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![]() | Università e istruzione superiore nello spazio europeo della conoscenza
di Giuseppe Iannantuono
(Bruxelles, 12 settembre 2002)
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Il 5 settembre 2002, il Parlamento europeo ha esaminato la relazione dell'On. Cristina Gutierrez "Università e istruzione superiore nello spezio europeo della conoscenza". La relazione trae il suo fondamento nel complesso articolarsi dello spazio europeo della cultura e della formazione del cittadino evidenziando come l'istruzione e la trasmissione del sapere siano elementi di estrema rilevanza soprattutto in vista dell'allargamento della geografia europea. Dopo le numerose dichiarazioni di principio, che hanno giustamente messo in rilievo la necessità per l'Europa di concordare un piano d'azione comune a livello di formazione e educazione, finalmente la voce del Parlamento europeo esprime il proprio parere su una questione così importante e delicata come quella dell'istruzione europea. E lo fa con forza e vigore, sottolineando che è giunto il momento di prendere seriamente in considerazione la creazione di uno spazio europeo dell'istruzione, con l'ausilio e lo sviluppo di politiche sinergiche che superino le reticenze riguardo al riconoscimento dei titoli verso un'armonizzazione dei percorsi educativi. Questa relazione è significativa perché si tratta del primo ed esclusivo documento elaborato dal Parlamento europeo sul complesso mondo dell'Università. L'obiettivo di fondo non è tanto quello di realizzare un'Università paneuropea, quanto di definire, nel rispetto delle specificità e dell'autonomia educativa e didattica di ciascun ateneo, il ruolo fondante della cultura e del sapere nel processo di elaborazione dell'identità del cittadino europeo. Una consapevolezza che nel caso specifico, con coraggio, si traduce nell'esigenza di affermare il valore aggiunto dell'Università pubblica, auspicando la creazione di un centro europeo, di una vera e propria sede istituzionale delle Università europee incaricata di promuovere gli scambi di informazioni e di stimolare la convergenza e la competitività dell'insegnamento superiore. Le suggestioni sono molte e articolate in diversi punti ma l'idea di fondo, forse più attuale e interessante, che si può estrapolare dal contesto generale riguarda la promozione del modello europeo di insegnamento universitario pur nella necessità di sviluppare nuovi innesti sul piano dei programmi di ricerca. La ricchezza di questa idea è quella di far nascere un clima positivo di concorrenza leale tra le diverse realtà univesità nazionali sviluppando il bisogno di confrontarsi e adeguarsi ai modelli di insegnamento più avanzati. Anche in questo caso, come in molti altri, l'Europa può veramente fungere da luogo di riferimento a cui le istituzioni universitarie, senza il pericolo di perdere autonomia e individualità, possano rivolgersi per favorire il confronto e l'organizzazione di programmi di insegnamento comuni. In questo quadro si muovono le proposte che mirano a sviluppare una rete europea di servizi pubblici per favorire scambi di informazioni scientifiche, a progettare un master europeo coinvolgendo direttamente tutte le Università e a incentivare la formazione universitaria e post-universitaria con l'aumento delle borse di studio, soprattutto quelle rivolte a chi desidera studiare in Europa. Queste proposte costituiscono gli elementi portanti che, insieme ai progetti Socrates, Erasmus, Leonardo ecc., hanno l'obiettivo di realizzare nel concreto mondo sociale la funzione attiva della formazione e dell'educazione, fornendo quella linfa vitale al sistema politico ed economico dell'europa. In questa direzione si muove anche la proposta di un libro verde sulla creazione di uno Spazio europeo dell'istruzione superiore, allo scopo di attualizzare il progetto della formazione lungo tutto l'arco della vita e sviluppare pienamente la proposta di fare della conoscenza il riferimento obbligato del futuro della società e dell'economia europea, come è stato messo in luce dal Consiglio di Lisbona. Una delle novità più rilevanti tra le molte è sicuramente la volontà politica forte di far svolgere all'università un ruolo di primo piano, di interlocutore privilegiato, delle stesse istituzioni europee riguardo ai temi dell'istruzione e della formazione, sia perché centro riconosciuto e tradizionale di percorsi educativi e di produzione culturale sia perché luogo strategico per la diffusione e la trasmissione dell'acquis comunitario. Senza alcun pregiudizio anzi considerando l'insegnamento delle università private importante e parte integrante del sitema formativo generale messo a disposizione del cittadino europeo, la relazione pone l'accento sul valore prezioso ed irrinunciabile dell'elaborazione scientifica promossa dalle università pubbliche. Un elemento di discussione che contribuisce a impiantare sul suolo europeo l'esigenza di non perdere la ricchezza prodotta dal circuito universitario pubblico e in qualche misura a instillare qualche dubbio in merito al meccanismo pubblicizzato e accettato in modo irriflessivo secondo cui il privato funzioni meglio della res pubblica, scambiando l'esigenza di maggiore interelazione tra pubblico e privato con la dismissione totale delle istituzioni pubbliche. Una lettura del processo che trae la sua forza persuasiva dall'idea che solo se si opera un totale trasferimento delle funzioni pubbliche all'iniziativa privata, non importa se l'attore sociale sia societario o individuale, si è effettivamente al passo coi tempi e si rispettano le regole del mercato, anche se accade molto spesso che la tesi non regga alla prova dei fatti. Per queste ragioni, l'argomento affrontato e le soluzioni trovate si sono ispirate a un rinnovato spirito critico in contrasto con l'ideologia imperante e dominante del liberismo economico e culturale, troppe volte definito inevitabile e conforme alla logica ferrea del progresso. Non bisogna dimenticare che quando si parla di Università si intende un corpo disciplinare complesso e variopinto, diversificato e a volte diseguale, sia dal punto di vista del campo di ricerca sia da quello più prettamente organizzativo e finanziario, che necessita di interventi specifici e di programmi individualizzati. Questo aspetto è messo bene in evidenza quando si chiede di sostenere la creazione di un'università della cultura con particolare riferimento a quelle discipline artistiche, letterarie, filosofiche e della comunicazione, che pur avendo un ruolo fondamentale nella produzione delle identità individuali e sociali sovente vedono la loro influenza e la loro ricaduta comunitaria limitata a causa di scarsi finanziamenti. Questa promozione che può organizzarsi in un comune spazio europeo di ricerca è di essenziale rilevanza nella prospettiva di sviluppare un dialogo interculturale che è la sfida più importante e in alcuni casi vitale che l'europa del futuro deve accettare e vincere. |
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