| In Parlamento |
![]() | "La discriminazione è meno forte in Europa"
Dichiarazione dell'On. Vattimo (DS-PSE)
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Strasburgo, 11 febbraio 2003
"Con il voto sul documento Santini l'Assemblea di Strasburgo e soprattutto la sinistra europea hanno dato un forte segnale di apertura culturale in fatto di riconoscimento di pari diritti ai cittadini europei. L'aspetto più rilevante è il venir meno del richiamo a un modello di famiglia tradizionale composta esclusivamente da coniugi eterosessuali su cui la relazione Santini intendeva regolare i criteri per la semplificazione delle procedure di circolazione dei cittadini comunitari e di ricongiungimento familiare, escludendo dal godimento dei diritti non solo le coppie omosessuali ma anche le coppie di fatto. Ciò che consegue all'approvazione degli emendamenti proposti dalla sinistra alla risoluzione Santini è un chiaro riconoscimento delle coppie di fatto etero o omosessuali. Un evento di grande rilevanza per tutti che contribuisce concretamente alla lotta contro la discriminazione in vista di una vera e sostanziale idea di cittadinanza nell'Unione europea. Il voto di oggi è importante perché pone l'accento sul riconoscimento pubblico di una sensibilità diversa riguardo alle scelte di vita in comune, rivolgendo interrogativi a chi gode di diritti acquisiti in nome di una legge di natura e non sospetta minimamente che possano esserci individui o gruppi di persone che non godono degli stessi diritti perché di diverso orientamento sessuale. Non stupiamoci se ha suscitato e susciterà accessi dibattiti il riconoscimento giuridico della libera circolazione e del ricongiungimento anche per le unioni di fatto sia quelle non matrimoniali che quelle omosessuali con l'equiparazione dei diritti di questi ultimi a quelli connessi al matrimonio. La miopia naturalistica sui diritti della famiglia non solo ha creato in modo ingiustificato un cittadino di serie A e cittadini di serie B, C, D, ecc, ma anche e soprattutto ha reso molto complicato e difficile la vita di tutti giorni alle persone che non appartengono alla prima classe, quella che per legge è stata decretata virtù di riferimento. La direttiva votata oggi dal Parlamento europeo chiede che siano definitivamente tolti gli impedimenti legislativi e le restrizioni amministrative che permettono di perpetuare la discriminazione sui diritti."
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