In Parlamento

Intervento sul rapporto Gutierrez

(Progetto di relazione sulle università e l'istruzione superiore nello spazio europeo della conoscenza)


Strasburgo - Sessione plenaria


5 settembre 2002


Onorevoli colleghi, il rapporto della collega Gutierrez è un evento altamente significativo anzitutto perché è il primo di questa ampiezza e organicità che si presenta a questo Parlamento. Soprattuto negli anni recenti, e dopo Lisbona, si parla della necessità di sviluppare un'Europa della conoscenza; ma finora, tutto questo è rimasto sotto molti aspetti una intenzione priva di attuazione. Chi ha vissuto nell'università, come il sottoscritto, gli effetti dei programi Erasmus e Socrates, per quanto spesso di portata limitata a causa dell'insufficienza dei fondi disponibili, sa quanto essi abbiano significato sia per l'allargamento di prospettiva degli studenti e dei docenti, sia per la formazione di una sensibilità europea nel più vasto contesto dei cittadini, a cominciare dalle famiglie di coloro che ne hanno usufruito. Ora si tratta di ampliare l'attenzione e l'intervento dell'Unione a molti altri aspetti della vita universitaria. Anzitutto, favorendo la diffusione delle buone pratiche di alcuni paesi a tutti gli altri stati dell'Unione; promuovendo il diritto allo studio di tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro condizioni economiche, il che si realizza con un potenziamento dell'istruzione universitaria pubblica - la sola capace di investimenti non dominati dalla logica del profitto immediato, e percio' in grado di garantire tutti i cittadini la possibilità di accedere all'educazione superiore necessaria per rinnovare le classi dirigenti. Non nascondiamoci che il primato dell'università pubblica in alcuni paesi dell'Unione è oggi minacciato da pericolose tendenze alla privatizzazione, che rischiano fatalmente di intaccare la libertà degli studi, e di ridurre il livello della ricerca e della preparzione degli studenti, privilegiando il censo rispetto ai meriti e alle capacità. Il rapporto Gutierrez tiene conto di questa situazione, e presenta una serie di proposte significative. Tra l'altro, chiede alla Commissione di costituire una "Casa europea dell'università", in cui il mondo accademico - dagli studenti ai docenti ai vari enti impegnati nel settore - trovi modo di far valere autonomamente le proprie esigenze e di formulare le proprie proposte; si tratterebbe di una interpretazione ragionevole del principio di sussidiarietà, applicato alla vasta categoria degli studiosi e dei ricercatori, dalle cui competenze e dal cui impegno dipende una cosi´larga parte del futuro dell'Unione. Non solo i giovani in generale, a cui tanto spesso si allude un po' retoricamente; ma gli studenti, i giovani tecnici, le nuove leve del sapere umanistico e scientifico, sono il futuro del nostro mondo; pensiamoci seriamente e concretamente.

GIANNI VATTIMO


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