei diritti fondamentali e ridisegnare il sistema istituzionale ispirandosi ai seguenti principi:
- solidarietà: fra i cittadini e fra gli Stati, all'interno dell'Unione e nei rapporti con il resto del mondo;
- sussidiarietà: distinguere le competenze dell'Unione da quelle degli Stati secondo il livello in cui possono essere meglio esercitate, compresa la dimensione regionale e locale;
- efficacia: attribuire alle istituzioni europee i poteri e gli strumenti necessari per decidere e attuare le azioni e le politiche comuni;
o flessibilità: permettere agli Stati che lo vorranno di precedere gli altri senza mettere in pericolo l'unità dell'insieme;
- pluralismo: riconoscere, rispettare, valorizzare le differenze (politiche, sociali, culturali, linguistiche, religiose) che sono la ricchezza del patrimonio europeo; - riconoscere il pluralismo dell'informazione e contrastare la concentrazione dei media.
Un'Unione democratica ed efficace deve fondarsi su un sistema istituzionale così articolato:
- Il Parlamento europeo ( espressione democratica dei popoli dell'Unione, eletto a suffragio universale diretto ) e il Consiglio ( espressione dei governi degli stati membri ) condividono i poteri legislativi e di bilancio; il Consiglio vota a maggioranza qualificata per non essere paralizzato dal veto di un singolo governo; il Parlamento stabilisce rapporti di stretta cooperazione con i parlamenti nazionali;
- La Commissione europea, rafforzata nel suo ruolo, esercita l'iniziativa legislativa, contribuisce a definire gli orientamenti dell'Unione, la rappresenta all'esterno, vigila sul rispetto delle regole comunitarie e assicura l'attuazione delle leggi; ad un vice presidente della Commissione vengono attribuite le funzioni di rappresentante della politica estera e di sicurezza comune;
- Il Consiglio dei Capi di Stato e di Governo esprime i grandi orientamenti strategici dell'Unione e concorre alla designazione del Presidente della Commissione, che viene eletto dal Parlamento europeo;
- Il sistema istituzionale dell'Unione é completato dalla Corte di Giustizia, che assicura il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini e delle norme comunitarie; dal Comitato Economico e Sociale, che rappresenta istanze della società civile organizzata, e dal Comitato delle Regioni, che assicura la rappresentanza dei poteri locali e regionali.
La Costituzione deve inoltre definire:
- una comune politica estera di sicurezza e di difesa ( compreso lo sviluppo di una capacità d'azione militare europea) e un'unica rappresentanza dell'Unione negli organismi internazionali;
- la costruzione di un effettivo spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia;
- gli obiettivi economici e sociali dell'Unione: un effettivo governo delle politiche economiche a partire dalla zona Euro; un coordinamento delle politiche sociali ed ambientali sotto la responsabilità della Commissione; la piena occupazione, lo sviluppo sostenibile, la stabilità monetaria, la coesione e la solidarietà sociale; il sostegno alla ricerca e all'innovazione; il rafforzamento dell'attuale sistema di risorse proprie dell'Unione ispirato a criteri di perequazione finanziaria; le misure indispensabili di armonizzazione fiscale;
- il ruolo della cultura nel processo di integrazione europea; il sostegno alla cooperazione e all'interscambio culturale;
- delle regole che prevedano: a) l'entrata in vigore della Costituzione con l'adesione di una maggioranza degli Stati membri che rappresenti almeno i due terzi della sua popolazione globale; b) una procedura di revisione fondata sullo stesso principio e sul potere condiviso del Parlamento europeo, dei Parlamenti nazionali e del Consiglio.
Ciò comporta un chiaro rigetto di proposte che tendano:
- ad ampliare il ruolo del Consiglio europeo al di là di compiti di impulso e di indirizzo strategico e a ridimensionare il peso della Commissione;
- a sovrapporre alla figura e ai poteri del Presidente della Commissione, eletto dal Parlamento europeo, la figura e i poteri di un Presidente del Consiglio non investito di incarichi nazionali, designato per un mandato pluriennale dai capi di Stato e di governo degli Stati membri;
- a mantenere l'Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune nell'ambito del Consiglio;
- ad appesantire anziché semplificare il processo decisionale dell'Unione.
Si tratta di contrastare tendenze ad una "rinazionalizzazione" che non possono essere condivise. Non si possono governare problemi globali e transnazionali di carattere economico, finanziario, sociale, ambientale, demografico, migratorio combattere ingiustizie sociali, criminalità e terrorismo internazionale senza principi strategie e istituzioni comuni.
La Costituzione dell'Unione deve dunque essere lo strumento principale per la tutela dei diritti dei cittadini, per la promozione della convivenza nel rispetto delle diversità, per l'affermazione della pace nel mondo, per lo sviluppo economico e sociale, per la conservazione dell'ambiente naturale e del patrimonio culturale e artistico europeo.
I cittadini dovranno quindi - secondo l'auspicio già da tempo espresso dal Parlamento europeo - essere consultati mediante referendum; la consultazione popolare dovrebbe svolgersi lo stesso giorno in tutti gli Stati membri.
Guido Bodrato, Enrico Boselli, Massimo Carraro, Luciano Caveri, Giorgio Celli, Luigi Cocilovo, Paolo Costa, Armando Cossutta, Ciriaco De Mita, Antonio Di Pietro, Claudio Fava,
Marco Formentini, Monica Frassoni, Fiorella Ghilardotti, Renzo Imbeni, Enzo Lavarra, Franco Marini, Claudio Martelli, Clemente Mastella, Reinhold Messner, Pasqualina Napoletano, Giorgio Napolitano, Elena Paciotti, Giuseppe Pisicchio, Gianni Pittella, Giovanni Procacci, Giorgio Ruffolo, Francesco Rutelli, Guido Sacconi, Luciana Sbarbati, Bruno Trentin, Gianni Vattimo, Walter Veltroni, Demetrio Volcic
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