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![]() | "Berlusconi"
di Marco Travaglio e Peter Gomez
L'opuscolo "Berlusconi", tradotto in quattro lingue (francese, inglese, spagnolo e tedesco) è stato distribuito da Gianni Vattimo (su domanda del quale il libretto stesso è stato redatto) a tutti i Parlamentari europei nel pomeriggio del 2 luglio 2003, giorno della presentazione, da parte del presidente del Consiglio dei Ministri italiano Silvio Berlusconi, del programma della presidenza italiana dell'Unione Europea. Il contenuto del testo è qui di seguito riportato integralmente nelle cinque lingue, e la sua consultazione è agevolata dalla possibilità di visionare nella lingua scelta i singoli capitoli a partire dall'indice. Editing del documento (cartaceo e on line): Mario Cedrini e Stefano Cardone. Marco Travaglio e Peter Gomez INDICE
Lettera di presentazione di Gianni Vattimo Vita di Berlusconi. Cronologia Berlusconi e i suoi misteri Tutti i processi di Berlusconi Tutto ciò che penso di Berlusconi
"Tutte le bugie di Berlusconi" La versione italiana dell'opuscolo in formato PDF
Lettera di presentazione di Gianni Vattimo
Caro Collega,
il breve testo che troverà in allegato è una sommaria presentazione del personaggio che, secondo le regole della rotazione, occuperà nel prossimo semestre il posto di presidente del Consiglio Europeo. Questa presentazione è stata preparata da due giornalisti italiani, Marco Travaglio e Peter Gomez, che da tempo seguono le vicende politiche e giudiziarie di Silvio Berlusconi e ne scrivono sulla stampa italiana. Non sempre, però, queste vicende sono conosciute adeguatamente negli altri Paesi dell'Unione. So bene che proprio in questi giorni, in occasione dell'inizio del "semestre italiano", molta stampa europea ha fornito più informazioni del solito sul discusso personaggio. Ma siccome si attribuisce agli italiani, anche ai partiti di opposizione, l'intenzione di contribuire al "successo" del semestre europeo del nostro premier, io diffondo questo opuscolo informativo proprio perché non intendo contribuire in alcun modo a tale successo. Anzi, credo che un vero successo dell'Italia, e anche dell'Europa, si possa realizzare solo riducendo al minimo il danno che la democrazia, l'indipendenza dell'Europa dagli Usa, la libertà di informazione, la lotta contro la corruzione, possono ricevere dalla presidenza europea di Silvio Berlusconi. Una conoscenza dettagliata e, nonostante le apparenze, obiettiva, della sua storia affaristico-politico-giudiziaria può, spero, servire a questo scopo.
Un cordiale saluto
Gianni Vattimo
VITA DI BERLUSCONI. CRONOLOGIA 1936. Nasce a Milano il 29 settembre, primo di tre figli (due maschi e una femmina) di Luigi Berlusconi, impiegato alla Banca Rasini, e Rosa Bossi, casalinga. 1954. Prende la maturità classica al liceo salesiano Copernico e s'iscrive all'Università Statale, facoltà di Giurisprudenza. A tempo perso, vende spazzole elettriche porta a porta, fa il fotografo ai matrimoni e ai funerali, suona il basso e canta nella band dell'amico d'infanzia Fedele Confalonieri (anche sulle navi da crociera). 1957. Primo impiego saltuario nella Immobiliare costruzioni. 1961. Si laurea in legge con 110 e lode, a Milano: tesi sugli aspetti giuridici del contratto pubblicitario, e vince una borsa di studio di 2 milioni messa in palio dalla concessionaria Manzoni. Evita, non si sa come, il servizio militare. E si dà all'edilizia, acquistando un terreno in via Alciati, grazie alla garanzia fornitagli dal banchiere Carlo Rasini, che gli procura anche un socio, il costruttore Pietro Canali. Nasce la Cantieri Riuniti Milanesi. 1963. Fonda la Edilnord Sas: soci accomandanti Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico (per la misteriosa finanziaria luganese Finanzierungesellschaft für Residenzen Ag). Nel 1964 apre un cantiere a Brugherio per edificare una città-modello da 4 mila abitanti. Nel 1965 è pronto il primo condominio, di cui però non riesce a vendere nemmeno un appartamento. Poi, non si sa come, riesce a venderlo al Fondo di previdenza dei dirigenti commerciali. 1965. Sposa Carla Elvira Dall'Oglio, genovese, che gli darà due figli: Maria Elvira (1966) e Piersilvio (1969). 1968. Nasce l'Edilnord 2, acquistando terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano 2. 1969. Brugherio è completa con 1000 appartamenti venduti. 1973. Fonda la Italcantieri Srl, grazie ad altre due misteriose fiduciarie ticinesi, la Cofigen (legata al finanziere Tito Tettamanti) e la Eti AG Holding (amministrata dal finanziere Ercole Doninelli). Acquista ad Arcore, grazie ai buoni uffici dell'amico Cesare Previti, la villa Casati Stampa con tutti i terreni ad Arcore, a prezzo di superfavore. Previti infatti è pro-tutore dell'unica erede dei Casati Stampa, la contessina dodicenne Annamaria, e contemporaneamente amico di Silvio e in affari con lui. 1974. Grazie a due fiduciarie della Bnl, la Servizio Italia e la Saf, nasce l'Immobiliare San Martino, amministrata da un ex compagno di università, Marcello Dell'Utri, palermitano. In un condominio di Milano 2 nasce una tv via cavo, Telemilano 58, che passerà ben presto all'etere col nome di Canale 5. Berlusconi si trasferisce con la famiglia a villa Casati, affiancato dal boss mafioso Vittorio Mangano, assunto in Sicilia da Dell'Utri come "fattore", cioè come amministratore della casa e dei terreni. Mangano lascerà Arcore soltanto un anno e mezzo - due anni più tardi, in seguito a due arresti e a un'inchiesta a suo carico per il sequestro di un ospite della villa amico di Berlusconi. 1975. Le due fiduciarie danno vita alla Fininvest. Nascono anche la Edilnord e la Milano 2. Ma Berlusconi non compare mai: inabissato e schermato da una miriade di prestanomi dal 1968 al 1975, quando diventa presidente di Italcantieri, e al 1979, quando assumerà la presidenza della Fininvest. 1977. Appena divenuto Cavaliere del Lavoro, acquista una quota dell'editrice de Il Giornale, fondato nel 1974 da Indro Montanelli. 1978-1983. Riceve circa 500 miliardi al valore di oggi, di cui almeno una quindicina in contanti, per alimentare le 24 (poi salite a 37) Holding Italiana che compongono la Fininvest, di cui si ignora tutt'oggi la provenienza. Sono gli anni della scalata di Bettino Craxi, segretario del Psi dal 1976, al potere e della sua ascesa al governo. 1978. Si affilia alla loggia massonica deviata e occulta "Propaganda 2" (P2) del maestro venerabile Licio Gelli, a cui è stato presentato dal giornalista Roberto Gervaso. Tessera numero 1816. Di lì a poco comincerà a ricevere crediti oltre ogni normalità dal Monte dei Paschi e dalla Bnl (due banche con alcuni uomini-chiave affiliati alla P2). E inizierà a collaborare, con commenti di politica economica, al "Corriere della Sera", controllato dalla P2 tramite Angelo Rizzoli e Bruno Tassan Din. La P2 verrà poi sciolta, in quanto "eversiva", con un provvedimento del governo Spadolini. 1980. Berlusconi fonda, con Marcello Dell'Utri, Publitalia 80, la concessionaria pubblicitarie per le reti tv. Conosce l'attrice Veronica Lario, al secolo Miriam Bartolini, che recita in uno spettacolo al teatro Manzoni di Milano senza veli. Se ne innamora. La nasconde per tre anni in un'ala segreta della sede Fininvest in Via Rovani a Milano. Poi la donna rimane incinta e nel 1984, sempre nel segreto più assoluto, partorisce in Svizzera una bambina, Barbara. Berlusconi la riconosce. Padrino di battesimo, Bettino Craxi. 1981. I giudici milanesi Gherardo Colombo e Giuliano Turone, indagando sui traffici del bancarottiere mafioso e piduista Michele Sindona, trovano gli elenchi degli affiliati alla loggia P2. Ma Berlusconi non subisce danni dallo scandalo che travolge il governo, l'esercito, i servizi segreti e il mondo del giornalismo. 1982. Berlusconi acquista l'emittente televisiva Italia 1 dall'editore Edilio Rusconi. 1984. Berlusconi acquista l'emittente Rete 4 dalla Mondadori: ormai è titolare di tre network televisivi nazionali, e può entrare in concorrenza diretta con la Rai. Ma tre pretori, di Torino, Pescara e Roma, sequestrano gli impianti che consentono le trasmissioni illegali di programmi in "interconnessione", cioè in contemporanea su tutto il territorio nazionale. Craxi vara un decreto urgente (il primo "decreto Berlusconi") per legalizzare la situazione illegale. Ma il decreto non viene convertito in legge perché incostituzionale. Craxi ne vara un altro (il secondo "decreto Berlusconi"), minacciando i partiti alleati di andare alle elezioni anticipate in caso di nuova bocciatura del decreto. E nel febbraio '85 il decreto sarà approvato, dopo che il governo avrà posto la questione di fiducia. 1985. Berlusconi divorzia da Carla Dell'Oglio e ufficializza il legame con Veronica, che gli darà altri due figli: Eleonora (1986) e Luigi (1988). Le seconde nozze verranno celebrate, con rito civile, nel 1990, officiante il sindaco socialista di Milano Paolo Pillitteri, cognato di Craxi. Testimoni degli sposi, Bettino e Anna Craxi, Confalonieri e Gianni Letta. 1986. Berlusconi acquista il Milan Calcio e ne diviene presidente (nel 1988 vincerà il suo primo scudetto). Intanto fallisce l'operazione La Cinq in Francia, che chiuderà definitivamente i battenti nel '90. E' Jacques Chirac a cacciarlo dal suolo francese, definendolo "venditore di minestre". 1988. Il governo De Mita annuncia la legge Mammì sul sistema radiotelevisivo. Che in pratica fotografa il duopolio Rai-Fininvest, senza imporre al Cavaliere alcun autentico tetto antitrust. Berlusconi acquista la Standa. La legge verrà approvata nel 1990. 1989-1991. Lunga battaglia fra Berlusconi e De Benedetti per il controllo della Mondadori, la prima casa editrice che controlla quotidiani (La Repubblica e 13 giornali locali), settimanali (Panorama, Espresso, Epoca) e tutto il settore libri. Grazie a una sentenza del giudice Vittorio Metta, che il tribunale di Milano riterrà poi comprata con tangenti dall'avvocato Previti per conto di Berlusconi, il Cavaliere strappa la Mondadori al suo concorrente. Una successiva mediazione politica porterà poi alla restituzione a De Benedetti almeno di Repubblica, Espresso e giornali locali. Tutto il resto rimarrà a Berlusconi. 1990. Il Parlamento vara la legge Mammì, fra le polemiche: Berlusconi può tenersi televisioni (nel frattempo è entrato anche nel business di Telepiù) e Mondadori, dovendo soltanto "spogliarsi" de Il Giornale (che viene girato nel '90 al fratello Paolo). 1994. Berlusconi, ormai orfano dei partiti amici, travolti dallo scandalo di Tangentopoli, entra direttamente in politica, fonda il partito di Forza Italia, vince le elezioni politiche del 27 marzo alla guida del Polo delle Libertà e diventa presidente del Consiglio. Il 21 novembre viene coinvolto nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di Finanza. Il 22 dicembre è costretto a dimettersi, per la mozione di sfiducia della Lega Nord, che non condivide più la sua politica sociale e preme per la risoluzione del conflitto d'interessi. 1996. Berlusconi, indagato nel frattempo anche per storie di mafia, falso in bilancio, frode fiscali e soprattutto corruzione giudiziaria insieme a Previti, si ricandida alle elezioni politiche, ma perde. Vince il candidato del centrosinistra (Ulivo), Romano Prodi. Trascorrerà 5 anni all'opposizione, alle prese con una serie di inchieste giudiziarie e di processi, conclusi con diverse condanne in primo grado, poi trasformate in prescrizioni e (raramente) in assoluzioni in appello e in Cassazione. 2001. Il 15 maggio vince le elezioni alla guida della Casa delle Libertà e torna alla presidenza del Consiglio. La vita e la carriera dell'imprenditore Silvio Berlusconi, nonostante le biografie autorizzate che il protagonista ha fatto pubblicare o propiziato nel corso degli anni con fini auto-agiografici, rimane costellata di buchi neri e di domande senza risposta. Piccolo riepilogo degli omissis più inquietanti. 1) La Edilnord Sas è la società fondata nel 1963 da Silvio Berlusconi per costruire Milano 2. Soci accomandatari (quelli che vi operano), oltre al futuro Cavaliere, sono il commercialista Edoardo Piccitto e i costruttori Pietro Canali, Enrico Botta e Giovanni Botta. Soci accomandanti (quelli che finanziano l'operazione) il banchiere Carlo Rasini, titolare dell'omonima banca con sede in via dei Mercanti a Milano, e l'avvocato d'affari Renzo Rezzonico, legale rappresentante di una finanziaria di Lugano: la "Finanzierungesellschaft für Residenzen Ag", di cui nessuno conoscerà mai i reali proprietari. Si tratta comunque di gente molto ottimista, se ha affidato enormi capitali a Berlusconi, cioè a un giovanotto di 27 anni che, fino a quel momento, non ha dato alcuna prova imprenditoriale degna di nota. 2) Sulla banca Rasini, dove il padre Luigi Berlusconi lavora per tutta la vita, da semplice impiegato a direttore generale, ecco la risposta di Michele Sindona (bancarottiere piduista legato a Cosa Nostra e riciclatore di denaro mafioso) al giornalista americano Nick Tosches, che nel 1985 gli domanda quali siano le banche usate dalla mafia: "In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza Mercanti". Cioè la Rasini, dove - ripetiamo - Luigi Berlusconi, padre di Silvio, ha lavorato per tutta a vita, fino a diventarne il procuratore generale. Alla Rasini tengono i conti correnti noti mafiosi e narcotrafficanti siciliani come Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, legati a Vittorio Mangano, il mafioso che lavora come fattore nella villa di Berlusconi fra il 1973 e il 1975. 3) Il 29 ottobre 1968 nasce la Edilnord Centri Residenziali Sas (una sorta di Edilnord 2): stavolta, al posto di Berlusconi, come socio accomandatario c'è sua cugina Lidia Borsani, 31 anni. E i capitali li fornisce un'altra misteriosa finanziaria luganese, la "Aktiengesellschaft für Immobilienanlagen in Residenzentren Ag" (Aktien), fondata da misteriosi soci appena 10 giorni prima della nascita di Edilnord 2. Berlusconi da questo momento sparisce nel nulla, coperto da una selva di sigle e prestanome. Riemergerà solo nel 1975 per presiedere la Italcantieri, e nel 1979, come presidente della Fininvest. Intanto nascono decine di società intestate a parenti e figuranti, controllate da società di cui si ignorano i veri titolari. Come ha ricostruito Giuseppe Fiori nel libro "Il venditore" (Garzanti, 1994, Milano), Italcantieri nasce nel 1973, costituita da due fiduciarie ticinesi: "Cofigen Sa" di Lugano (legata al finanziere Tito Tettamanzi, vicino alla massoneria e all'Opus Dei) e "Eti A.G.Holding" di Chiasso (amministrata da un finanziere di estrema destra, Ercole Doninelli, proprietario di un'altra società, la Fi.Mo, più volte inquisita per riciclaggio, addirittura con i narcos colombiani). 4) Nel 1974 nasce la "Immobiliare San Martino", amministrata da Marcello Dell'Utri e capitalizzata da due fiduciarie del parabancario Bnl: la Servizio Italia (diretta dal piduista Gianfranco Graziadei) e la Saf (Società Azionaria Finanziaria, rappresentata da un prestanome cecoslovacco, Frederick Pollack, nato nientemeno che nel 1887). A vario titolo e con vari sistemi e prestanome, "figlieranno" una miriade di società legate a Berlusconi e ai suoi cari: a cominciare dalle 34 "Holding Italiana" che controllano il gruppo Fininvest. Secondo il dirigente della Banca d'Italia Francesco Giuffrida e il sottufficiale della Guardia di Finanza Giuseppe Ciuro, consulenti tecnici della Procura di Palermo al processo contro Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, queste finanziarie hanno ricevuto fra il 1978 e il 1985 almeno 113 miliardi (pari a 502 miliardi di lire e 250 milioni di euro di oggi), in parte addirittura in contanti e in assegni "mascherati", dei quali tuttoggi "si ignora la provenienza". La Procura di Palermo sostiene che sono i capitali mafiosi "investiti" nel Biscione dalle cosche legate al boss Stefano Bontate. La difesa afferma che si tratta di autofinanziamenti, anche se non spiega da dove provenga tutta quella liquidità. Lo stesso consulente tecnico di Berlusconi, il professor Paolo Jovenitti, ammette l'"anomalia" e l'incomprensibilità di alcune operazioni dell'epoca. 5) Nel 1973 Silvio Berlusconi acquista da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera minorenne della nota famiglia nobiliare lombarda rimasta orfana nel 1970, la settecentesca Villa San Martino ad Arcore, con quadri d'autore, parco di un milione di metri quadrati, campi da tennis, maneggio, scuderie, due piscine, centinaia di ettari di terreni. La Casati è assistita da un pro-tutore, l'avvocato Cesare Previti, che è pure un amico di Berlusconi, figlio di un suo prestanome (il padre Umberto) e dirigente di una società del gruppo (la Immobiliare Idra). Grazie alla fortunata coincidenza, la favolosa villa con annessi e connessi viene pagata circa 500 milioni dell'epoca: un prezzo irrisorio. E, per giunta, non in denaro frusciante, ma in azioni di alcune società immobiliari non quotate in borse, così che, quando la ragazza si trasferisce in Brasile e tenta di monetizzare i titoli, si ritrova con una carrettate di carta. A quel punto, Previti e Berlusconi offrono di ricomprare le azioni, ma alla metà del prezzo inizialmente pattuito. Una sentenza del Tribunale di Roma, nel 2000, ha assolto gli autori del libro "Gli affari del presidente", che raccontava l'imbarazzante transazione. 6) Nel 1973 Berlusconi, tramite Marcello Dell'Utri, ingaggia come fattore (ma recentemente Dell'Utri l'ha promosso "amministratore della villa") il noto criminale palermitano, pluriarrestato e pluricondannato Vittorio Mangano. Il quale lascerà la villa solo due anni più tardi, quando verrà sospettato di aver organizzato il sequestro di Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata, che aveva appena lasciato la villa di Arcore dopo una cena con Berlusconi, Dell'Utri e lo stesso Mangano. Mangano verrà condannato persino per narcotraffico (al maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino) e, nel 1998, all'ergastolo per omicidio e mafia. 7) Il 26 gennaio 1978 Silvio Berlusconi si affilia alla loggia Propaganda 2 (P2), presentato al gran maestro venerabile Licio Gelli dall'amico giornalista Roberto Gervaso. Paga regolare quota di iscrizione (100 mila lire) e viene registrato con la tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625. La partecipazione al pio sodalizio gli procaccerà vantaggi di ogni genere: dai finanziamenti della "Servizio Italia" di Graziadei ai crediti facili e ingiustificati del Monte dei Paschi di Siena (di cui è provveditore il piduista Giovanni Cresti) alla collaborazione con il "Corriere della Sera" diretto dal piduista Franco Di Bella e controllato dalla Rizzoli dei piduisti Angelo Rizzoli, Bruno Tassan Din e Umberto Ortolani. 8) Il 24 ottobre 1979 Silvio Berlusconi riceve la visita di tre ufficiali della Guardia di Finanza nella sede dell'Edilnord Cantieri Residenziali. Si spaccia per un "un semplice consulente esterno" addetto "alla progettazione di Milano 2". In realtà è il proprietario unico della società, intestata a Umberto Previti. Ma i militari abboccano e chiudono in tutta fretta l'ispezione, sebbene abbiano riscontrato più di un'anomalia nei rapporti con i misteriosi soci svizzeri. Faranno carriera tutti e tre. Si chiamano Massimo Maria Berruti, Salvatore Gallo e Alberto Corrado. Berruti, il capopattuglia, lascerà le Fiamme Gialle pochi mesi dopo per andare a lavorare per la Fininvest come avvocato d'affari (società estere, contratti dei calciatori del Milan, e così via). Arrestato nel 1985 nello scandalo Icomec (e poi assolto), tornerà in carcere nel 1994 insieme a Corrado per i depistaggi nell'inchiesta sulle mazzette alla Guardia di Finanza, poi verrà eletto deputato per Forza Italia e condannato in primo e secondo grado a 8 mesi di reclusione per favoreggiamento. Gallo risulterà iscritto alla loggia P2. 9) Il 30 maggio 1983 la Guardia di Finanza di Milano, che sta controllando i telefoni di Berlusconi nell'ambito di un'inchiesta su un traffico di droga, redige un rapporto investigativo in cui si legge: "E' stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane (Lombardia e Lazio). Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni in Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo aventi sede a Vaduz e comunque all'estero. Operativamente le società in questione avrebbero conferito ampio mandato ai professionisti della zona". Per otto anni l'indagine, seguita inizialmente dal pm Giorgio Della Lucia (poi passato all'Ufficio istruzione, da anni imputato per corruzione in atti giudiziari insieme al finanziere Filippo Alberto Rapisarda, ex datore di lavoro ed ex socio di Marcello Dell'Utri) langue, praticamente dimenticata. Alla fine, nel 1991, il gip milanese Anna Cappelli archivierà tutto. 10) Il terzo, seccante incontro ravvicinato fra il Cavaliere e la Legge risale al 16 ottobre 1984. Tre pretori, di Torino, Roma e Pescara, hanno la pretesa di applicare le norme che regolano l'emittenza televisiva e che il Cavaliere ha deciso di aggirare, trasmettendo in contemporanea gli stessi programmi su tutto il territorio nazionale. I tre magistrati fanno presente che è vietato, non si può e bloccano le attrezzature che consentono l'operazione fuorilegge. Il Cavaliere oscura le sue tv, per attribuire il black out ai giudici, poi scatena il popolo dei teledipendenti con lo slogan "Vietato vietare", opportunamente rilanciato dallo show del giornalista piduista Maurizio Costanzo. Lo slogan viene subito tradotto in legge dal presidente del Consiglio Bettino Craxi. Il quale abbandona una visita di Stato a Londra per precipitarsi in Italia e varare un decreto legge ad personam ("decreto Berlusconi") che riaccende immediatamente le tv illegali del suo compare. Lo scandalo è talmente enorme che, persino nel pentapartito, qualcuno non ci sta. E il decreto viene bocciato dall'aula come incostituzionale. Due dei tre pretori reiterano il sequestro penale delle attrezzature utilizzabili oltre l'ambito locale. Così Craxi partorisce un secondo decreto Berlusconi, agitando davanti ai riottosi partiti alleati lo spauracchio della crisi di governo e delle elezioni anticipate, in caso di mancata conversione in legge. Provvederà poi lo stesso Caf a legalizzare il monopolio illegale Fininvest sulla televisione commerciale con la legge Mammì, detta anche "legge-Polaroid" per l'alta fedeltà con cui fotografa lo status quo. TUTTI I PROCESSI DI BERLUSCONI Bugie sulla loggia P2 (falsa testimonianza) La Corte d'appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2, ma il reato è coperto dall'amnistia del 1989. Interrogato sotto giuramento Berlusconi aveva detto: "Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo […]. Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata richiesta". Berlusconi però si era iscritto alla P2 nel 1978 (lo scandalo è del 1981) e aveva pagato la sua quota. Così i giudici della Corte d'appello di Venezia scrivono: "Ritiene il Collegio che le dichiarazioni dell'imputato non rispondano a verità […], smentite dalle risultanze della commissione Anselmi e dalle stesse dichiarazioni rese del prevenuto avanti al giudice istruttore di Milano, e mai contestate […]. Ne consegue quindi che il Berlusconi ha dichiarato il falso", rilasciato "dichiarazioni menzognere" e "compiutamente realizzato gli estremi obiettivi e subiettivi del delitto di falsa testimonianza". Ma "il reato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia". Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione) I grado: condanna a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate (niente attenuanti generiche). Appello: prescrizione per tre tangenti (grazie alle attenuanti generiche), assoluzione con formula dubitativa (comma II art.530 c.p.p) per la quarta. Nelle motivazioni si legge: "Il giudizio di colpevolezza dell'imputato poggia su molteplici elementi indiziari, certi, univoci, precisi e concordanti, per ciò dotati di rilevante forza persuasiva, tali da assumere valenza probatoria". Cassazione: assoluzione. La motivazione contiene due riferimenti alla classica insufficienza di prove. La Cassazione non può entrare dichiaratamente nel merito, né dunque annullare la sentenza precedente con formula dubitativa: deve emettere un verdetto secco (conferma oppure annulla). Ma nella motivazione i giudici della VI sezione penale rimandano esplicitamente all'"articolo 530 cpv": dove "cpv" significa "capoverso", cioè comma 2 ("prova contraddittoria o insufficiente"). A 12 righe dalla fine, a scanso di equivoci, i supremi giudici hanno voluto essere ancora più chiari. Si legge infatti: "Tenuto conto di quanto già osservato sulla insufficienza probatoria, nei confronti di Berlusconi, del materiale indiziario utilizzato dalla Corte d'appello...". All Iberian 1 (finanziamento illecito ai partiti) I grado: condanna a 2 anni e 4 mesi per i 21 miliardi versati estero su estero, tramite il conto All Iberian, a Bettino Craxi. Appello: il reato cade in prescrizione, ma c'è: "per nessuno degli imputati emerge dagli atti l'evidenza dell'innocenza". Cassazione: prescrizione confermata, con condanna al pagamento delle spese processuali. Nella sentenza definitiva tra l'altro si legge: "Le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero su estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito Northern Holding [Craxi] furono realizzate in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con il rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente. […] Non emerge negli atti processuali l'estraneità dell'imputato". All Iberian 2 (falso in bilancio) Processo sospeso in attesa che sulla legittimità delle nuove norme in materia di reati societari approvate dal governo Berlusconi si pronuncino l'Alta Corte di giustizia europea e la Corte costituzionale italiana. Se le eccezioni sollevate da vari tribunali verranno respinte, il reato sarà dichiarato prescritto. Medusa Cinema (falso in bilancio) I grado: condanna a 1 anno e 4 mesi (10 miliardi di fondi neri che, grazie alla compravendita, vengono accantonati su una serie di libretti al portatore di Silvio Berlusconi). Appello: assoluzione con formula dubitativa (comma 2 art. 530). Berlusconi, secondo il collegio è così ricco che potrebbe anche non essersi reso conto di come, nel corso della compravendita, il suo collaboratore Carlo Bernasconi (condannato) gli abbia versato 10 miliardi di lire in nero. Scrivono i giudici: "La molteplicità dei libretti riconducibili alla famiglia Berlusconi e le notorie rilevanti dimensioni del patrimonio di Berlusconi postulano l'impossibilità di conoscenza sia dell'incremento sia soprattutto dell'origine dello stesso". Cassazione: sentenza d'appello confermata. Terreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio) I grado: assoluzione dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale (per 4.4 miliardi di lire pagati in nero all'ex proprietario dei terreni che circondano la villa di Macherio, dove vivono la moglie Veronica e i tre figli di secondo letto), prescrizione per i falsi in bilancio di due società ai quali "indubbiamente ha concorso Berlusconi". Appello: confermata l'assoluzione dalle prime due accuse. Assoluzione anche dal primo dei due falsi in bilancio, mentre il secondo rimane ma è coperto da amnistia. Cassazione: in corso. Caso Lentini (falso in bilancio) I grado: il reato (10 miliardi versati in nero al Torino Calcio in occasione dell'acquisto del giocatore Luigi Lentini) è stato dichiarato prescritto grazie alla nuova legge sul falso in bilancio. Appello: in corso. Consolidato gruppo Fininvest (falso in bilancio) Il gip Fabio Paparella ha dichiarato prescritti, sulla base della nuova legge sul falso in bilancio, i 1500 miliardi di lire di presunti fondi neri accantonati dal gruppo Berlusconi su 64 off-shore della galassia All Iberian (comparto B della Fininvest). Il pm Francesco Greco ha presentato ricorso in Cassazione perché la mancata fissazione dell'udienza preliminare gli ha impedito di sollevare un'eccezione d'incostituzionalità e di incompatibilità con le direttive comunitarie delle nuove norme sui reati societari e con il trattato dell'Ocse. Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria). Grazie alla concessione delle attenuanti generiche il reato - che in primo grado ha portato alla condanna di Cesare Previti - è stato dichiarato prescritto dalla Corte d'Appello di Milano e dalla Corte di Cassazione. Nelle motivazioni della Cassazione, tra l'altro, si legge: "il rilievo dato [per concedere le attenuanti generiche] alle attuali condizioni di vita sociale ed individuale del soggetto [Berlusconi è diventato presidente del Consiglio], valutato dalla Corte come decisivo, non appare per nulla incongruo…". Sme-Ariosto (corruzione giudiziaria) A causa dei continui "impedimenti istituzionali" sollevati da Berlusconi e dei conseguenti rinvii delle udienze, la posizione del premier è stata stralciata dal processo principale. Ed è stato creato un processo parallelo, che però Berlusconi ha sospeso fino al termine del suo incarico (o sine die, in caso di rielezione o di nomina ad altra carica istituzionale) facendo approvare a tempo di record il Lodo Maccanico, proprio alla vigilia della requisitoria, delle arringhe e della sentenza, e a 40 mesi dall'inizio del dibattimento. Sme-Ariosto (falso in bilancio) In seguito all'entrata in vigore delle nuove norme sul diritto societario, questo capo d'imputazione contestato a Berlusconi per il denaro versato - secondo l'accusa- ad alcuni giudici, è stato stralciato. Il processo è fermo in attesa che l'Alta Corte di giustizia europea si pronunci sulla conformità tra le nuove regole e le normative comunitarie. Ma, anche in caso di risposta positiva per i giudici, resterà bloccato per il Lodo Maccanico. Come tutti gli altri procedimenti ancora in corso a carico di Silvio Berlusconi. Diritti televisivi (falso in bilancio -?- e frode fiscale) Indagini preliminari in corso alla Procura di Milano (pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale), a carico di numerosi manager del gruppo, più il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il titolare Silvio Berlusconi, il quale - secondo l'ipotesi accusatoria - avrebbe continuato anche dopo l'ingresso in politica nel '94 ad esercitare di fatto il ruolo di dominus dell'azienda. Oggetto dell'indagine: una serie di operazioni finanziarie di acquisto di diritti cinematografici e televisivi da majors americane, con vorticosi passaggi fra una società estera e l'altra del gruppo Berlusconi, con il risultato di far lievitare artificiosamente il prezzo dei beni compravenduti e beneficiare di sconti fiscali previsti dalla legge Tremonti, approvata dal primo governo dello stesso Berlusconi per detassare gli utili reinvestiti dalle imprese. Un presunto falso in bilancio che i magistrati valutano in circa 180 milioni di euro nel 1994. Telecinco (violazione delle leggi antitrust e frode fiscale in Spagna) Il giudice anticorruzione di Madrid Baltasàr Garzòn Real, dopo aver chiesto nel 2001 al governo italiano di processare Berlusconi o, in alternativa, di privarlo dell'immunità in modo di poterlo giudicare in Spagna, non ha ancora ricevuto risposta. Per questo il procuratore anticorruzione Carlo Castresana, nel maggio 2002, ha pregato Garzòn di rivolgersi di nuovo alle autorità italiane. Berlusconi in Spagna è accusato - insieme a Marcello Dell'Utri e ad altri dirigenti del gruppo Fininvest - di aver posseduto, grazie a una serie di prestanomi e di operazioni finanziarie illecite, il controllo pressoché totalitario dell'emittente Telecinco eccedenti rispetto ai limiti dell'antitrust spagnola, negli anni in cui il tetto massimo era del 25 per cento delle quote azionarie. Mafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco) Indagini archiviate a Palermo su richiesta della Procura per scadenza dei termini massimi concessi per indagare. Bombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage) Le inchieste delle Procure di Firenze e Caltanissetta sui presunti "mandanti a volto coperto" delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze e Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d'indagine. A Firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina ha però rilevato come Berlusconi e Dell'Utri abbiano "intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato". Cioè con il clan corleonese che da vent'anni guida Cosa Nostra, con centinaia di omicidi e una mezza dozzina di stragi. Aggiunge il giudice fiorentino che esiste "una obiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione [Forza Italia]: articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale asseritamente trascurato dalla legislazione dei primi anni 90". Poi aggiunge che, nel corso delle indagini, addirittura "l'ipotesi iniziale [di un coinvolgimento di Berlusconi e dell'Utri nelle stragi] ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità". Ma purtroppo è scaduto "il termine massimo delle indagini preliminari" prima di poter raccogliere ulteriori elementi. Il gip di Caltanissetta Giovanni Battista Tona ha scritto: "Gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati [Berlusconi e Dell'Utri]. Ciò di per sé legittima l'ipotesi che, in considerazione del prestigio di Berlusconi e Dell'Utri, essi possano essere stati individuati dagli uomini dell'organizzazione quali eventuali nuovi interlocutori". Ma "la friabilità del quadro indiziario impone l'archiviazione". C'è, infine, la sentenza della Corte di Assise di Appello di Caltanissetta, che il 23 giugno 2001 ha condannato 37 boss mafiosi per la strage di Capaci: nel capitolo intitolato esplicitamente "I contatti tra Salvatore Riina e gli on. Dell'Utri e Berlusconi", si legge che è provato che la mafia intrecciò con i due "un rapporto fruttuoso quanto meno sotto il profilo economico". Talmente fruttuoso che poi, nel 1992, "il progetto politico di Cosa Nostra sul versante istituzionale mirava a realizzare nuovi equilibri e nuove alleanze con nuovi referenti della politica e dell'economia". Cioè a "indurre nella trattativa lo Stato ovvero a consentire un ricambio politico che, attraverso nuovi rapporti, assicurasse come nel passato le complicità di cui Cosa Nostra aveva beneficiato". TUTTO CIÒ CHE PENSO DI BERLUSCONI di Umberto Bossi, ministro delle Riforme Istituzionali del governo Berlusconi Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi. E' una costola del vecchio regime. E' il più efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la Lega faceva cadere il regime, lui stava nel Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui è un tubo vuoto qualunquista. Ma non l'avete visto, oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre? Berlusconi è bollito. E' un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all'Ulivo, segue anche lui l'esercito di Franceschiello dietro il caporale D'Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi è Berlusconi? Il suo Polo è morto e sepolto, la Lega non va con i morti. La trattativa Lega-Forza Italia se l'è inventata lui, poveraccio. Il partito di Berlusconi neo-Caf non potrà mai fare accordi con la Lega. Lui è la bistecca e la Lega il pestacarne. Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. E' un kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi è il capocomico del teatrino della politica. Un Peròn della mutua. E' molto peggio di Pinochet. Ha qualcosa di nazistoide, di mafioso. Il piduista è una volpe infida pronta a fare razzia nel mio pollaio. Berlusconi è l'uomo della mafia. E' un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra. C'è qualche differenza fra noi e Berlusconi: lui purtroppo è un mafioso. Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora. Ma il Nord lo caccerà via, di Berlusconi non ce ne fotte niente. Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Dalle finanziarie della mafia? Ci sono centomila giovani del Nord che sono morti a causa della droga. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini, fondata da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che poi è riuscito a tenersi tutta la baracca. In quella stessa banca lavorava anche il padre di Silvio e c'erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra. Bisognerebbe conoscere le sue radici, la sua storia. Gelli fece il progetto Italia e c'era il buon Berlusconi nella P2. Poi nacquero le Holding. Come potrà mai la magistratura fare il suo dovere e andare a vedere da dove vengono quei quattrini, ricordando che la mafia quei quattrini li fa con la droga e che di droga al Nord sono morti decine di migliaia di ragazzi che ora gridano da sottoterra? Se lui vuole sapere la storia della caduta del suo governo, venga da me che gliela spiego io: sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l'ho abbattuto. Quel brutto mafioso guadagna soldi con l'eroina e la cocaina. Il mafioso di Arcore vuole portare al Nord il fascismo e il meridionalismo. Discutere di par condicio è troppo poco: propongo una commissione di inchiesta sugli arricchimenti di Berlusconi. In Forza Italia ci sono oblique collusioni fra politica e omertà criminale e fenomeni di riciclaggio. L'uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano. Forza Italia è stata creata da Marcello Dell'Utri. Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia di giovani, soprattutto al Nord. Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei bravi e imbecilli cittadini del Nord. Berlusconi ha fatto ciò che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in barba perfino alla legge Mammì. Molte ricchezze sono vergognose, perché vengono da decine di migliaia di morti. Non è vero che 'pecunia non olet'. C'è denaro buono che ha odore di sudore, e c'è denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore. Incontrare di nuovo Berlusconi ad Arcore? Lo escludo, niente più accordi col Polo. Tre anni fa pensarono di farci il maleficio. Il mago Berlusconi ci disse: "Chi esce dal cerchio magico, cioè dal mio governo, muore". Noi uscimmo e mandammo indietro il maleficio al mago. Non c'è marchingegno stregato che oggi ci possa far rientrare nel cerchio del berlusconismo. Con questa gente, niente accordi politici: è un partito in cui milita Dell'Utri, inquisito per mafia. La "Padania" chiede a Berlusconi se è mafioso? Ma è andata fin troppo leggera! Doveva andare più a fondo, con quelle carogne legate a Craxi. Io con Berlusconi sarò il guardiano del baro. Siamo in una situazione pericolosa per la democrazia: se quello va a Palazzo Chigi, vince un partito che non esiste, vince un uomo solo, il Tecnocrate, l'Autocrate. Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa. Tratta lo Stato come una società per azioni. Ma chi si crede di essere: Nembo Kid? Ma vi pare possibile che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando quello piange, fatevi una risata: vuol dire che va tutto bene, che non è ancora riuscito a mettere le mani sulla cassaforte. Bisogna che Berlusconi-Berluscosa-Berluskaz-Berluskaiser si metta in testa che con i bergamaschi io ho fatto un patto di sangue: gli ho giurato che avrei fatto di tutto per avere il cambiamento. E non c'è villa, non c'è regalo, non c'è ammiccamento che mi possa far cambiare strada... Berluscoso deve sapere che dalle nostre parti la gente è pronta a fargli un culo così: bastano due secondi, e dovrà scappare di notte. Se vedono che li ha imbrogliati, quelli del Nord gli arrotolano su le sue belle ville e i suoi prati all'inglese e scaraventano tutto nel Lambro. Berlusconi, come presidente del Consiglio, è stato un dramma. Quando è in ballo la democrazia, a qualcuno potrebbe anche venire in mente di fargli saltare i tralicci dei ripetitori. Perché lui con le televisioni fa il lavaggio del cervello alla gente, col solito imbroglio del venditore di fustini del detersivo. Le sue televisioni sono contro la Costituzione. Bisogna portargliele via. Ci troviamo in una situazione di incostituzionalità gravissima, da Sudamerica. Un uomo ha ottenuto dallo Stato la concessione delle frequenze tv per condizionare la gente e orientarla al voto. Non accade in nessuna parte del mondo. E' ora di mettere fine a questa vergogna. Se lo votate, quello vi porta via anche i paracarri. Se cade Berlusconi, cade tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega. Ma non lo faranno cadere: perché sarà pure un figlio di buona donna, ma è il loro figlio di buona donna, e per questo lo tengono in piedi. Ma il poveretto di Arcore sente che il bidone forzitalista e polista, il partito degli americani, gli va a scatafascio. Un massone, un piduista come l'arcorista è sempre stato un problema di "Cosa sua" o "Cosa nostra". Ma attento, Berlusconi: né mafia, né P2, né America riusciranno a distruggere la nostra società. E lui alla fine avrà un piccolo posto all'Inferno, perché quello lì non se lo pigliano nemmeno in Purgatorio. Perché è Berlusconi che dovrà sparire dalla circolazione, non la Lega. Non siamo noi che litighiamo con Berlusconi, è la Storia che litiga con lui. (le frasi contenute nel testo sono state pronunciate testualmente da Umberto Bossi fra il 1994 e il 1999, cioè durante le tensioni del primo governo Berlusconi, dopo la rottura fra Bossi e Berlusconi nel dicembre 1994 e prima della loro riappacificazione alla fine del 1999. Le date esatte delle dichiarazioni, tratte da giornali quotidiani e agenzie di stampa, sono le seguenti: 1,7,9,10,13 marzo 1994; 5 aprile 1994; 4,11,23,31 maggio 1994; 1,12,17 giugno 1994; 29 luglio 1994; 6,8,13 agosto 1994; 1 settembre 1994; 6,20,23 dicembre 1994; 14 gennaio 1995; 22 marzo 1995; 13 aprile 1995; 10 giugno 1995; 29 luglio 1995; 25 gennaio 1996; 14,19,25 agosto 1997; 18 giugno 1998; 22 luglio 1998; 13 settembre 1998; 3, 27 ottobre 1998; 24 febbraio 1999; 13 aprile 1999; 10 settembre 1999; 19 ottobre 1999) 1936 1954. Graduates from the Salesian classical secondary school Copernico and enrolls in the Law School of the State University of Milan. In his spare time, he works as a door-to-door electric brush salesman and as a wedding and funeral photographer, plays the contrabass and sings (even on cruise ships) in the band of his childhood friend, Fedele Confalonieri. 1957. First steady job in with the building firm, Immobiliare costruzioni. 1961. Graduates law school in Milan with the maximum score of 110 cum laude, writing a thesis on the legal aspects of advertising contracts. He wins a two-million-lire scholarship offered by the Manzoni firm. He does not serve in the military for reasons unknown. He goes into real estate, purchasing a piece of land in Via Alciati thanks of the guarantees given him by banker Carlo Rasini, who obtains a partner for him, the builder Pietro Canali. The firm Cantieri Riuniti Milanesi is founded. 1963. Founds Edilnord Sas in limited partnership with Carlo Rasini and Swiss accountant Carlo Rezzonico (of the mysterious Lugano investing firm, Finanzierungesellshaft für Residenzen Ag). In 1964 he opens a construction site in Brugherio to build a model-city for 4000 people. The first condominium building is finished in 1965, but he does not manage to sell one apartment. Then - no one knows how - he manages to sell one to the Fondo di previdenza dei dirigenti commerciali [Business Managers' Social Insurance Fund]. 1965. Marries Carla Elvira Dall'Oglio, Genoese, with whom he has two children -- Maria Elvira (1966) and Piersilvio (1969). 1968. Edilnord 2 is founded with a purchase of land from the city of Segrate, where Milano 2 will rise. 1969. Brugherio is completed with 1000 apartments sold. 1973. Founds Italcantieri Srl with the help of two mysterious Ticino investment firms -- Cofigen (linked with financier Tito Tettamanti) and Eti AG Holding (managed by financier Ercole Doninelli). He purchases the Villa Casati Stampa with all its adjacent land at Arcore, thanks to the good offices of his friend Cesare Previti. In fact, Preveti, besides being his friend and business associate, was at the same time the court-appointed guardian of the only Casati Stampa family heiress, the twelve-year-old countess Annamaria 1974. The real estate firm Immobiliare San Martino is founded with the help of two BNL Bank trust firms, Servizio Italia and Saf under the management of Marcello Dell'Utri, an ex-university friend from Palermo. Telemilano 58, a cable television station, is set up in a Milano 2 building. Shortly after, it is broadcast on the air as Canale 5. Berlusconi and his family move into Villa Casati, where he is joined by Mafia capo Vittorio Mangano, hired by Dell'Utri in Sicily as "overseer" - i.e. house and estate manager. Mangano is to leave Arcore only a year and a half later in the wake of two arrests and an investigation of him for the kidnapping of a guest at the villa who was a friend of Berlusconi's. 1975. The firms Servizio Italia and Saf create Fininvest. Edilnord and Milano 2 are founded. However, Berlusconi's name never appears. It is buried and screened off in a maze of front-people and stand-ins from 1968, when he becomes president of Italcantieri, to 1979, when he becomes president of Fininvest. 1977. Right after he is given the title, "Knight of Labor," he purchases a share in the publisher of the newspaper, Il Giornale, founded in 1974 by Indro Montanelli. 1978-1983. Receives the equivalent of about 500 billion lire at today's values, about 15 billion of it in cash, to fund the 24 (then the 37) Italian holding companies that make up Fininvest. The funding sources are still unknown. These are the years of the rise to power and then to government of Bettino Craxi, secretary of the PSI [Socialist Party]. 1978. He joins Propaganda 2 (P2), a secretive runaway Masonic lodge presided over by "Venerable Master" Licio Gelli, whom he was introduced to by journalist Roberto Gervaso. He holds membership card number 1816. From this time on he begins to be granted credit beyond normal limits by the Monte dei Paschi and the BNL (two banks whose key people were associated with P2). He begins to contribute his comments on economic policy to the Corriere della Sera, a newspaper controlled by the P2 through Angelo Rizzoli and Bruno Tassan Din. The P2 is dissolved as a "subversive" group by an executive order of the Spadolini government. 1980. Berlusconi founds Publitalia 80 with Marcello dell'Utri, an advertising clearinghouse for TV stations. He meets the actress Veronica Lario (the stage name of Miriam Bartolini), who was acting in burlesque show at Milan's Teatro Manzoni. He falls in love and hides her for three years in a secret wing of the Fininvest headquarters in Via Rovani in Milan. When she becomes pregnant in 1984, she gives birth in utmost secrecy to a girl, Barbara, in Switzerland. Berlusconi recognizes his daughter legally. Bettino Craxi becomes the godfather at her baptism. 1981. The Milan public prosecutors Gherardo Colombo and Giuliano Turone discover the lists of P2 lodge members while they are investigating the dealings of Michele Sindona, the bankrupt Mafia and P2 member. However, Berlusconi does not suffer from the fallout of the scandal that sweeps through the government, the army, the secret services, and the world of journalism. 1982. Berlusconi purchases the television station Italia 1 from the publisher, Edilio Rusconi. 1984. Berlusconi purchases the television station Rete 4 from the publisher, Mondadori. By now he is the owner of three national television networks and can compete with RAI [the public network] directly. However, three judges - from Turin, Pescara, and Rome - confiscate the equipment that enables the programs to be broadcast in "inter-connection" - that is, simultaneously nationwide. Craxi issues an urgent executive order (the first "Berlusconi decree") to legalize the illegal situation, but the order never becomes law because it is held unconstitutional. Craxi issues another executive order (the second "Berlusconi decree") and threatens the parties in his alliance to call for early elections if the order is rejected. In February, 1985, the order become law after the Craxi government bound it to a vote of no confidence. 1985. Berlusconi divorces Carla Dell'Oglio and makes his union with Veronica official. They have two other children -- Eleonora (1986) and Luigi (1988). His second marriage is presided over in a civil ceremony by Paolo Pillitteri, the Socialist mayor of Milan and brother-in-law of Craxi. The wedding witnesses are Bettino and Anna Craxi, Confalonieri and Gianni Letta. 1986. Berlusconi purchases the football club Milan Calcio and becomes its president. (In 1988 Milan wins its first championship.). Meanwhile, his French television station La Cinq falls through. It is to close for good in 1990. Jacques Chirac is to be the person who chases him out of France, calling him a "broth salesman." 1988. The De Mita government issues the "Mammì law" concerning the radio and television system. The law, in effect, endorses the dual-monopoly of the RAI-Fininvest networks and fails to impose any genuine antitrust ceiling on Berlusconi. The law is passed in 1990.He purchases Standa, a supermarket chain. 1989-1991. Long battle between Berlusconi and De Benedetti over the control of Mondadori, the first publisher to control newspapers (La Repubblica and13 local newspapers), weeklies (Panorama, Espresso, and Epoca) and virtually the entire book trade. A sentence issued by Judge Vittorio Metta allows Berlusconi to wrest control of Mondadori from his rival. A court in Milan will later hold that this sentence was bought through bribes given by the attorney, Previti, on Berlusconi's behalf. Subsequent political negotiations lead to the return, at least, of La Repubblica, Espresso and the local newspapers to De Benedetti. All the rest is to remain with Berlusconi. 1990. Parliament passes the controversial "Mammì law." Accordingly, Berlusconi is allowed to keep his television networks and Mondadori. (In the meantime, he enters the pay-TV business with the station Telepiù.) He just had to "divest" himself of the newspaper Il Giornale, which he hands over to his brother Paolo in 1990. 1994. Berlusconi is left orphaned by political parties friendly to him, which are swept away in the Tangentopoli ["Bribe-opolis"] scandals. He enters politics in person, founds the Forza Italia ["Let's Go, Italy"] party, wins the March 27 political elections at the head of the Polo delle Libertà ["Freedom Alliance"], and becomes Prime Minister. On November 21 he is implicated in an investigation about bribes given to the members of the Guardia di Finanza [the treasury police]. On December22 he is forced to resign on a vote of no-confidence introduced by the Lega Nord party [the "Northern League"], which no longer support his social policies and press for a resolution of his conflict-of-interest problems. 1996. Berlusconi is investigated for Mafia associations, illegal accounting practices, fiscal fraud, and - above all - for bribing judges along with Preveti. At the same time, he runs again in the political elections but loses. Romano Prodi, the candidate of the center-left Ulivo ["Olive-Tree Alliance"], wins. Berlusconi spends 5 years in the opposition, but is involved in a series of judicial investigations and trials, which end in several guilty verdicts in the first trials. However, the verdicts are suspended and - rarely -- reversed in appeals courts and in the Cassazione court [the supreme court of appeals]. 2001. On May 15 he wins the elections at the head of the Casa delle Libertà ["Freedom House"] party alliance and is re-installed as Prime Minister. The life and career of the entrepreneur Silvio Berlusconi remains studded with black holes and unanswered questions in spite of the authorized biographies that he has had published or promoted for auto-hagiographic ends over the years. This is a little review of the most disquieting omissions. 1) Edilnord Sas is the company Silvio Berlusconi founded 1963 to build Milano 2. The limited partners on the operational level are, besides the future Knight of Labor, the accountant Edoardo Piccitto and the builders Pietro Canali, Enrico Botta and Giovanni Botta. The limited partners who financed the operation are banker Carlo Rasini, owner of the bank of the same name on the Via dei Mercanti in Milan, and business attorney Renzo Rezzonico, legal represntative of a Lugano investment firm, Finanzierungesellshaft für Residenzen Ag, whose real owners are to remain unknown forever. However, these must have been very optimistic people to have entrusted enormous capital to Berlusconi, a young 27-year-old man who, up until that time, had not yet given off any proof of management skills worthy of note. 2) The Banca Rasini was the place where Silvio's father Luigi Berlusconi worked all his life on his way up from simple clerk to director general. Here is the answer that Michele Sindona (bankrupted P2 member linked with Cosa Nostra and the laundering of Mafia money) gave to American reporter Nick Tosches when he was asked which banks were used by the Mafia: "In Sicily sometimes the Banco di Sicilia. In Milan a little bank in Piazza Mercanti" -- that is, the Banca Rasini, where Luigi Berlusconi became the general director. Well-known Mafia figures and Sicilian drug dealers held bank accounts at the Banca Rasini, including Antonio Virgilio, Salvatore Enea, and Luigi Monti, who is linked with Vittorio Mangano, the Mafia figure who worked as overseer in Berlusconi's villa between 1973 and 1975. 3) On October 29, 1968, the real estate firm Edilnord Centri Residenziali Sas (a kind of Edilnord 2) was founded. This time, instead of Berlusconi, his 31-year-old cousin Lidia Borsani appears as limited partner. The capital is supplied by another mysterious Lugano investment firm, the Aktiengesellshaft für Immobilienanlagen in Residenzentren Ag" (Aktien), which itself was founded just 10 days before the founding of Edilnord 2. From this moment on, Berlusconi vanishes into nothingness, covered by a thicket of abbreviations and front-people. He is to re-emerge only in 1975 to preside over Italcantieri and in 1979 as president of Fininvest. In the meantime, dozens of companies are founded in the name of relatives and figureheads and controlled by companies whose real owners are unknown. As Giuseppe Fiori reconstructs it in his book Il venditore [The salesman] (Milan: Garzanti, 1994), Italcantieri was founded in 1973, made up of two Ticino investment firms. The first is Cofigen Sa of Lugano (linked to financier Tito Tettamanzi, close to masonry and the Opus Dei). The second is Eti A.G.Holding of Chiasso (managed by Ercole Doninelli, a financier from the extreme right and owner of the firm Fi.Mo, which was repeatedly investigated for money laundering, even with Colombian drug dealers. 4) In 1974 the real estate firm Immobiliare San Martino is founded and managed by Marcello Dell'Utri. The capital comes from two investment firms associated with the BNL Bank: Servizio Italia (managed by P2 member Gianfranco Graziadei) and Saf (Società Azionaria Finanziaria, represented by Frederick Pollack, a Czech front-man born no later than1887). Under various names and with various systems and various front-people, a myriad of companies are propagated linked to Berlusconi and those close to him, beginning with the 34 Holding Italiana firms that control the Fininvest group. Banca d'Italia manager Francesco Giuffrida and Treasury Police Official Giuseppe Ciuro were technical consultants for the Palermo Prosecutors' Office at the trail of Marcello Dell'Utri for acting as an outside accessory to Mafia activity. They state that the firms received at least 113 billion lire between 1978 and 1985 (the equivalent of today's 502 billion lire or ¤ 250 million), part of which came in cash and in "masked" checks, which are still "are of unknown origin." Palermo prosecutors maintain that this is Mafia capital "invested" in the firms by cells linked with Mafia big, Stefano Bontate. Defense lawyers counter that this money was from self-financing although they do not explain where all that liquidity came from. Berlusconi's own technical consultant, Professor Paolo Jovenitti, admits the "irregularity" and incomprehensibility of several operations of those years. 5) In 1973 Silvio Berlusconi purchased the eighteenth-century Villa San Martino in Arcore along with its master artists' paintings, a one-million -square-meter park, tennis courts, horse runs, stables, two pools, and hundreds of acres of land. The former owner was Annamaria Casati Stampa di Soncino, the minor-aged heiress of the noted Lombard noble family who was left an orphan in 1970. The girl was being guided by a court-appointed guardian, the lawyer Cesare Previti. Preveti was a friend of Berlusconi, the son of one of his front-men company heads (his father Umberto), and a manager of a company in Berlusconi's group ((Immobiliare Idra). Thanks to this lucky coincidence, the fabulous villa and everything connected with it was bought for about 500 million lire - a ridiculous price. What is more, it was paid not in cold cash but in shares in several real estate companies that were not listed in the stock market. The result was that when the girl moved to Brazil and tried to cash in the shares, she found herself with a barrel full of paper. At that point Previti and Berlusconi offered to back the shares, but at half the price that was initially stipulated. A verdict of the Tribunal of Rome in 2000 acquitted the authors of the book Gli affari del presidente [The dealings of the president] who had recounted this embarrassing transaction. 6) In 1973 Berlusconi hired Vittorio Mangano on the recommendation of Marcello Dell'Utri as overseer (or, "administrator of the villa," as Dell'Utri recently put it). Mangano was a known Palermo criminal with a long record of arrests and convictions. Just two years later he was to leave the villa when he was suspected of having set up the kidnapping of Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata. D'Angerio was kidnapped immediately after had had eaten dinner with Berlusconi , Dell'Utri, and Mangano himself and had left the villa at Arcore. Mangano was even to be convicted for drug trafficking (at a mass trail prosecuted by Falcone and Borsellino) and sentenced to life in prison for murder and Mafia activities. 7) On January 26, 1978, Silvio Berlusconi joined the lodge Propaganda 2 (P2), having been introduced to the "great master" Venerable Licio Gelli by journalist friend Roberto Gervaso. He paid his membership fee of 100,000 lire and was registered with membership card 1816 (codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625). His membership began to yield all kinds of advantages: financing from Graziadei's Servizio Italia, easy and unjustified credit from the Monte dei Paschi di Siena bank (managed by P2 member Giovanni Cresti), an occasional column in the Corriere della Sera. This newspaper was edited by P2 member Franco Di Bella and controlled by the Rizzoli publishers, who included P2 members Angelo Rizzoli, Bruno Tassan Din and Umberto Ortolani. 8) On October 24, 1979, Silvio Berlusconi received three Treasury Police officers at Edilnord Cantieri Residenziali headquarters. He presented himself as "as simple external consultant" for "the planning of Milano 2". In reality, he was the single owner of the company, which was listed under the name of Umberto Previti. However, the Treasury officers fall for the line and end the inspection very quickly even though they had come across more than one irregularity in the relations with the mysterious Swiss partners. All three officers were to make careers for themselves. They are named Massimo Maria Berruti, Salvatore Gallo and Alberto Corrado. Berruti, the leader of the patrol, was to leave the Treasury Police a few months later in order to go to work for Fininvest as a commercial lawyer (for foreign affairs, contacts with Milan football players, and so on). He was arrested in 1985 in the Icomec scandal and then acquitted. He was to return to prison in 1994 together with Corrado for attempting to obstruct an investigation into bribery in the Treasury Police. He was later to be elected as a representative in Parliament with the Forza Italia party. He was convicted in a first trial and on appeal to 8 months in prison for abating illegal activity. Gallo turned out to be a P2 member. 9) On May 30, 1983, the Milan Treasury Police, who were tapping Berlusconi's telephones in connection with an investigation on drug trafficking, drafted an investigative report that states: "It has been pointed out that the well-known Silvio Berlusconi may be financing intense narcotics traffic from Sicily into France and other Italian regions (Lombardy and Lazio). He may be at the center of great speculative activity on the Costa Smeralda [Sardinian coast], using friendly firms headquartered in Vaduz and elsewhere abroad. Operationally, the firms in question can be said to have given a broad mandate to the professional people in the area." For eight years the investigation languished, practically forgotten. At first, it was conducted by prosecutor Giorgio Della Lucia . It then passed into the hands of the public investigative office [Ufficio istruzione], which was for years charged with bribery in judicial affairs along with financier Filippo Alberto Rapisarda, former employer and partner of Marcello Dell'Utri. Finally, Milan Judge Anna Cappelli was to close the investigation in 1991. 10) The third close encounter of the troublesome kind between Berlusconi and the law dates back to October 16, 1984, when three judges - from Turin, Rome, and Pescara - had the nerve to enforce the rules that regulated television broadcasting. Berlusconi had decided to bend the rules when he broadcast the same programs simultaneously nationwide. The three judges pointed out that this was prohibited, that it could not be done. They blocked off the equipment used to broadcast illegally. Berlusconi blacked out his television networks and blamed it on the judges. He then whipped up a TV-addicted population with the slogan Vietato vietare [Forbidden to forbid], launched opportunely from the show of ex-P2 member Maurizio Costanzo. The slogan was immediately changed into a law by his accommodating prime minister and best man, Bettino Craxi. Craxi abandoned a state visit to London to race back to Italy to issue an executive order ad personam (the "Berlusconi decree"). This was to re-start his friend's illegal broadcasts. There was such a huge scandal that even some people in the Pentapartito [the five-party coalition] did not want to stand for it. The executive order was thought to be unconstitutional and was voted down in Parliament. Then, two of the three judges re-ordered the criminal confiscation of all equipment used for broadcasts that were not local. In consequence, Craxi hatched a second Berlusconi decree, flaunting the bogeyman of a governmental crisis and early elections before his rebellious allies. It was the CAF itself [the Craxi-Andreotti-Forlani alliance] that was to legalize the illegal Fininvest monopoly over commercial television through the Mammì Law, nicknamed the "Polaroid-Law" for the clear focus of its snapshot of the status quo. Lies about the P2 lodge (perjury) In 1990 the Venice Court of Appeals found Berlusconi guilty of giving false testimony under oath before the Tribunal of Verona in relation to his membership in the P2. However, the crime was pardoned by the amnesty of 1989. Questioned under oath, Berlusconi stated "I do not remember the exact date of my joining the P2. However, I remember that it was a little bit before the scandal …. I have never paid a membership fee and this was never asked of me." However, Berlusconi was a P2 member in 1978. (The scandal broke out in 1981.) He had paid his membership fee. The Venice Court of Appeals wrote: "The Judicial Panel holds that the defendant's declarations do not reflect the truth …. They are in conflict with the findings of the Anselmi commission and the defendant's own testimony heard before a judge in Milan and never disputed …. Therefore it follows that Berlusconi has declared a falsehood." He has given "false testimony." He has "fully conformed to the objective and subjective characteristics of the crime of perjury." However, "the crime is nullified by virtue of amnesty." Bribes to the Guardia di Finanza [Treasury Police] (bribery)First trial: convicted and sentenced to 2 years and 9 months in prison for all four alleged bribes (no general mitigating circumstances). Appeal: dismissal of three counts of bribery (due to general mitigating circumstances) and acquittal on the fourth count for insufficient evidence (See comma II art.530 c.p.p.). The decision reads "A guilty verdict for the defendant is based on many aspects of the evidence. They are certain, univocal, precise, and concurring and, for this reason, imbued with the relevant force of proof, so that they assume value as proof." Supreme Court of Appeals [Cassazione]: acquittal. The motivation contains two references to the classical insufficiency of evidence. The Supreme Court of Appeals is not permitted to enter directly into the merits of a case or reverse a previous verdict for insufficient evidence. It must come to a clear-cut verdict - to uphold or strike down. Nevertheless, the judges of the VI Penal Section explicitly quote articolo 530 cpv [an article in the law code], where cpv means capoverso [a paragraph]. They cite comma 2 [a section of the code] that reads "contradictory or insufficient evidence." Twelve lines from the end of their decision the supreme-court judges wanted to express themselves more clearly in order to avoid ambiguity. They wrote: "Bearing in mind the previously observed insufficiency of proof of the material used in evidence by the Court of Appeals in relation to Berlusconi …" All Iberian 1 (illegal funding of political parties) First trial: convicted and sentenced to 2 year and 4 months for the 21 billion lire handed over abroad to Bettino Craxi through the foreign All Iberian account. Appeal: the case is dismissed due of expiration of the statute of limitations. However, "no evidence of the innocence of the any of the defendants emerges from the trial records." Supreme Court of Appeals: dismissal upheld with a sentence of payment of legal costs. The decision reads: "The business and financial dealings leading up to the financing abroad of the Northern Holding temporary account[Craxi] through the account entitled All Iberian were effected in Italy by the leading managers of the group Fininvest spa with the relevant cooperation of Berlusconi as owner and president …. The defendant's non-involvement does not emerge from the trail evidence."
All Iberian 2 (accounting fraud) Trial adjourned until the European High Court of Justice and the Italian Constitutional Court rule on the legality of the new business-crime laws approved by the Berlusconi government. If the motions raised by various courts are struck down, the crime will be dismissed
Medusa Cinema (accounting fraud) First trial: convicted and sentenced to 1 year and 4 months in prison. (10 billion lire in off-the-books funds from the purchase are deposited into a series of bearer accounts of Silvio Berlusconi.) Appeal: acquittal for insufficient evidence. (See comma 2 art. 530). According to the panel of judges, Berlusconi is so rich that he might not have noticed how - in the course of the purchase - his colleague Carlo Bernasconi (convicted) deposited 10 billion lire for him off-the-books. The judges write: "The multitude of the bank accounts attributable to the Berlusconi family and the well-known large dimensions of his wealth imply that it was impossible for him to realize both this increase and, above all, the sources of the increase." Supreme Court of Appeals: appeals acquittal upheld. The Macherio Lands (embezzlement, fiscal fraud, accounting fraud) First trial: acquittal (for 4.4 billion lire paid off the books to the owner of the land around the Villa of Macherio, the residence of second-wife Veronica and their three children). Case dismissed for the accounting fraud of the two firms (statue of limitations), with which "undoubtedly Berlusconi took part in." Appeal: acquittal upheld for embezzlement and fiscal fraud. Acquittal also for one count of accounting fraud. The second count was upheld, but was pardoned in an amnesty. Supreme Court of Appeals: On-going. The Lentini Case(accounting fraud) First trial: the crime (10 billion lire paid off the books to Torino Calcio football club for the purchase of the player, Luigi Lentini) was dismissed thanks to a new law on accounting fraud. Appeal: On-going. Consolidato gruppo Fininvest (accounting fraud) On the basis of the new law on accounting fraud, Judge Fabio Paparella dismissed the case concerning the 1.5 trillion lire in alleged off-the-books funds accumulated by the Berlusconi group in 64 off-shore firms of the All Iberian group (part B of Fininvest). State prosecuting attorney Francesco Greco presented the Supreme Court of Appeals with his motion that the lack of a preliminary hearing prevented him from raising objections against the new law. Greco's objections are based on its unconstitutionality and its conflict with new European Union rules on business crimes as well as with the OCSE treaty. The Mondadori Court Award (bribery of judges).The crime, for which Cesare Previti was convicted in the first trial, was dismissed by the Milan Court of Appeals and the Supreme Court of Appeals through their concession of general mitigating circumstances. The Supreme Court of Appeals cited one of their motives: "the emphasis [for conceding general mitigating circumstances] placed upon the current social and individual circumstances of the subject [Berlusconi had become prime minister], having been evaluated by the Court as decisive, does not appear in any way incongruous …."
Sme-Ariosto (bribery of judges ) The trial of the prime minister was separated from the main trial because of the continual "institutional impediments" raised by Berlusconi and the resulting postponements of hearings. A parallel trial was instituted, but Berlusconi had the trial adjourned until he leaves office or sine die (indefinitely) in case of his re-election or nomination to another governmental office through the stipulations of the Maccanico Law, which he had passed in record time. This happened after 40 months of trial and right before the prosecutor's address, the summing-up statements, and the verdict. Sme-Ariosto (accounting fraud) This charge against Berlusconi for the money allegedly given to several judges was separated from the main trial as a consequence of the enactment of new business laws. The trial has been adjourned until the European High Court of Justice rules on whether the new regulations clash with Union guidelines. However, even if the High Court rules against he regulations, the trial has been blocked by the Maccanico Law, as are all the other on-going trials against Silvio Berlusconi. Television Rights (accounting fraud and fiscal fraud)Preliminary investigations by the State Attorneys' office in Milan under Alfredo Robledo and Fabio De Pasquale were conducted into the activities of numerous managers of the Mediaset group, its president Fedele Confalonieri, and its owner Silvio Berlusconi. According to the prosecutors' charges, Berlusconi has in fact remained as de facto supreme head of the company even after his entry into politics in 1994. The particular object of the investigation is a series of financial dealings for the purchase of the screen and television rights for films of major American studios that involved rapid, roundabout passages of the rights from one foreign company to another of the Berlusconi group. The alleged result was to raise the price of the purchased rights artificially as a way of cashing in on the fiscal incentives of the Tremonti Law. This was a law passed by the first Berlusconi government in order to exempt the businesses' re-invested profit money from taxes. The prosecutors estimated this alleged accounting fraud as about ¤ 180 million in 1994. Television Station Telecinco (violation of antitrust laws and fiscal fraud in Spain)Madrid anti-corruption judge Baltasàr Garzòn Real requested the Italian government to try Berlusconi or, as an alternative, to deprive him of immunity so that he could be tried in Spain. He received no answer. For this reason the state anti-corruption prosecutor Carlo Castresana requested Garzòn to address the Italian authorities again in May, 2002. In Spain Berlusconi - along with Marcello Dell'Utri and other Fininvest managers - is charged with having taken virtually total control of the television station Telecinco, control violating the Spanish antitrust law, which had fixed the ceiling at 25% of the shares in the years involved.
Mafia (outside accessory to Mafia activities and money laundering) The investigation has been closed in Palermo at the request of the prosecutor's office because of expiration of the time limit granted.
Bombings in 1992 and 1993 (accessory to mass violence) The investigations by the prosecutors of Florence and Caltanissetta into the alleged "hidden-faced instigators" of the bombings in 1992 (of Falcone and Borsellino) and in 1993 (in Milan, Florence, and Rome) were closed due the expiration of the time allowed for the investigation. However, on November 14, 1998, Judge Giuseppe Soresina pointed out how Berlusconi and Dell'Utri allegedly "maintained a relationship that was not merely episodic with criminal elements who can be linked to the program of violence that took place." This points to the Corleone mob that has guided the Cosa Nostra for the last 20 years and committed hundreds of murders and a half dozen bombings. Soresina adds that there is "an objective convergence of the political interests of Cosa Nostra with some qualified programmatic lines of the new formation [Forza Italia]: articolo 41 bis [on prison conditions], legislation on state witness protection, and the recovery of the concept of guarantees for trials that was purposely overlooked by the legislation of the early 1990s." He then adds that, over the course of the investigation "the initial hypothesis [of the involvement of Berlusconi and dell'Utri in the mass violence] has remained and, if anything, increased in plausibility." Unfortunately, the "time limit for the preliminary investigation" has expired before it was possible to gather further evidence. Caltanissetta Judge Giovanni Battista Tona wrote "The records of the file have amply demonstrated support for the various possibilities of contact between men belonging to Cosa Nostra and business groups controlled in varying degrees by the current objects of investigation [Berlusconi and Dell'Utri]. This alone legitimates the hypothesis that, considering the prestige of Berlusconi and Dell'Utri, they could have been identified by the men of the organization as eventual new conversation partners." However, "the fragility of the whole picture of the circumstances demands that the investigation be closed." Finally, there is the sentence of the Caltanissetta Assize Court of Appeals of June 23, 2001, which convicted 37 Mafia chieftains for the Capaci bombing. In the chapter of the sentence explicitly entitled "The contacts between Salvatre Riina and Hon. Dell'Utri and Berlusconi," we read that it is proven that the Mafia devised "a fruitful relationship at least in an economic terms" with the two. It was so fruitful that in 1992 "Cosa Nostra's political project in the realm of institutions aimed at creating new balances and new alliances with the new referents for politics and economics ." This is to say "to bring the state to negotiations or to allow for a political exchange that, through new relationships, would insure - as in the past - the cooperation that the Cosa Nostra had benefited from."
EVERYTHING I THINK ABOUT BERLUSCONI by Umberto Bossi, Minister of Institutional Reform in the Berlusconi government Silvio Berlusconi was Bettino Craxi's bag boy. He was the spare rib of the old regime. He is the most efficacious re-cycler of unstuck stucco of the Penta-party. While the League was bringing down the regime, he was staying at the Old White Mill wearing his little toupee and his plastic-surgery facial. He is an empty-tube know-nothing. But did you see him today, all slick-haired in the midst of those baby blue clouds? Berlusconi is boiled meat. He is a poor jerk, a traitor to the North, a poor guy served by the Olive Tree. Franceschiello's army behind Corporal D'Alema and his bugle will follow him, even. I have a long memory. But who is Berlusconi? His Pole is dead and buried. The League does not walk with the dead. The negotiations between the League and Forza Italia are something he made up, poor man. Berlusconi's Neo-CAF party can never make deals with the League. He is the steak and the League is the meat grinder. Berlusconi has the same characteristics as dictators. He is a Kaiser in a double-breasted suit, a little Ceasar. What's more, he is the lead comedian in the little theater of politics. He is the Peròn of social security. He is much worse than Pinochet. He has something Nazi-oid, Mafioso, about him. The P2-ist is a treacherous fox ready to raid my chicken coop. Berlusconi is the Mafia's man. He is a Palermitano who speaks Meneghino, a Palermitano born in the wrong place and sent here on purpose to screw the North. Fininvest was born of the Cosa Nostra. There are some differences between Berlusconi and us. 'Tis a pity he's a Mafioso. The problem is that in the North the people are still split into the people who know that Berlusconi is a Mafioso and those that don't know it yet. But the North will kick him out. We don't give a shit about Berlusconi. Answer this! Where does your money come from? From the Mafia finance companies? There are one hundred thousand young people from the North who were killed by drugs. Berlusconi told me in person that the money came from the Banca Rasini, founded by a certain Giuseppe Azzaretto from Palermo, who then managed to keep hold of the whole operation. In that very bank, Silvio's father worked and there were the accounts of many Cosa Nostra members. You have to get to know his roots, his story. Gelli made project-Italy and there was good-man Berlusconi in the P2. After that, the Holding companies were hatched. How can the justice system ever do its duty and go and see where all that spare change comes form, remembering that the Mafia made that spare change here with drugs and that from drugs tens of thousands of kids have been killed and that they are crying out to us from under the earth? If he wants to find out the story of the fall of his government, let him come to me and I will spell it out to him. It was me who brought down the party of the Mafiosi. He bought our representatives and I knocked him down. That ugly Mafioso makes money with heroin and cocaine. The Mafioso of Arcore wants to bring Fascism and Southernism to the North. Debating equal broadcast time is too little. I propose a board of inquiry into Berlusconi's getting rich. In Forza Italia there is an oblique collusion of politics, dead criminal silence, and money laundering. The man of the Cosa Nostra - with Fininvest - has something like 38 holding companies. 16 of these are covert. They made the bank of Palermo in Milan, the Banca Rasini, give birth to the bank of the Cosa Nostra in Milan. Forza Italia was created by Marcello Dell'Utri. Look out that the real interests at stake don't come out. On television nice faces appear and they tell you about this and they tell you about that, and they seem like nice people. But look out that Mafia has no limits. The Mafia, the interests of the Mafia are drugs and drugs have killed thousand and thousands of youths, mostly in the North. Palermo has television in its hands and can go into the houses of the good citizen imbeciles of the North. Berlusconi has done what he wanted to with television stations even the local ones, up in the face even of the Mammì Law. Many fortunes are a shame because they come from tens of thousands of deaths. It's not true that pecunia non olet - money doesn't smell. There is money that smells like sweat and there is money that stinks like Mafia. But if it weren't for that power, the Pole would melt away in a few hours. Meet with Berlusconi again at Arcore? I rule it out. No more agreements with the Pole. Three years ago they thought they could put a whammy on us. The wizard of Berlusconi told us: "He who steps out of this magic circle - that is, from my government --dies." We stepped out and sent the wizard his whammy back. There is no magic trick that can make us step back into the circle of Berlusconism. With these people - no political agreements. There is a party where Dell'Utri is active, under investigation about the Mafia. The Padania has asked Berlusconi if he was a Mafioso? But it went much too easy! It should have gone in deeper, into those dead-meat deadbeats linked with Craxi. I will be the guardian of that swindler Berlusconi. We are in conditions dangerous for democracy. If he gets into Palazzo Chigi, what will win is a party that does not exist. One man will win - the Technocrat, the Autocrat. I say what I think. He does what he cashes in on. He treats the state as if it were a corporation. But just who does he think he is, the Nembo Kid? But do you think it is possible that someone who owns 140 companies can work in the interests of the citizens? When that guy cries, have a little laugh. It means that everything is OK, that he hasn't yet gotten to lay his hands on the safe. Berlusconi-Berluscosa-Berluskaz-Berluskaiser has to get it into his head that I have sworn a blood oath with the Bergamaschi. I swore to them that I would do everything to have a change. There's not a villa, not a present, not a winking eye that can knock me off my path. Berluscoso ought to know that up our way people are ready to kick his ratty ass. It would just take two seconds and he would have to run away at night. If they find out that he has tricked them, the people of the North, they will roll up his nice villas and his English meadows and dump them all into the Lambro. Berlusconi, as President of the Council, was a drama. When democracy is at stake, it may come into somebody's head to blow up his broadcast towers. Because he brainwashes the people with his televisions with the same old tricks of detergent-bag salesmen. His televisions are against the constitution. They should be taken away from him. We find ourselves in a situation of grave unconstitutionality, like South America. One man has gotten the TV-frequency franchise from the state so that he can condition the people and orient them to vote. This is not happening in any other part of the world. It's time to put an end to this shame. If you vote for him, he will take away even the curbstones. If Berlusconi falls, the whole Pole falls and the League will take everything in the North. But they won't make him fall because he may be a son of a bitch, but he is their son of a bitch and that's why they are keeping him on his feet. But the poor man of Arcore is feeling that the whole bundle load of Forza-Italia and the Pole is going to pieces on him. A mason, a P2-ist like this Arcorist, has always had the problem of doing "his thing" -- doing Cosa sua or Cosa nostra. But look out, Berlusconi. Not the Mafia, not the P2, not America can get to destroy our society. And he in the end will have a little place in hell because that one there, they won't even be able to cram him into purgatory. Because it is Berlusconi who should disappear from circulation, not the League. It's not us who have picked a fight with Berlusconi. It's history that has picked a fight with him. (The words in the text above are literal quotations from the words of Umberto Bossi. They date from 1994 to 1999. This was the time of the tension in the first Berlusconi government and of the break between Bossi and Berlusconi in December, 1994. This was before they made peace again at the end of 1999. The words were taken from newspapers and press agencies. The dates are the following: 1,7,9,10,13 March 1994; 5 April 1994; 4, 11,23,31 May 1994; 1,12,17 June 1994; 29 July 1994; 6,8,13 August 1994; 1 September 1994; 6,20,23 December 1994; 14 January 1995; 22 March 1995; 13 April 1995; 10 June 1995; 29 July 1995; 25 January 1996; 14,19,25 August 1997; 18 June 1998; 22 July 1998; 13 September 1998; 3, 27 October 1998; 24 February 1999; 13 April 1999; 10 September 1999; 19 October 1999)
LA VIE DE SILVIO BERLUSCONI
1936 . Nait à Milan le 29 septembre, premier de trois enfants (deux garçons et une fille) de Luigi Berlusconi, employé à la Banque Rasini, et Rosa Bossi, femme au foyer.1954. Passe le Baccalauréat, section lettres classiques, au lycée catholique Copernic et s'inscrit en Droit à l'Université d'Etat de Milan. A temps perdu, il vend des brosses électriques en faisant du porte-à-porte, est photographe lors de mariages et d'enterrements, joue de la basse et chante dans l'orchestre d'un ami d'enfance Fedele Confalonieri (mais aussi sur des bateaux de croisière). 1957. Premier emploi occasionnel dans le secteur de l'immobilier et de la construction. 1961. Passe sa maîtrise en Droit avec les félicitations du jury à Milan. Son mémoire de fin d'études porte sur les aspects juridiques du contrat publicitaire. Il obtient alors une bourse d'étude de deux millions de lires offerte par la société Manzoni. Il échappe, on ne sait comment, au service militaire. Et il se consacre à la construction en acquérant un terrain, via Alciati à Milan, grâce à la garantie du Banquier Carlo Rasini, qui lui procure en outre un associé, l'entrepreneur Pietro Canali. Est créé la société " Cantieri Riuniti Milanesi". 1963. Est fondée la société "Edilnord Sas" avec comme soci accomandanti (investisseur) Carlo Rasini et le comptable suisse Carlo Rezzonico (au nom de la mystérieuse société financière de Lugano Finanzierungesellshaft fur Residenzen Ag). En 1964 s'ouvre alors un chantier à Brugherio pour l'édification d'une cité modèle de 4.000 habitants. En 1965 est achevé le premier immeuble dont aucun des appartements ne trouve acquéreur. Puis, sans que l'on sache comment, l'ensemble sera vendu à la caisse de retraite des commerçants.. 1965. Berlusconi épouse Carla Elvira Dall'Oglio, originaire de Gêne, qui lui donnera deux enfants, Maria Elvira (1966) et Piersilvio (1969). 1968. Est créé la société Edilnord 2, pour l'acquisition de terrains sur la commune de Segrate, où sera construit Milano 2. 1969. Brugherio est achevé avec 1.000 appartements vendus. 1973. La société Italcantieri Srl est créée, grâce aux capitaux de deux mystérieuses fiduciaires du Tessin, Cofigen (liée au financier Tito Tettamanti) et Eti AG Holding (administrée par le financier Ercole Doninelli). Est achetée, grâce aux bons offices de son ami Cesare Previti, la villa Casati Stampa avec toutes ses dépendances à Arcore, à un prix de (super-)faveur. Previti est, en effet, à la fois, le tuteur légal, de l'unique héritière des Casati Stampa, la contesse Annamaria, âgée de douze ans, et un ami de Silvio Berlusconi et associé en affaire avec lui. 1974. Grâce à deux fiduciaires de la BNL, les sociétés Servizio Italia et SAF, est créée la société Immobiliare San Martino, administrée par un ancien camarade d'université, Marcello Dell'Utri, palermitain. Dans un immeuble de Milano 2 est lancée une télévision par câble, Telemilano 58, qui passera bientôt à la postérité sous le nom de Canale 5. Berlusconi déménage avec sa famille à la Villa Casati, accompagné par le boss mafieux Vittorio Mangano, engagé en Sicile par Dell'Utri comme "factotum", c'est-à-dire comme administrateur de la demeure et des terrains. Mangano quittera Arcore seulement un an et demi plus tard, suite à deux arrestations et une enquête sur sa responsabilité dans l'enlèvement d'un hôte de la Villa, ami de Berlusconi. 1975. Les deux fiduciaires donnent naissance à la société Fininvest. Sont fondées également les sociétés Edilnord et Milano 2. Mais, entre 1968 et 1975, Berlusconi n'apparaît jamais, caché derrière une myriade de prête-noms et sociétés-écran. Il ne refait surface qu'en 1975 lorsqu'il prend officiellement la direction d'Italcantieri puis en 1979 lorsqu'il devient président de Fininvest. 1977. A peine devenu "Cavaliere del Lavoro", il acquiert une participation dans la maison d'édition du quotidien Il Giornale, fondé en 1974 par Indro Montanelli. 1978-1983. Il reçoit une somme équivalant à 500 milliards de lires en valeur actuelle, dont près d'une quinzaine de milliards en liquide, pour capitaliser les 24 (devenues par la suite 37) sociétés Holding Italiana qui composent Fininvest. La provenance de ses sommes reste inconnue jusqu'à aujourd'hui. Cette période correspond à celle de l'ascension vers le pouvoir de Bettino Craxi, secrétaire du PSI depuis 1976, et où ce dernier accède au gouvernement. 1978. Il s'inscrit à la loge maçonnique occulte Propaganda 2 (P2) du Grand Maître Licio Gelli, à qui il a été présenté par le journaliste Roberto Gervaso. Carte n°1816. A partir de ce moment-là, Berlusconi commence à bénéficier de crédits au-delà de toute normalité de la part des Banques Monte dei Paschi et BNL (deux banques dont certains hommes-clés sont eux-mêmes membres de la loge P2). Il commence alors à publier également des analyses de politique économique dans le quotidien Corriere della Sera, contrôlé par la loge P2 par le biais d'Angelo Rizzoli et Bruno Tassan Din. La loge P2, considérée comme subversive, sera par la suite dissoute par une décision du gouvernement Spadolini. 1980. Berlusconi fonde, avec Marcello Dell'Utri, Publitalia 80, une société de concession publicitaire pour les réseaux télévisés. Il rencontre l'actrice Veronica Lario, de son vrai nom Miriam Bartolini, qui joue dans un spectacle du Théâtre Manzoni de Milan légèrement vétue. Il en tombe amoureux. Il la cache pendant près de trois ans dans une aile secrète du siège de Fininvest, Via Rovani à Milan. Puis elle tombe enceinte et, en 1984, toujours dans le secret le plus absolu, donne naissance en Suisse à une fille, Barbara. Berlusconi la reconnaît. Le parrain sera Bettino Craxi. 1981. En enquêtant sur les trafics de Michele Sindona, membre de la mafia en faillite affilié à la loge P2, les juges milanais Gherardo Colombo et Giuliano Turone tombent sur les listes des membres de la loge P2. Mais Berlusconi n'est pas touché par le scandale qui secoue le gouvernement, l'armée, les services secrets et le monde du journalisme. 1982. Berlusconi rachète la chaîne télévisée Italia 1 à l'éditeur Edilio Rusconi. 1984. Berlusconi rachète la chaîne télévisée Rete 4 à la société Mondadori : il est désormais le propriétaire de trois chaînes nationales et peut faire directement concurrence à la RAI. Mais trois magistrats , de Turin, Pescara et Rome, mettent sous séquestre les installations qui permettent la diffusion illégale de programmes "en interconnexion", c'est à dire diffusés simultanément sur tout le territoire national. Craxi présente en urgence un décret (le premier "décret Berlusconi") pour légaliser la situation illégale. Mais le décret n'est pas traduit en loi pour cause d'inconstitutionnalité. Craxi en présente alors un autre (le deuxième "décret Berlusconi") et menace les partis de la majorité de provoquer des élections anticipées si le nouveau texte est lui aussi rejeté. Le décret est finalement approuvé en février 1985, après que le gouvernement est déposé une motion de confiance. 1985. Le divorce entre Silvio Berlusconi et Carla Dell'Oglio est prononcé et la liaison avec Veronica devient officielle. Celle-ci lui donnera deux autres enfants: Eleonora (1986) et Luigi (1988). Les secondes noces de Berlusconi sont célébrées en 1990 par le maire socialiste de Milan, Paolo Pillitteri, beau-frère de Bettino Craxi. Les témoins des époux sont Bettino et Anna Craxi, Fedele Confalonieri et Gianni Letta. 1986. Berlusconi achète le Milan AC et en devient le président (en 1988, il gagne pour la première fois le championnat). Dans le même temps, le projet de La Cinq en France est un échec. Ceci amènera à la fermeture définitive de la chaîne télévisée en 1990. C'est Jacques Chirac qui boutera Berlusconi du territoire français, le définissant comme "un marchand de soupes". 1988. Le gouvernement De Mita annonce la présentation de la loi Mammì relative au système télévisé. Dans la pratique celle-ci fige le duopole RAI-Fininvest, sans imposer à Berlusconi de véritables règles antitrust. Le Cavaliere achète la société Standa. La loi Mammì est adoptée en 1990. 1989-1991. Longue bataille entre Berlusconi et De Benedetti pour le contrôle de la société Mondadori, première maison d'édition italienne contrôlant des quotidiens (La Repubblica et 13 journaux locaux), des hebdomadaires (Panorama, Espresso, Epoca) et tout le secteur du livre. Grâce à une décision du juge Vittorio Metta, que le tribunal de Milan estimera par la suite achetée par des tangenti versés par l'avocat de Berlusconi, Cesare Previti, le Cavaliere arrache Mondadori à son concurrent. Une médiation d'ordre politique successive permettra plus tard la restitution de La Repubblica, Espresso et de certains journaux locaux à De Benedetti. Tout le reste demeurera entre les mains de Berlusconi. 1990. Le Parlement approuve définitivement la loi Mammì dans un contexte houleux. Berlusconi peut dès lors garder toutes ses chaînes de télévision (entre temps il participe également aux affaires de la chaîne à péage Telepiù) et Mondadori. Il doit seulement "se séparer" du quotidien Il Giornale (qui sera cédé en 1990 à son frère Paolo). 1994. Berlusconi, désormais orphelin de ses soutiens politiques emportés par le scandale de Tangentopoli, entre directement en politique, fonde son parti, Forza Italia, gagne les élections du 27 mars comme leader du "Pôle des Libertés" et devient Président du Conseil. Le 21 novembre il se retrouve impliqué dans l'enquête sur les tangenti versés à la Guardia di Finanze. Le 22 décembre il est contraint de donner sa démission suite à la motion de censure déposée par ses alliés de la Lega Nord, qui ne partagent plus les orientations de sa politique sociale et insistent pour que soit résolue la question du conflit d'intérêts. 1996. Berlusconi, mis entre-temps en examen également pour ses liens avec la mafia, faux bilans, fraude fiscale et surtout corruption de juges en compagnie de Cesare Previti, présente à nouveau sa candidature aux élections législatives. Mais il subit une défaite et c'est le candidat de centre-gauche, Romano Prodi qui gagne les élections. Il reste alors cinq ans dans l'opposition, aux prises avec toute une série d'enquêtes judiciaires et de procès. Ces derniers se concluent par différentes condamnations en premier ressort, ensuite transformées en prescription et (rarement) en absolution en appel et en cassation. 2001. Le 15 mai Berlusconi gagne les élections législatives à la tête de la " Casa delle Libertà" et redevient Président du Conseil.
En dépit des biographies autorisées que l'intéressé a fait publier ou a favorisé et qui vont parfois jusqu'à agiographie, la vie et la carrière professionnelle du chef d'entreprise Silvio Berlusconi reste constellée de trous noirs et de demandes sans réponses. Voici un petit résumé des omissions les plus inquiétantes. 1) La Edilnord SAS est la société fondée par Silvio Berlusconi en 1963 pour construire le complexe immobilier "Milano 2". Les soci accomandatari (ceux qui y opèrent), à côté du future "Cavaliere", sont Edoardo Piccitto, comptable et les entrepreneurs Pietro Canali, Enrico Botta et Giovanni Botta. Les soci accomandanti (ceux qui financent l'opération) sont le banquier Carlo Rasini, patron de la banque homonyme ayant son siège à Milan, via dei Mercanti, et l'avocat d'affaires Renzo Rezzonico, représentant légal d'une société financière de Lugano, la "Finanzierungesellshaft fur Residenzen Ag" dont personne ne connaîtra jamais les réels propriétaires. Il s'agissait, quoi qu'il en soit, de personnes extrêmement optimistes pour confier un capital énorme à Silvio Berlusconi, un jeune homme de tout juste 27 ans qui, jusqu'alors n'avait fait aucunement preuve de talents d'entrepreneur dignes d'être connus. 2) En provenance de la Banque Rasini, où le père de Silvio, Luigi Berlusconi a travaillé toute sa vie, passant de simple employé à directeur général, voilà la réponse donnée par Michele Sindona (entrepreneur en faillite, membre de la loge P2, lié à Cosa Nostra et pratiquant le recyclage de l'argent de la mafia) au journaliste américain Nick Tosches, lorsque celui-ci lui demandait en 1985 quelles étaient les banques utilisées par la mafia: "En Sicile, "Il Banco di Sicilia", parfois. A Milan une petite banque installée Piazza Mercanti". C'est à dire la Banque Rasini, où Luigi Berlusconi, père de Silvio, a travaillé jusqu'à en devenir le directeur général. A la Banque Rasini, des mafieux et des narco-traficants siciliens célèbres ont leur compte courant, notamment Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, tous liés à Vittorio Mangano, ce mafieux qui travailla comme factotum dans la villa de la famille Berlusconi entre 1973 et 1975. 3) Le 29 octobre 1968, est fondée la société "Edilnord Centri Residenziali Sas" (une sorte de Edilnord 2). C'est fois-ci, à la place de Silvio Berlusconi, on retrouve comme "socio accomandatario", sa propre cousine, Lidia Borsani, âgée de 31 ans. Et son capital provient d'une autre mystérieuse société de Lugano, la "Aktiengesellshaft fur Immobilienanlagen in Residenzentren Ag" (Aktien), fondée par de mystérieux investisseurs peine dix jours avant la création d'Edilnord 2. A partir de ce moment, le nom de Berlusconi disparaît, couvert par toute une série de sigles et de prête-noms. Berlusconi ne réapparaîtra qu'en 1975 pour diriger la société Italcantieri et en 1979 comme président de Fininvest. En attendant sont crées des dizaines de sociétés, dont les titulaires sont des parents ou de simples figurants et qui sont elle-même contrôlées par d'autres sociétés dont on ignore les véritables dirigeants. Selon la reconstitution établie par Giuseppe Fiori dans son libre "Il venditore" (Garzanti, 1994, Milano), Italcantieri est fondée en 1973 et se constitue de deux sociétés fiduciaires du Tessin, "Cofigen Sa" basée à Lugano (liée au financier Tito Tettamanzi, personnalité poche de la maçonnerie et de l'Opus Dei) et "Eti A.G.Holding" établie à Chiasso (administrée par un financier d'extrême droite, Ercole Doninelli, lui-même propriétaire d'une autre société, "Fi.Mo", plusieurs fois accusée de recyclage d'argent sale et de liens avec des narco-trafiquants colombiens). 4) En 1974 est fondée la société "Immobilare San Martino", administrée par Marcello Dell'Utri et dont le capital provient de deux sociétés fiduciaires du groupe BNL : "Servizio Italia" (dirigé par un membre de la loge P2, Gianfranco Graziadei) et "SAF" (Società Azionaria Finanziaria, représenté par un prête-nom tchécoslovaque, Frederick Pollack, né en 1887, rien de moins!). En utilisant différents mécanismes, une multitude de sociétés liées à Silvio Berlusconi et ses proches est "filialisée". A commencer par les 34 "Holding Italiana", qui contrôlent le groupe Fininvest. Selon Francesco Giuffrida, un des dirigeants de la Banque d'Italie, et Giuseppe Ciuro, sous-officier de la Guardia delle Finanze et expert auprès du Procureur de Palerme lors du procès contre Marcello Dell'Utri pour participation extérieure à une association mafieuse, dans ces sociétés financières ont transité entre 1978 et 1985 au moins 113 milliards de lires de l'époque (soit près de 250 millions d'euro d'aujourd'hui), en partie en liquide et sous forme de chèques "masqués", dont jusqu'à aujourd'hui "on ignore la provenance". Le Procurateur de Palerme estime qu'il s'agit de capitaux d'origine mafieuse investis dans le Biscione (Fininvest) par les réseaux liés au "boss" Stefano Bontate. La défense prétend qu'il s'agit d'autofinancements, sans expliquer d'où proviennent toutes ses liquidités. L'expert désigné par Silvio Berlusconi, le professeur Paolo Jovenitti, reconnaît lui-même qu'il y a là une "anomalie" et que certaines opérations effectuées demeurent incompréhensibles. 5) En 1973, Silvio Berlusconi achète à Annamaria Casati Stampa di Soncino, une mineure de douze ans, héritière d'une célèbre famille de la noblesse lombarde et orpheline depuis 1970, la Villa San Martino datant du XVIème siècle à Arcore. Cette acquisition comprend des peintures d'auteurs, un parc aménagé d'un million de mètres carrés, des terrains de tennis, un manège d'équitation, des écuries, deux piscines et des centaines d'hectares de terrain. Melle Casati est assistée par un tuteur, l'avocat Cesare Previti, qui se trouve être à la fois l'ami de Silvio Berlusconi, le fils d'un de ses prête-noms (Umberto) et dirigeant d'une des sociétés de son groupe (la société immobilière Idra). Grâce une coïncidence purement fortuite, la fabuleuse villa et tous ses attributs sont acquis pour environ 500 millions de lires de l'époque, un prix dérisoire. Et cette somme n'a pas été versée en argent sonnant et trébuchant mais a été réglée sous forme d'actions de sociétés immobilières non cotées en bourse. Ainsi lorsque la jeune fille décide de s'installer au Brésil et tente de convertir ses titres en liquidités, elle se retrouve avec une brouette de papiers. MM. Previti et Berlusconi lui proposent alors de racheter les actions mais pour la moitié du montant initialement convenu. Un arrêt du Tribunal de Rome, rendu en 2000, a innocenté les auteurs du livre " Gli affari del presidente" qui racontait cet épisode embarrassant. 6) En 1973, Silvio Berlusconi, par l'intermédiaire de Marcello Dell'Utri, engage à son service un célèbre criminel palermitain, Vittorio Mangano, plusieurs fois arrêté et plusieurs fois condamné, en tant que factotum (mais récemment Dell'Ultri l'a promu "Administrateur de la Villa"). Celui-ci quittera la Villa d'Arcore seulement deux années plus tard, lorsqu'il sera suspecté d'avoir organisé l'enlèvement de Luigi d'Angerio Prince de Sant'Agata, intervenu après un dîner avec Berlusconi, Dell'Utri et ce même Mangano dans la Villa. Mangano sera par la suite condamné pour trafic de stupéfiants (lors du "maxi-procès" instruit par les juges Falcone et Borsellino) puis, en 1998, à la perpétuité pour homicide et activités mafieuses. 7) Le 26 janvier 1978 Silvio Berlusconi s'inscrit à la Loge "Propagande 2" (loge P2) et est présenté au Grand Maître Licio Gelli par son ami journaliste Roberto Gervaso. Il règle les frais d'inscription normaux (100.000 lires) et est enregistré avec la carte n°1816, code E.19.78, groupe 17, fascicule 0625. Sa participation à la loge lui procurera des avantages en tous genres : allant du financement de la société "Servizio d'Italia" par Graziadei jusqu'aux crédits obtenus facilement et de manière injustifiée de la Banque Monte dei Paschi di Siena (dont un autre membre de la loge P2, Giovanni Cresti est le provveditore), en passant par sa collaboration avec le "Corriere della Sera" alors dirigé par un autre membre de la loge P2, Franco Di Bella, et contrôlé par la société Rizzoli appartenant à Angelo Rizzoli, Bruno Tassan Din et Umberto Ortolani, eux aussi membres de la loge P2. 8) Le 24 octobre 1979 Silvio Berlusconi reçoit la visite de trois officiers de la Guardia di Finanza (Inspection des Finances) au siège d'Edilnord Cantieri Residenziali. Il se présente alors comme "un simple conseiller extérieur" chargé de "la préparation du projet Milano 2". En réalité il est le propriétaire unique de la société, officiellement au nom d'Umberto Previti. Mais les officiers ne pipent pas mot. Ils arrêtent leur enquête en toute hâte et ce, malgré le fait qu'ils aient été confrontés à plus d'une anomalie dans les liens entre la société et de mystérieux partenaires suisses. Les trois officiers de la Guardia di Finanza, Massimo Maria Berruti, Alberto Corrado et Salvatore Gallo, feront tous une brillante carrière par la suite. Le premier, Massimo Maria Berruti, chef de patrouille, quittera quelques mois plus tard l'armée pour aller travailler à la société Fininvest comme avocat d'affaires (et sera à ce titre responsable de la gestion de sociétés étrangères, de contrats de footballeurs du Milan A.C. et d'autres choses encore). Arrêté une première fois en 1985 dans le cadre du scandale Icomec (puis déclaré innocent), Berruti retournera en prison en 1994 en compagnie du deuxième officier, Alberto Corrado, pour avoir volontairement amener l'enquête sur les pots-de-vin versés à la Guardia di Finanza sur de fausses pistes. Il deviendra par la suite député de Forza Italia avant d'être condamné en premier ressort et en appel à 8 mois de réclusion pour favoritisme. Enfin, on découvrira que le dernier officier, Salvatore Gallo, était, quant à lui, inscrit à la loge P2. 9) Le 30 mai 1983, la Guardia di Finanza de Milan, qui procède à des écoutes sur les lignes téléphoniques de Silvio Berlusconi dans le cadre d'une enquête sur un trafic de drogue, rédige un rapport dans lequel on peut lire : "Il est à signaler que le bien connu Silvio Berlusconi financerait un intense trafic de stupéfiants en provenance de la Sicile et destiné tant à la France qu'à d'autres régions d'Italie (Lombardie et Latium). Le susdit serait au centre d'une importante opération spéculative sur la Côte Esmaralda en utilisant des sociétés-écrans ayant, dans la pluspart des cas, leur siège à Vaduz et toujours à l'étranger. Du point de vue opérationnel, les sociétés en question laissaient une grande marge de manoeuvre aux professionnels locaux". L'enquête traîne alors pendant huit ans, initialement sous la direction du procureur Giorgio Della Lucia (lequel passé ensuite au service d'instruction, est depuis des années accusé de corruption dans le cadre d'actes judiciaires en compagnie du financier Filippo Alberto Rapisarda, ancien employeur et ancien associé de Marcello Dell'Utri), et en arrive à être pratiquement oubliée. En fin de compte l'ensemble du dossier est envoyé aux archives à l'initiative du doyen des juges d'instruction de Milan, Anna Cappelli. 10) La troisième rencontre facheuse entre le Cavaliere et la Loi remonte au 16 octobre 1984. Trois magistrats de Turin, Rome et Pescara ont la prétention de faire appliquer les règles qui régissent la diffusion télévisée et que Berlusconi a décidé de contourner en diffusant en même temps des programmes identiques sur l'ensemble du territoire national. Les trois magistrats rappellent que ceci est interdit et bloquent l'utilisation des appareils permettant cette opération illégale. Silvio Berlusconi décide alors d'arrêter l'ensemble des émissions en faisant attribuer la responsabilité de ce black out aux juges. Il lance ensuite une campagne de téléspectateurs sous le slogan "Il est interdit d'interdire", opportunément relayée par un autre journaliste membre de la loge P2, Maurizio Costanzo. Le slogan se transforme alors en loi grâce à l'intervention providentielle du Président du Conseil, Bettino Craxi. Celui abandonne une visite d'Etat à Londres et rentre précipitamment en Italie pour faire adopter un décret-loi ad-personam (le "décret Berlusconi") qui permet de relancer immédiatement les activités télévisées illégales de son compère. Le scandale est tellement énorme, qu'à l'intérieur même de la majorité, certains se rebiffent. Et le décret est rejeté à la Chambre pour inconstitutionnalité. Deux des trois magistrats renouvellent alors la mise sous séquestre pour motif pénal des appareils de transmission utilisable uniquement dans un cadre local. Craxi présente alors un deuxième décret Berlusconi et agite face à ses alliés récalcitrants une menace de crise gouvernementale et d'élections anticipées si le texte n'est pas traduit en loi. Il reviendra ensuite au même triumvirat Craxi-Andreotti-Forlani à légaliser le monopole illégal de Fininvest en matière de télévisions privées par le biais de la loi Mammì, appelée également "Loi Polaroïd" pour sa manière quasi-photographique de maintenir le statu quo.
Mensonges sur la "Loge P2" (faux témoignage) La Cour d'appel de Venise déclarait en 1990 Berlusconi coupable de fausses déclarations sous serment devant le tribunal de Vérone à propos de sa participation à la "loge P2". Mais ce délit est couvert par l'amnistie de 1989. Interrogé sous serment Berlusconi avait affirmé: "Je ne me rappelle pas la date exacte de mon inscription à la loge P2, je me rappelle cependant qu'elle est de peu antérieur au scandale (...). Je n'ai jamais payé les frais d'inscription, et ceux-ci ne m'ont jamais été réclamés". Berlusconi s'est en fait inscrit à la loge P2 en 1978 (le scandale a éclaté en 1981) et avait payé les frais d'inscription. Les juges de la Cour d'appel de Venise énonçaient: "Le collège estime que les déclarations de l'accusé ne correspondent pas à la vérité (...), elles sont démenties par les résultats de l'enquête de la commission Anselmi et des déclarations du prévenu lui-même devant le juge d'instruction de Milan, déclarations jamais contestées par la suite (...). Il en ressort donc que M. Berlusconi a fait de fausses déclarations", a fournit des "déclarations mensongères" et qui "comportent l'ensemble des éléments objectifs et subjectifs constitutifs du délit de faux témoignage". Mais "les effets de l'amnistie annulent les conséquences du délit". "Tangenti" versés à la Guardia di Finanza (Inspection des Finances) (corruption) Ier ressort : condamnation à deux ans et neuf mois pour les quatre actes de corruption (tengenti) en cause (aucune circonstance atténuante). Appel : prescription pour trois des actes de corruption (grâce à la reconnaissance de "circonstances atténuantes génériques"), absolution avec formule de doutes (§II art.530 ccv) pour le quatrième. Parmi les motifs on peut lire "le jugement de culpabilité de l'accusé pèse sur de multiples éléments d'indice, certains, univoques, précis et concordants, et pour ces raisons dotés d'une force de persuasion permettant de leur donner valeur de preuve" Cassation: absolution. L'exposé des motifs comporte deux références à la traditionnelle insuffisance de preuves. La Cour de Cassation ne peut rentrer dans le fonds du dossier ni annuler la sentence précédente exprimant des doutes. Elle se doit d'émettre un verdict clair (confirmer ou annuler le jugement précédent). Mais, dans leur exposé des motifs, les juges de la VIème section pénale citent explicitement l'article 530 cpv ("preuves contradictoires et insuffisantes"). A douze lignes de la fin, pour éviter toute équivoque, les juges suprêmes ont voulu être encore plus clairs. On y lit en effet: " Compte tenu de l'insuffisance de preuves déjà observée à l'encontre de Silvio Berlusconi, des éléments d'indices utilisés par la Cour d'appel...". All Iberian 1 (financement illégal de partis politiques) Ier ressort: condamnation à 2 ans et 4 mois pour des versements de l'étranger et vers l'étranger d'un montant de 21 milliards de lires, effectués par le biais du compte All Iberian au bénéfice de Bettino Craxi. Appel: le délit tombe pour prescription, mais il est indiqué que "pour aucun des accusés, il n'émerge des faits l'évidence de l'innocence". Cassation: la prescription est confirmée avec condamnation au paiement des frais de procédure. Dans la sentence définitive on peut lire "Les opérations sociétaires et financières préalables à des versements de l'étranger et vers l'étranger, du compte bancaire dont All Iberian est titulaire vers le compte de transit Northern Holding (Craxi), furent réalisées depuis l'Italie par les dirigeants du groupe Fininvest Spa, avec le concours important de Silvio Berlusconi, propriétaire et président de la société (...) Il n'apparaît pas dans les actes du procès que celui-ci est étranger à l'affaire". All Iberian 2 (faux bilan) Le procès est suspendu dans l'attente du jugement de la Haute Cour de Justice européenne et de la Cour constitutionnelle italienne sur la légitimité des nouvelles normes en matière de criminalité financière approuvées par le gouvernement Berlusconi. Si les exceptions soulevées par différents tribunaux sont repoussées, le délit sera considéré comme prescrit. Medusa Cinema (faux bilan) Ier ressort: condamnation à un an et 4 mois (10 milliards d'argent noir qui, par le biais d'opérations d'acquisition se retrouvent placés un ensemble de livrets au porteur en possession de Silvio Berlusconi). Appel: absolution avec formule de doutes (§2 art. 530). Selon le collège des juges, Silvio Berlusconi est tellement riche qu'il pourrait ne pas s'être rendu compte qu'au cours de l'opération, son collaborateur Carlo Bernasconi (condamné) lui a versé 10 milliards de lires au noir. Les juges écrivent: "La multitude des livrets se rapportant à la famille Berlusconi et la dimension notoirement importante du patrimoine de Silvio Berlusconi permettent de penser qu'il n'a pas eu la possibilité de connaître tant l'augmentation de son capital que l'origine de celle-ci". Cassation: la sentence d'appel est confirmée. Terrains de Macherio (appropriation indue, fraude fiscale, faux bilan) Ier ressort: absolution pour les délits d'appropriation indue et de fraude fiscale (en raison du versement au noir d'une somme de 4.400 millions de lires à l'ancien propriétaire de terrains entourant la Villa di Macherio, où vivent la deuxième femme de Berlusconi, Veronica, et ses trois enfants), prescription pour les faux bilans de deux sociétés auxquels "indubitativement Silvio Berlusconi a participé". Appel: confirmation de l'absolution pour les deux premières accusations. Absolution également pour un des deux faux bilans, tandis que le second est couvert par une amnistie. Cassation: en cours. Cas Lentini (faux bilan) Ier ressort: le délit (une somme de 10 milliards versée au noir au club de football Torino Calcio lors de l'achat du joueur Luigi Lentini) a été déclaré couverte par la prescription grâce à la nouvelle loi sur les faux bilans. Appel: en cours. Comptes consolidés du groupe Fininvest (faux bilan) Le juge d'instruction Fabio Paparella a déclaré prescrit, sur la base de la nouvelle loi sur les faux bilans, les opérations d'un montant de 1.500 milliards de lires de présumé argent noir placé par le groupe Berlusconi sur 64 sociétés off-shore de la galaxie All Iberian ("deuxième compartiment de la société Fininvest"). Le procureur Francesco Greco a présenté un recours en cassation pour absence de fixation de l'audience préliminaire, ce qui l'a empêché de soulever une exception d'inconstitutionnalité et d'incompatibilité avec les directives communautaires sur la criminalité financière et avec le traité de l'OCDE.. Loi Mondadori (corruption dans le cadre d'une procédure judiciaire). Grâce à la reconnaissance de "circonstances atténuantes génériques" le délit (qui en premier ressort a amené la condamnation de Cesare Previti) a été déclaré prescrit par la Cour d'Appel de Milan et par la Cour de Cassation. Dans l'exposé des motifs de la Cour de Cassation, on peut lire: "les faits pertinents [pour la reconnaissance de "circonstances atténuantes génériques"] concernant les conditions de vie sociale et individuelle du sujet [Berlusconi est alors devenu Président du Conseil], qui sont considérés par la Cour d'appel comme un élément décisif, n'apparaissent nullement incongrus …". Sme-Ariosto (corruption dans le cadre d'une procédure judiciaire) En raison des "empêchements institutionnels" continues soulevés par Berlusconi et des renvois successifs des audiences, le cas du Président du Conseil a été mis à l'écart du procès principal. Et un deuxième procès parallèle s'est mis en place. En faisant approuver en un temps record la Loi Maccanico, Berlusconi a cependant suspendu ce procès jusqu'à la fin de son mandat (ou sine die en cas de réélection ou de nomination à une autre charge institutionnelle) et ce, juste à la veille du réquisitoire, des plaidoiries et de la sentence et 40 mois après l'ouverture des débats. Sme-Ariosto (faux bilan) Suite à l'entrée en vigueur des nouvelles normes en matière de droit des sociétés, ce chef d'accusation à l'égard de Berlusconi pour les sommes versées à certains juges (selon l'accusation) a été écarté. Le procès est arrêté dans l'attente du jugement de la Haute Cour de Justice européenne sur la conformité entre les nouvelles règles et la réglementation communautaire. Mais, même en cas de réponse positive des juges, le procès restera bloqué par la Loi Maccanico. Comme toutes les autres procédures encore en cours à l'encontre de Silvio Berlusconi. Droits télévisés (faux bilan -?- et fraude fiscale) Des enquêtes préliminaires sont actuellement menées à Milan par les procureurs Alfredo Robledo et Fabio De Pasquale, à l'encontre de nombreux managers du groupe, du président de Mediaset, Fedele Confalonieri et de son propriétaire Silvio Berlusconi, qui selon l'accusation, aurait continué, même après son entrée en politique en 1994, a exercé de facto la direction de l'entreprise.. L'objet de l'enquête : une série d'opérations financières d'acquisition de droits cinématographiques et de télévision de majors américaines. Ces opérations tourbillonnantes entre différentes sociétés du groupe de Berlusconi auraient eu pour résultat de gonfler artificiellement le prix des biens acquis et de bénéficier des réductions fiscales de la loi Tremonti, approuvée par le premier gouvernement Berlusconi pour détaxer les bénéfices réinvestis des entreprises. Le faux bilan présumé est évalué par les magistrats à environ 180 millions d'euro en 1994. Telecinco (violation des lois antitrust et fraude fiscale en Espagne) Le juge anti-corruption de Madrid, Baltasàr Garzòn Real, qui a demandé en 2001 au gouvernement italien d'initier un procès à l'encontre de Berlusconi ou, alternativement, de le priver de son immunité pour permettre qu'il soit juger en Espagne, n'a pas encore reçu de réponse. Pour cette raison, le procureur anti-corruption Carlo Castresana a, en mai 2002, prié Garzòn de s'adresser à nouveau aux autorités italiennes. En Espagne Berlusconi est accusé, avec Marcello Dell'Utri et d'autres dirigeants du groupe Fininvest, d'avoir pris le contrôle, grâce à une série de prête-noms et d'opérations financières illicites, de la presque totalité de la chaîne Telecinco, en dépassement des limites imposées par l'Autorité de la concurrence espagnole, le plafond étant alors fixé à 25% des actions cotées. Mafia (participation extérieure à une association mafieuse et recyclage d'argent sale) L'enquête a été classée à Palerme à la demande du Ministère public pour dépassement des délais d'enquête. Bombes de 1992 et de 1993 (participation à un attentat) Les enquêtes des Procureurs de Florence et de Caltanissetta les présumés "commanditaires cachés" des attentats de 1992 (contre les juges Falcone et Borsellino) et de 1993 (à Milan, Florence et Rome) ont été classés pour dépassement des délais d'enquête. A Florence, le 14 novembre 1998, le juge d'instruction, Giuseppe Soresina, a pourtant relevé combien Berlusconi et Dell'Utri ont "entretenu des rapports loin d'être épisodiques avec des individus criminels liés au programme des attentats". C'est à dire avec le clan de Corleone qui dirige Cosa Nostra depuis vingt ans, avec des centaines d'homicides et une demi-douzaine d'attentats à son actif. Le juge florentin ajoute qu'il existe "une convergence objective entre les intérêts politiques de Cosa Nostra et certaines parties du programme de la nouvelle formation [Forza Italia]: article 41 bis, législation sur les repentis, rétablissement des garanties de justices volontairement négligées par la législation du début des années 1990". Par la suite il ajoute même qu'au cours de l'enquête "l'hypothèse initiale [d'une implication de Berlusconi et Dell'Utri dans les attentats] n'a pu être écartée et est même apparu encore plus plausible". Mais, il faut constater qu'est arrivé à échéance "le délai maximum des enquêtes préliminaires" avant de pouvoir recueillir des éléments ultérieurs. Le juge d'instruction de Caltanissetta, Giovanni Battista Tona, écrit : "Les actes du dossier ont amplement démontré la permanence de différentes possibilités de contacts entre les hommes appartenant à Cosa Nostra et des représentants et des sociétés contrôlées de différentes manières par les accusés [Berlusconi e Dell'Utri]. En soit, ceci légitime l'hypothèse que, compte tenu du prestige de Berlusconi et de Dell'Utri, ceux-ci ont pu être identifiés par les hommes de l'organisation comme d'éventuels nouveaux interlocuteurs". Mais "le caractère friable de cet ensemble d'indices impose le classement". Enfin, il y a la sentence de la Cour d'assise de Caltanissetta, qui le 23 juin 2001 a condamné en appel 37 boss mafieux pour l'attentat de Capaci. Au chapitre explicitement intitulé "Les contacts entre Salvatore Riina et les députés Dell'Utri et Berlusconi", on peut lire qu'il est prouvé que la mafia a entretenu avec les deux parlementaires "un rapport fructueux, au moins d'un point de vue économique". A tel point fructueux qu'en 1992, "le projet politique de Cosa Nostra en matière institutionnelle visait à mettre en place de nouveaux équilibres et de nouvelles alliances avec les nouvelles personnes de référence dans le monde politique et de l'économie". C'est à dire à "tenter d'impliquer l'Etat dans la manœuvre et à permettre un renouvellement politique qui, par le biais de nouvelles relations, assure comme par le passé les complicités dont Cosa Nostra avait bénéficié".
TOUT CE QUE JE PENSE DE BERLUSCONI Par Umberto Bossi, Ministre des réformes institutionnelles du gouvernement Berlusconi Silvio Berlusconi était le porte-valise de Bettino Craxi. C'est une branche de l'ancien régime. Et le plus efficace pour recycler les traîne-savates du "pentapartito" (la coalition gouvernementale formée par Bettino Craxi). Alors que la Lega faisait chuter l'ancien système, lui vivait dans un monde de rêve, avec ses perruques et son sourire retouché. Il s'agit d'une vulgaire boite vide. Mais vous ne l'avez pas vu aujourd'hui (sur les affiches), recouvert de pommade au milieu des nuages bleutés ? Berlusconi, c'est du recuit.C'est un pauvre bougre, un traître à la cause du Nord, un lèche-bottes de l'Ulivo, qui suit même les manœuvres de Franceschiello derrière le caporal D'Alema et sa trompette. Moi, j'ai la mémoire longue. Mais qui est Berlusconi ? Son "Pôle" est mort et enterré et la Lega ne va pas avec les morts. Les négociations entre la Lega et Forza Italia sont une pure invention de sa part, le pauvre. Le parti de Berlusconi, nouvelle version du triumvirat Craxi-Andreotti-Forlani, ne parviendra jamais à un accord avec la Lega. C'est un beefsteack et la Lega, le presse-viande. Berlusconi a toutes les caractéristiques d'un dictateur. C'est un Kaiser en blazer. C'est un petit tyran, que dis-je, c'est le clown blanc du théâtre politique. Un Peròn de bas étage. Il est bien pire que Pinochet. Il a quelques chose qui tient du nazi, du mafieux. Ce membre de la loge P2 a tout du renard perfide prêt à faire la razzia dans le poulailler. Berlusconi est l'homme de la mafia. C'est un palermitain qui parle en dialecte milanais, un palermitain né au mauvais endroit et en mission pour arnaquer le Nord. La société Fininvest est le fruit de Cosa Nostra. Il y a des différences entre nous et Berlusconi : lui, malheureusement, c'est un mafieux. Le problème c'est que parmi les membres de la Lega, il y a ceux qui savent déjà que c'est un mafieux et ceux qui ne le savent pas encore. Mais le Nord le mettra à la porte, Berlusconi, on s'en fout. D'où vient son argent ? Des finances de la mafia ? Il y a cent milles jeunes du Nord qui sont morts à cause de la drogue. Berlusconi m'a personnellement affirmé que ses fonds venaient de la Banque Rasini, fondée par un certain Giuseppe Azzaretto, originaire de Palerme et que par la suite il est parvenu à s'approprier toute la caisse. Dans cette même banque travaillait aussi le père de Silvio et il y avait là de nombreux comptes des dirigeants de Cosa Nostra. Il faudrait connaître ses origines, son histoire. Gelli lança le projet Italia et il y avait là, dans la loge P2, le bon Monsieur Berlusconi. Puis les Holdings virent le jour. Comment la magistrature pourra-t-elle faire son devoir et aller voir d'où vient tout ce fric ? Elle doit se rappeler que, tout ce fric, la mafia l'obtient de la drogue et que, dans le Nord, de la drogue sont morts des dizaines de milliers de gamins qui désormais crient sous terre. S'il veut comprendre l'histoire de la chute de son gouvernement, qu'il vienne me voir, je vais la lui expliquer : c'est moi qui ai mis fin au parti des mafieux. Lui, il achetait nos députés et, moi, je l'ai abattu. Ce vilain mafieux gagne son argent avec la vente de l'héroïne et de la cocaïne. Le mafieux d'Arcore veut amener au Nord le fascisme et le meridionalisme. Discuter de répartition des sièges ne suffit pas : je propose une commission d'enquête sur l'enrichissement de Berlusconi. Chez Forza Italia il y a collusion entre la politique et le monde criminel et l'industrie du blanchiment de l'argent sale. L'homme de Cosa Nostra, avec Fininvest, possède quelques choses comme 38 Holding, dont 16 de manière occulte. Elles sont l'émanation d'une banque de Palerme à Milan, la banque Rasini, la banque de Cosa Nostra à Milan. Forza Italia a été créé par Marcello Dell'Utri. Vous voyez, les intérêts réels souvent n'apparaissent pas. A la télévision, on voit des visages souriants qui te racontent des histoires, qui semblent des gens biens. Mais, attention, la mafia n'a pas de limites. La mafia, les intérêts de la mafia, c'est la drogue et la drogue, elle a tué des milliers et des milliers de jeunes, surtout au Nord. Palerme a pris le contrôle de la télévision, et est en mesure d'entrer dans les maisons des braves citoyens du Nord trop crédules. Berlusconi a fait tout ce qu'il a voulu avec les télévisions, même avec celles régionales, même avec la loi Mammì. Beaucoup de fortunes sont honteuses, parce qu'elles trouvent leur origine dans la mort de dizaines de milliers de personnes. Il n'est pas vrai que l'argent n'a pas d'odeur. Il y a, d'un côté, l'argent qui sent la sueur et, de l'autre, celui qui a l'odeur de la mafia. Et s'il n'y avait pas ce pouvoir, le Pole serait dissout en quelques heures. Rencontrer à nouveau Berlusconi à Arcore ? C'est exclu, il n'y aura plus d'accords avec le Pole. Il y a trois ans, ils ont cru nous jeter un sort. Le magicien Berlusconi nous a alors dit : "qui sort du cercle magique, c'est à dire de mon gouvernement, meurt". On est sorti et on a renvoyé son maléfice au sorcier. Il n'y a aucun sortilège qui puisse nous faire revenir dans le cercle du berlusconisme. Avec ces gens-là, il n'y a pas d'accord politique possible : c'est le parti où milite Dell'Utri, accusé d'activités mafieuses. La "Padania" demande à Berlusconi s'il est membre de la mafia ? Mais elle l'a fait avec trop de légèreté ! Elle devait aller jusqu'au bout avec cette charogne liée à Craxi. Face à Berlusconi, je serai le gardien du tricheur. Nous nous trouvons dans une situation dangereuse pour la démocratie s'il retourne à Palazzi Chigi. C'est la victoire d'un parti qui n'existe pas, la victoire d'un seul homme, un technocrate, un autocrate. Moi, je dis ce que je pense; lui, il fait ce qui lui permet de passer à la caisse. Il traite l'Etat comme une société par actions. Mais qui pense-t-il donc être ? Nembo Kid ? Vous croyez vraiment que quelqu'un qui possède 140 entreprises peut servir les intérêts des citoyens ? Quand celui-ci se plaint, marrez-vous. Cela signifie que tout va bien, qu'il n'est pas encore arrivé à mettre la main sur la caisse. Il faudrait que Berlusconi-Berluscosa-Berluskaz-Berluskaiser arrive à se mettre dans la tête qu'avec les gens de Bergame, moi, j'ai fait un pacte de sang. Il n'y a pas de villa, pas de cadeau, pas de manœuvre sentimentale qui puisse me faire dévier de ma route. Berlusconi doit comprendre chez nous les gens sont prêts à l'envoyer paître. Il suffira de deux secondes avant qu'il soit obligé de s'enfuir la nuit. S'ils voient qu'il leur à raconter des histoires, ils encercleront sa villa et ses jardins à l'anglaise et enverront tout dans le décor. La Présidence du Conseil de Berlusconi a été une tragédie. Quand la démocratie est en jeu, il pourrait venir à l'idée à certains de lui faire sauter ses installations de diffusion. Parce qu'avec ses télévisions, il fait un véritable lavage de cerveau aux gens, avec les même trucs qu'un vendeur de produits détachants. Ses télévisions portent atteinte à la Constitution. Il faut les lui enlever. Nous nous trouvons dans une situation inconstitutionnelle gravissime, de république bananière. Un homme s'est fait donner par l'Etat une concession sur des fréquences télé afin d'aliéner les gens et orienter leur vote. Il est temps de mettre fin à cette honte. Si vous votez pour lui, il vous prendra jusqu'aux poteaux électriques. Si Berlusconi chute, c'est l'ensemble du Pole qui chute, et au Nord, c'est la Lega qui récupère le tout. Mais ils ne le feront pas chuter. Parce que, même si c'est un fils de pute, c'est leur fils de pute, et pour cette raison ils le maintiennent en place. Mais le minable d'Arcore sent bien que les histoires de Forza Italia et du Pole, le parti des américains vont le foutre en l'air. Un maçon, un type de la loge P2, le gars d'Acore, c'est toujours une affaire de "Cosa sua" ( d'intérêts personnels ) ou de "Cosa nostra". Mais, attention, Berlusconi ! Ni la mafia, ni la loge P2, ni l'Amérique ne réussiront à détruire notre société. Et, lui, à la fin, trouvera sa petite place en enfer. Parce que même au Purgatoire on ne voudra pas de lui. Parce que c'est Berlusconi qui devra disparaître de la circulation, pas la Lega. Ce n'est pas nous qui sommes en conflit avec Berlusconi, c'est l'Histoire qui est en conflit avec lui. (Les phrases contenues dans ce texte ont toutes étaient prononcées par Umberto Bossi entre 1994 et 1999, c'est à dire lors de la crise du premier gouvernement Berlusconi, après la rupture de l'alliance entre Bossi et Berlusconi en décembre 1994 et avant leur réconciliation à la fin de l'année 1999. Les dates exactes de ces déclarations, tirées de quotidiens et de dépêches d'agences de presse, sont les suivantes : 1,7,9,10,13 mars 1994; 5 avril 1994;4, 11,23,31 mai 1994; 1,12,17 juin 1994; 29 juillet 1994; 6,8,13 août 1994; 1 septembre 1994; 6,20,23 décembre 1994; 14 janvier 1995; 22 mars 1995; 13 avril 1995; 10 juin 1995; 29 juillet 1995; 25 janvier 1996; 14,19,25 août 1997; 18 juin 1998; 22 juillet 1998; 13 septembre 1998; 3, 27 octobre 1998; 24 février 1999; 13 avril 1999; 10 septembre 1999; 19 octobre 1999)
VIDA DE BERLUSCONI. CRONOLOGÍA 1936 . Nace en Milán el 29 de septiembre, siendo el mayor de tres hijos (dos varones y una hembra) de Luigi Berlusconi, empleado de la Banca Rasini, y de Rosa Bossi, ama de casa.1954. Aprueba el bachillerato en el colegio salesiano Copérnico y se matricula en la facultad de derecho de la Universidad Estatal. En sus ratos libres, vende cepillos eléctricos a domicilio, realiza fotografías en bodas y funerales, toca el bajo y canta en el grupo de su amigo de la infancia Fedele Confalonieri. 1957. Primer empleo esporádico en la construcción Inmobiliaria. 1961. Se licencia en derecho con 110 cum laude en Milán con una tesis sobre los aspectos jurídicos de los contratos publicitarios, y consigue una bolsa de estudios de 2 millones a cargo de la concesionaria Manzoni. No se sabe cómo, evita el servicio militar. Y se dedica a la construcción adquiriendo un terreno en la calle Alciati gracias al aval del banquero Carlo Rasini, quien además le procupra un socio, el constructor Pietro Canali. Nace la Cantieri Riuniti Milanesi (Constructores Asociados Milaneses). 1963. Funda la Edilnord SA: socios en comandita Carlo Rasini y el financiero suizo Carlo Rezzonico (por la misteriosa financiera de Lugano Finanzierungesellschaft für Residenzen Ag.). En 1964 empieza a construir en Brugherio una ciudad dormitorio de 4.000 habitantes. En 1965 ya tiene lista la primera fase, de la cual no vende ni un solo apartamento. Más tarde, sin saberse cómo, consigue vendérselo al Fondo de provisión de directivos financieros. 1965. Se casa con Elvira Dall'Oglio, genovesa, que le dará dos hijos: Maria Elvira (1966) y Piersilvio (1969). 1968. Nace Edilnord 2, adquiriendo terrenos del ayuntamiento de Segrate, donde surgirá Milano 2. 1969. Se termina Brugherio con 1000 apartamentos vendidos. 1973. Funda la Italcantieri SL, gracias a otros dos misteriosas financieras, Cofigen (relacionada con el financiero Tito Tettamanti)y Eti AG Holding (administrada por el financiero Ercole Doninelli). Adquiere en Arcore, gracias a los buenos oficios de su amigo Cesare Previti, la villa Casati Stampa a precio de ganga. Previti es, de hecho, el tutor de la única heredera de Casati Stampa, la condesa de doce años Annamaria, y por aquel entonces, amigo de Silvio y en negocios con él. 1974. Gracias a dos financieras de la BNL, la Servizio Italia y la SAF, nace la Inmobiliaria San Martino, administrada por un antiguo compañero de la universidad, Marcello Dell'Utri, de Palermo. En una urbanización de Milano 2 nace una televisión por cable, Telemilano 58, que pasará muy pronto a retransmitir por antena con el nombre de Canale 5. Berlusconi se muda con su familia a Villa Casati, acompañado por el capo mafioso Vittorio Mangano, que ejerce en Sicilia como "fattore" de Dell'Utri, esto es, como administrador de la casa y de los terrenos. Mangano abandonará Arcore un año y medio o dos después, tras ser dos veces detenido e interrogado por el secuestro de un huésped de la villa, amigo de Berlusconi. 1975. Ambas financieras dan vida a Fininvest. Nacen simultáneamente Edilnord y Milano 2. Pero Berlusconi no aparece nunca: protegido por una legión de testaferros entre 1968 y 1975, cuando se hace presidente de Italcantieri, y hasta 1979, cuando asume la presidencia de Finivest. 1977. Nada más convertirse en Cavaliere del Lavoro, adquiere una parte de la editorial de Il Giornale, fundado en 1974 por Indro Montanelli. 1978-1983. Recibe unos 500 mil millones al valor actual, de los cuales 15 en efectivo, para alimentar los 24 (después 37) Holding Italiana que componen Fininvest. Se ignora por completo su procedencia. Son los años del ascenso al poder y al gobierno de Bettino Craxi, secretario general del PSI desde 1976. 1978. Se afilia a la logia masónica oculta Propaganda 2 (P2) del venerable maestro Licio Gelli, a quien se lo presenta el periodista Roberto Gervaso. Carnet número 1816. En poco tiempo comenzará a recibir créditos extraordinarios del Monte dei Paschi y de la BNL (bancos en los que figuran algunos hombres clave afiliados a la P2). También comienza a colaborar como comentarista de política económica en el Corriere della Sera, controlado por la P2 a través de Angelo Rizzoli y Bruno Tassan Din. La P2 se verá más independiente en cuanto a rendimiento de cuentas gracias a una disposición del gobierno de Spadolini. 1980. Berlusconi funda con Marcello dell'Utri Publitalia 80, concesionaria de publicidad para redes de televisión. Conoce a la actriz Veronica Lario, nacida Miriam Bartolini, que interviene en un espectáculo del teatro Manzoni de Milán. Se enamora de ella. La esconde durante tres años en un ala secreta de la sede de Finivest en Via Rovani de Milán. Queda embarazada y en 1984, siempre en el más absoluto secreto, da a luz en Suiza a una niña, Barbara. Berlusconi la reconoce. Fue padrino en el bautismo Bettino Craxi. 1981. Los jueces milaneses Gherardo Colombo y Giuliano Turone, investigando al mafioso Michele Sindona, encuentran la lista de afiliados a la logia P2. Pero Berlusconi no se ve afectado por un escándalo que convulsiona al Gobierno, el ejército, los servicios secretos y el mundo periodístico. 1982. Berlusconi adquiere la cadena de televisión Italia 1 al editor Edilio Rusconi. 1984. Berlusconi adquiere la cadena de televisión Rete 4 a Mondadori. Ya posee tres cadenas nacionales y puede competir directamente con la RAI. Pero tres jueces de Turín, Pescara y Roma cierran las instalaciones desde las que se transmite ilegalmente en "interconexión", es decir, simultáneamente en todo el territorio nacional. Craxi promulga un decreto urgente (el primer "decreto Berlsconi") para legalizar una situación ilegal. Promulga también otro decreto (el segundo "decreto Berlusconi") amenazando a los partidos aliados con convocar elecciones anticipadas si lo rechazan. En febrero del 85 se aprueba el decreto tras someterse el Gobierno a un voto de confianza. 1985. Berlusconi se divorcia de Carla Dell'Oglio y oficializa su relación con Veronica, que le dará otros dos hijos: Eleonora (1986) y Luigi (1988). Se casa en segundas nupcias por el rito civil en 1990, oficiando el alcalde socialista de Milán, Paolo Pillitteri, cuñado de Craxi. Como testigos, Bettino y Ana Craxi, Confalonieri y Gianni Letta. 1986. Berlusconi adquiere el club de fútbol Milan y se convierte en su presidente (en 1988 conquista su primera liga). Mientras tanto, fracasa la operación La Cinq en Francia, que cerrará definitivamente en el 90. Jacques Chirac lo echa de Francia definiéndolo como "vendedor de sopa". 1988. El Gobierno de De Mita hace pública la ley Mammì sobre el sistema radiotelevisivo. En la práctica consagra el duopolio RAI-Fininvest sin imponer al Cavaliere ningún límite antitrust. Berlusconi adquiere la Standa. Se aprueba en 1990. 1989-1991. Larga batalla entre Berlusconi y De Benedetti por el control de Modadori, primera editorial que controla diarios (La Repubblica y 13 periódicos locales), semanarios (Panorama, Espresso, Epoca) y el sector de libros. Gracias a una sentencia del juez Vittorio Metta, que el tribunal de Milán retendrá después mediante las influencias del abogado Previti, por cuenta de Berlusconi, Il Cavaliere le quita la Mondadori a su competidor. La intervención política posterior devolverá a De Benedetti La Repubblica, L'Espresso y los diarios locales. El resto se lo queda Berlusconi. 1990. El Parlamento promulga la ley Mammì en medio de la polémica: Berlusconi puede seguir poseyendo las televisiones (mientras tanto se ha introducido en el negocio de Telepiù) y el grupo Mondadori, viéndose obligado a "desprenderse" sólo de Il Giornale (que endosará en el 90 a su hermano Paolo). 1994. Berlusconi, huérfano de partidos amigos, desahuciados por el escándalo de Tangentópolis, se mete directamente en política, funda el partido Forza Italia, gana las elecciones del 27 de marzo al frente del Polo de las Libertades y se convierte en Primer Ministro. El 21 de noviembre se ve envuelto en la investigación sobre el tráfico de influencias en la policía fiscal. El 22 de diciembre se ve obligado a dimitir por la retirada de la confianza de la Liga Norte, que ya no comparte su política social, y busca una solución a su conflicto de intereses. 1996. Berlusconi, investigado mientras tanto hasta por cuestiones relacionadas con la Mafia, falseamiento de cuentas, fraude fiscal y, sobre todo, por el soborno del juez Previti, se presenta a las elecciones, aunque las pierde. Vence el candidato de centroizquierda (El Olivo), Romano Prodi. Pasará 5 años en la oposición, acosado por una serie de investigaciones y procesos que concluyen con diversas condenas en primer grado, que posteriormente se transforman en prescripciones y (más raramente) en absoluciones al apelar al tribunal de casación. 2001. El 15 de mayo vence en las elecciones al frente de la Casa de las Libertades y vuelve a presidir el Gobierno.
La vida y la carrera del empresario Silvio Berlusconi, a pesar de las biografías autorizadas que el protagonista a hecho publicar o que ha propiciado a lo largo de los años con fines auto-hagiográficos, sigue llena de agujeros negros y de preguntas sin respuesta. He aquí una pequeña reseña de las omisiones más inquietantes. 1) La Edilnord SA es la sociedad fundada en 1963 por Silvio Berlusconi para construir Milano 2. Socios comandatarios (los que realizan la operación), a parte del futuro Cavaliere, son el empresario Edoardo Piccitto y los constructores Pietro Canali, Enrico Botta y Giovani Botta. Los socios comandantes (los que financian la operación) son el banquero Carlo Rasini, propietario del banco del mismo nombre con sede en Via dei Mercanti en Milán, y el abogado Renzo Rezzonico, representante legal de una financiera de Lugano, la "Finanzierungesellschaft für Residenzen AG", que nunca conocerán a los auténticos propietarios. Se trata, con todo, de gente muy optimista que ha prestado un inmenso capital a Berlusconi, es decir, a un jovenzuelo de 27 años que hasta aquel momento no ha dado muestra alguna de ser un empresario destacable. 2) En cuanto al banco Rasini - donde trabajó su padre, Luigi Berlusconi durante toda su vida, desde simple empleado hasta director general - he aquí la respuesta que Michele Sidona (mafioso relacionado con la Cosa Nostra y blanqueador de dinero negro) ofreció al periodista norteamericano Nick Tosches, quien en 1985 le preguntaba por los bancos utilizados por la Mafia: "En Sicilia, a veces el Banco de Sicilia. En Milán, un pequeño banco de la plaza Mercanti". Esto es, el Rasini, donde Luigi Berlusconi, padre de Silvio, ha trabajado durante toda su vida hasta ascender a director general. Tienen cuenta corriente en el banco Rasini conocidos mafiosos y narcotraficantes sicilianos como Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, relacionados con Vittorio Mangano, el mafioso que se ocupó de la villa de Berlusconi entre 1973 y 1975. 3) El 29 de octubre de 1968 nace la Edilnord Centri Residenziali SA (una especie de Edilnord 2). En esta ocasión se encuentra como socia comandataria su prima Lidia Borsani, de 31 años. El capital lo aporta otra misteriosa financiera de Lugano, la "Aktiengesellschaft für Immobilienlagen in Resindenzentren AG" (Aktien), fundada por socios desconocidos apenas diez días antes del nacimiento de Edilnord 2. A partir de este momento, Berlusconi desaparece en la nada, oculto en una selva de siglas y testaferros. Sólo reaparecerá en 1975 para presidir la Italcantieri, y en 1979 como presidente de Fininvest. Mientras tanto, surgen decenas de sociedades en las que figuran nombres de familiares y testaferros controlados por una sociedad cuyos auténticos propietarios se desconocen. Como ha reconstruido Giuseppe Fiori en el libro "Il venditore" (Garzanti, Milán, 1994), Italcantieri nace en 1973 constituida por dos financieras: "Cofigen SA" de Lugano (relacionada con el financiero Tito Tettamanzi, próximo a la masonería y al Opus Dei) y "Eti A. G. Holding" de Chiasso (administrada por un financiero de extrema derecha, Ercole Doninelli, propietario de otra sociedad, la Fi. Mo, investigada varias veces por blanqueo de dinero nada menos que de los narcos colombianos). 4) En 1974 nace la Inmobiliaria San Martino, administrada por Marcello Dell'Utri y capitalizada por dos financieras pertenecientes al BNL: El Servizio Italia (dirigido por el piduista [miembro de la logia masónica P2] Gianfranco Graziadei) y la SAF (Sociedad Accionaria Financiera), representada por un testaferro checoslovaco, Frederick Pollack, nacido nada menos que en 1887). Con distintos títulos y con varios sistemas de testaferría, nace una miríada de sociedades relacionadas con Berlusconi y sus próximos: empezando por los 34 Holding Italiana que controla el grupo Fininvest. Según el dirigente del Banco de Italia, Francesco Giuffrida y el subinspector de la policía fiscal , Giuseppe Ciuro, asesores técnicos de la fiscalía de Palermo en el proceso contra Marcello Dell'Utri por colaborar con una asociación mafiosa, en estas financieras se han recibido entre 1978 y 1985 un mínimo de 113 mil millones (equivalentes a 502 mil millones de liras y 250 millones de euros actuales). Parte de ello nada menos que en líquido, y con cheques "enmascarados" de cuya procedencia "sigue sin saberse nada". La fiscalía de Palermo sostiene que se trata del dinero "invertido" en el Culebrón relacionado con el capo Stefano Bontate. La defensa aduce que se trata de una autofinanciación, si bien no explica de dónde procede todo aquel dinero en liquido. El propio asesor técnico de Berlusconi, el profesor Paolo Jovenitti, admite la "anomalía" y la incomprensibilidad de algunas de las operaciones de la época. 5) En 1973 Silvio Berlusconi adquiere a Annamaria Casati Stampa de Soncino, menor de edad, heredera de una egregia familia nobiliaria lombarda, huérfana desde 1970, la villa del siglo XVIII San Martino de Arcore, con importantes pinturas, jardín de un millón de metros cuadrados, pista de tenis, caballerizas, garajes, dos piscinas, cientos de hectáreas de terreno. La Casati está asistida por un tutor, el abogado Cesare previti, que es amigo de Berlusconi, hijo de uno de sus testaferros (su padre Umberto) y dirigente de una sociedad del grupo (la inmobiliaria Idra). Gracias a tan afortunada coincidencia, la fabulosa villa le cuesta unos 500 millones de la época: un precio irrisorio. Y además, no en dinero contante, sino en acciones de algunas sociedades inmobiliarias que no cotizaban en bolsa, de forma que, cuando la chica se muda a Brasil e intenta liquidar los títulos, se encuentra con que sólo tiene papel. En ese momento, Previti y Berlusconi se ofrecen a comprarle los títulos, pero a mitad de precio. Una sentencia del Tribunal de Roma en 2000 ha absuelto a los autores del libro "Los asuntos del presidente" en el cual se narraba la embarazosa transacción. 6) En 1973 Berlusconi, a través de Marcello Dell'Utri, contrata como administrador al conocido criminal palermitano, varias veces detenido y condenado, Vittorio Mangano; que abandonará la villa dos años más tarde, cuando se le haga sospechoso de haber organizado el secuestro de Luigi d'Angerio, príncipe de Sant'Agata, que acababa de abandonar la villa de Arcore tras cenar con Berlusconi, Dell'Utri y el mismo Mangano. Mangano será finalmente condenado por narcotráfico (en el macroproceso instruido por los jueces Falcone y Borsellino), y en 1998 encarcelado por homicidio y pertenencia a la mafia. 7) El 26 de enero de 1978 Silvio Berlusconi se afilia a la logia Propaganda 2 (P2), siendo presentado al gran maestro venerable Licio Gelli por un amigo periodista, Roberto Gervaso. Paga una cuota regular de inscripción (100.000 liras) y se registra con el carnet número 1816, código E.19.78, grupo 17, fascículo 0625. La participación en la asociación le proporcionará pingües beneficios de toda clase, desde la financiación de Servizio Italia de Graziadei a los créditos fáciles y sin justificar del Monte dei Pasch de Siena (a los cuales provee el piduista Giovanni Cresti), pasando por la colaboración con el "Corriere della Sera" dirigido por el piduista Franco Di Bella y controlado desde la Rizzoli por los piduistas Angelo Rizzoli, Bruno Tassan Din y Umberto Ortolani. 8) El 24 de octubre de 1979 Silvio Berlusconi recibe la visita de tres agentes de la policía fiscal en la sede de Edilnord Cantieri Residenziali. Se hace pasar por "una simple consulta rutinaria" relacionada "con el proyecto de Milano 2". En realidad, es el único propietario de la sociedad, atribuida al testaferro Umberto Previti. La policía cierra apresuradamente la investigación cuando se había encontrado más de una anomalía en las relaciones con los misteriosos socios suizos. Los tres agentes harán carrera. Se llaman Massimo Maria Berruti, Salvatore Gallo y Alberto Corrado. Berruti, jefe del grupo, abandonará la policía pocos meses después para comenzar a trabajar en Fininvest como abogado (sociedades del exterior, contratos de los futbolistas del Milán y tareas por el estilo). Detenido en 1985 por el escándalo Icomec (poco después absuelto), volverá a la cárcel en 1994 junto con Corrado por la intencionadamente fallida investigación de la policía fiscal, pero será elegido diputado por Forza Italia y condenado en primer y segundo grado a 8 meses de reclusión por prevaricación. Gallo se introducirá en la logia P2. 9) El 30 de mayo de 1983 la policía fiscal de Milán, que tiene controlados los teléfonos de Berlusconi a causa de una investigación sobre tráfico de drogas, redacta un informe en el que se lee: "Se ha comprobado que el Sr. Silvio Berlusconi financiaría un intenso tráfico de estupefacientes desde Sicilia tanto hacia Francia como hacia otras regiones de Italia (Lombardía y Lacio). El mencionado señor sería el centro de grandes especulaciones en la Costa Esmeralda sirviéndose de sociedades tapadera con sede en Vaduz y en cualquier caso, en el extranjero. Operativamente la sociedad en cuestión habría transferido amplios poderes a los profesionales de la zona". Durante ocho años la investigación, seguida inicialmente por el fiscal Giorgio Della Lucia (trasladado posteriormente al servicio de instrucción, imputado desde hace años de delitos de corrupción y cohecho junto con el financiero Filippo Alberto Rapisarda, antiguo socio de Marcello Dell'Utri), languidece, prácticamente caída en el olvido. Por fin, en 1991, la jueza milanesa Anna Cappelli dará el carpetazo definitivo. 10) El tercer y engorroso tropiezo de il Cavaliere con la Ley se produce el 16 de octubre de 1984. Tres jueces de primera instancia de Turín, Roma y Pescara, pretenden aplicar las normas que regulan la difusión televisiva que Il Cavaliere ha decidido trastocar, transmitiendo simultáneamente los mismos programas en todo el territorio nacional. Los tres magistrados hacen constar que está prohibido y bloquean las emisoras que permiten la actuación contra la ley. El Cavaliere desconecta sus emisoras y atribuye el apagón a los jueces, y después hace correr entre los teleadictos el eslogan "prohibido prohibir", oportunamente lanzado en el show del periodista piduista Maurizio Costanzo. El eslogan se convierte enseguida en una ley a cargo del entonces primer ministro, Bettino Craxi, el cual vuelve precipitadamente de Londres donde se encuentra en visita de Estado para promulgar un decreto ley ad personam ("decreto Berlusconi") que restablece inmediatamente las televisiones ilegales de su compadre. El escándalo alcanza tales proporciones que el gobierno pentapartito se convierte en una trifulca. Se acusa al decreto de anticonstitucionalidad. Dos de los tres jueces insisten en el secuestro de las instalaciones que se utilizan para cometidos que van más allá del ámbito local. De este modo, Craxi promulga un segundo decreto Berlusconi, amenazando a los partidos coaligados con el fantasma de una crisis de gobierno y elecciones anticipadas en caso de que el decreto no se convirtiera en ley. Procederá del mismo modo para legalizar el monopolio ilegal de Fininvest sobre la televisión comercial con la ley Mammì, llamada también "ley Polaroid" por la gran fidelidad con la que retrata el status quo.
TODOS LOS PROCESOS DE BERLUSCONI Mentiras en torno a la logia P2 (perjurio) El tribunal de apelación de Venecia declara en 1990 a Berlusconi culpable de haber cometido perjurio ante el tribunal de Verona a propósito de su pertenencia a la logia P2, pero el delito quedó salvado por la amnistía de 1989. Interrogado bajo juramento, Berlusconi había dicho: "No recuerdo la fecha exacta de mi inscripción en la logia P2, aunque recuerdo que fue poco antes del escándalo (…). Jamás he pagado cuota de inscripción, ni tampoco se me ha solicitado". Sin embargo, Berlusconi se había inscrito en la P2 en 1978 (cuando el escándalo tuvo lugar en 1981) y había pagado su cuota. De este modo, los jueces del tribunal de Venecia escriben: "El colegio determina que las declaraciones del imputado no se atienen a la verdad (…), desmentidas por los resultados de la comisión Anselmi y por las declaraciones efectuadas por el propio imputado ante el juez de instrucción de Milán, que no han sido impugnadas (…). De lo que se sigue que Berlusconi ha declarado en falsedad", ha realizado "declaraciones falsas" y "ha traspasado completamente los términos objetivos y subjetivos del delito de perjurio". Sin embargo "el imputado queda absuelto beneficiándose de la amnistía". Soborno a la policía fiscal (corrupción) 1ª instancia: Condena a 2 años y 9 meses por los cuatro sobornos comprobados (sin atenuantes). Apelación: prescripción de tres casos de cohecho (gracias a atenuantes genéricas), absolución sin unanimidad (coma II art. 530 c.p.p.) en el cuarto. En la sentencia se lee: "El juicio de inculpación al acusado se apoya sobre múltiples indicios ciertos, unívocos, precisos y concordantes, por lo que están dotados de relevante fuerza persuasiva hasta el punto de alcanzar valor probatorio". Casación: absolución. La sentencia hace sendas referencias a la clásica falta de pruebas. La casación no puede entrar a hacer valoraciones ni anular la sentencia previa con una fórmula ambigua: debe dar un veredicto firme (confirmar o anular). Pero en la sentencia los jueces de la sección VIª citan explícitamente el artículo 530 cpv, donde cpv significa "capoverso"(párrafo) esto es, coma 2 ("prueba contradictoria o insuficiente"). A doce líneas del final, para evitar equívocos, los jueces han querido ser aún más claros. Se puede leer: "Teniendo en cuenta todo lo observado sobre la insuficiencia probatoria, en lo que se refiere a Berlusconi, del material que constituye indicio utilizado por el Tribunal de apelación…". All Iberian 1 (financiación ilegal de partidos políticos) 1ª instancia: condena a 2 años y 4 meses por los 21.000 millones transferidos en el exterior, a través de All Iberian, a Bettino Craxi. Apelación: El acusado se beneficia de la prescripción, pero "ninguno de los imputados da señas de ser inocente". Casación: se confirma la prescripción, limitándose la condena al pago de las costas del juicio. En la sentencia definitiva puede leerse entre otras cosas: "las operaciones empresariales y financieras que tienen por fin la financiación desde la cuenta de All Iberian a la cuenta de tránsito de Northern Holding (Craxi) fueron realizadas en Italia desde la dirección del grupo Fininvest Spa, con la destacada participación de Berlusconi en tanto que propietario y presidente (…) El imputado no parece ser ajeno al proceso". All Iberian 2 (falseamiento de cuentas) Proceso suspendido a la espera de que se pronuncien el Alto Tribunal de Justicia Europeo y el Tribunal Constitucional de Italia sobre la legalidad de las nuevas normas en materia de delitos de empresa aprobados por el gobierno de Berlusconi. Si los tribunales rechazan los alegatos presentados contra dichas leyes, el delito habrá prescrito. Medusa Cinema (falseamiento de cuentas) 1ª instancia: condena a 1 año y 4 meses (10 mil millones de fondos de dinero negro que, gracias a la compraventa, aparecen en una serie de libretas al portador de Silvio Berlusconi). Apelación: absolución con fórmula dubitativa (coma 2 art. 530). Berlusconi, según el colegio, es tan rico que podría incluso no haberse dado cuenta de que en el curso de la compraventa su colaborador, Carlo Bernasconi (condenado) le había ingresado 10 mil millones de liras en dinero negro. Escriben los jueces: "la gran cantidad de libretas relacionadas con la familia Berlusconi y las considerables proporciones del patrimonio de Berlusconi hacen pensar que no era posible tener conocimiento tanto del incremento como, sobre todo, del origen del mismo". Casación: se confirma la sentencia de apelación. Terrenos de Macherio (apropiación indebida, fraude fiscal, falseamiento de cuentas) 1ª instancia: absolución de la apropiación indebida y del fraude fiscal (por 440 mil millones de liras pagadas en dinero negro al expropietario de los terrenos que circundan a la villa de Macherio, donde vive su mujer Verónica y los tres hijos del segundo matrimonio), prescripción del falseamiento de cuentas de sendas sociedades en las cuales "sin duda ha participado Berlusconi". Apelación: confirmada la absolución de las dos primeras acusaciones. Absolución asimismo del primero de los dos delitos de falseamiento de cuentas, mientras el segundo permanece, si bien queda cubierto por la amnistía. Casación: en curso. Caso Lentini (falseamiento de cuentas) 1ª instancia: el delito (10 mil millones en dinero negro ingresado al club de fútbol de Turín con ocasión del fichaje del jugador Luigi Lentini) queda declarado prescrito gracias a la nueva ley sobre falseamiento de cuentas. Apelación: en trámites. Consolidación del grupo Fininvest (falseamiento de cuentas) El juez Fabio Paparella ha declarado prescrito, basándose en la nueva ley sobre falseamiento de cuentas, el billón y medio de liras de los presuntos fondos en dinero negro del grupo Berlusconi en 64 satélites de la galaxia All Iberian (compartimento B de la Fininvest). El diputado Francesco Greco ha presentado un recurso de casación porque la falta de firmeza de la audiencia preliminar le ha impedido elevar el caso al Tribunal Constitucional, así como denunciar la incompatibilidad con las directivas comunitarias de las nuevas normas sobre delitos de empresa y con el tratado de la OCSE. Lodo Mondadori (cohecho) Gracias a los atenuantes genéricos el delito (que en primer grado supuso la condena de Cesare Previti) se declara prescrito por parte del Tribunal de Apelación de Milán y del Tribunal de Casación. En las resoluciones de la casación se puede leer entre otras cosas: "el relieve dado [para conceder los atenuantes genéricos] a las actuales condiciones de vida social e individual del sujeto [Berlusconi se ha convertido en primer ministro], valorado como decisivo por el Tribunal, no parece incongruente". Sme-Ariosto (cohecho) A causa de los constantes "impedimentos institucionales" suscitados por Berlusconi y los consiguientes reenvíos a las audiencias, la posición del primer ministro queda eliminada del proceso principal. Se ha creado un proceso paralelo que, sin embargo, Berlusconi ha suspendido hasta la conclusión de su mandato (o sine die, en caso de ser reelegido o de ocupar otros cargos institucionales) haciendo aprobar en tiempo récord el Lodo Maccanico, justo el día antes de cumplirse el plazo y, 40 meses antes del comienzo del debate. Sme-Ariosto (falseamiento de cuentas) Tras la entrada en vigor de la nueva normativa sobre el derecho de empresa, la imputación contra Berlusconi por dinero entregado a algunos jueces queda eliminada. El proceso se detiene a la espera de que el Alto Tribunal de Justicia europeo se pronuncie sobre la conformidad entre la nueva legislación y las normativas comunitarias. Pero aún en caso de pronunciarse positivamente, quedará bloqueado por el Lodo Maccanico. Como todos los demás procesos que siguen abiertos contra Berlusconi. Derechos televisivos (falseamiento de cuentas -?- y fraude fiscal) Indagaciones preliminares en curso en la fiscalía de Milán (fiscal Alfredo Robledo y Fabio De Pasquale) contra numerosos managers del grupo, más el presidente de Mediaset, Fedele Confalonieri y el implicado Silvio Berlusconi, el cual -según la hipótesis acusatoria- habría continuado incluso tras su ingreso en política en el 94 ejerciendo de hecho el papel de dueño y señor. Motivo de la investigación: una serie de operaciones financieras de adquisición de derechos cinematográficos y televisivos a grandes emporios norteamericanos con vertiginosos pasos de una sociedad exterior a otra del grupo de Berlusconi, con el resultado de elevar artificialmente el precio de los bienes comprados y vendidos, beneficiándose de la reducción fiscal prevista en la ley Tremonti, aprobada en el primer gobierno del mismo Berlusconi para desgravar los beneficios que se reinvierten en empresas. Un presunto fraude que los magistrados estiman en unos 180 millones de euros en 1994. Telecinco (violación de la ley antitrust y fraude fiscal en España) El juez anticorrupción de Madrid, Baltasar Garzón Real, tras solicitar en 2001 al gobierno italiano procesar a Berlusconi o, al menos levantarle la inmunidad para poder juzgarlo en España, no ha recibido todavía ninguna respuesta. Por ello, el fiscal anticorrupción Carlos Castresana, en mayo de 2002, ha pedido a Garzón que vuelva a insistir ante las autoridades italianas. Se acusa a Berlusconi en España (junto con Marcello Dell'Utri y otros dirigentes del grupo Fininvest) de haberse hecho con el poder casi absoluto de la cadena Telecinco a través de una serie de testaferros y de operaciones financieras ilegales, siendo dicho dominio contrario a las leyes antitrust españolas, en los años que los que el límite máximo era el 25 % del total de las acciones. Mafia (colaboración exterior con asociación mafiosa y blanqueo de dinero negro) Investigación archivada en Palermo a petición de la fiscalía por vencimiento del plazo establecido para investigar. Atentados de 1992 y 1993 (participación en atentados) La investigación del fiscal de Florencia y Caltanissetta sobre una presunta promoción de los atentados de 1992 (Falcone y Borsellino) y de 1993 (Milán, Florencia y Roma) ha sido sobreseída por vencimiento de los plazos para investigar. Sin embargo, el 14 de noviembre de 1998, el gip Giuseppe Soresina ha declaró en Florencia que Berlusconi y Marcello Dell'Utri habían "mantenido relaciones más que esporádicas con los sujetos criminales a los cuales se puede atribuir el plan de atentados realizados. Esto es, con el clan de Corleone que desde hace veinte años dirige la Cosa Nostra, con cientos de homicidios y una media docena de grandes atenados. El juez florentino añade que "existe una coincidencia objetiva de los intereses políticos de la Cosa Nostra con algunas conocidas líneas programáticas de la nueva formación [Forza Italia]: artículo 41 bis, legislación sobre los colaboradores de la justicia, recuperación de las garantías procesuales decididamente abandonadas por la legislación de los primeros años 90". Más adelante añade que, en el curso de la instrucción, "la hipótesis inicial [de la implicación de Belusconi y Dell'Utri en los atentados] se mantiene e incluso se ve plausiblemente reforzada". Pero, por desgracia, ha prescrito "el plazo máximo concedido a la instrucción preliminar" sin poder recoger más información. El juez de Caltanisseta, Giovani Battista Tona ha escrito: "las actas demuestran claramente el posible contacto entre personas pertenecientes a la Cosa Nostra y representantes o grupos empresariales controlados de algún modo por los investigados [Berlusconi y Dell'Utri]. Esto legitima la hipótesis de que, teniendo en cuenta la fama de Berlusconi y Dell'Utri, puedan ser considerados por los miembros d ela organización como nuevos interlocutores". Pero "la fragilidad de las pruebas impone el sobreseimiento". Queda por último la sentencia del Tribunal de Apelación de Asís que el 23 de junio de 2001 condenaba a 37 capos mafiosos por el atentado de Capaci: en el capítulo titulado explícitamente "Los contactos entre Salvatore Riina y los Hon. Dell'Utri y Berlusconi", puede leerse que queda demostrado que la mafia estableció con ambos "una relación fructífera al menos en el terreno económico". Tan fructífero que más tarde, en 1992, "el proyecto político de la Cosa Nostra de cara a las instituciones intentaba establecer nuevos equilibrios y nuevas alianzas con nuevos referentes en política y economía". Esto es, para "aprovechar la negociación con el estado para introducir un cambio político que, mediante nuevas relaciones, garantizase como antes la complicidad de la que la Cosa Nostra se beneficiaba".
TODO LO QUE PIENSO SOBRE BERLUSCONI Por Umberto Bossi, Ministro de Reformas Institucionales del gobierno de Berlusconi Silvio Berlusconi era el monaguillo de Bettino Craxi. Es una ladilla del antiguo régimen. Es el mejor reciclador de residuos del pentapartido. Mientras la Liga derribaba al régimen, él andaba en el Molino Blanco, con peluquín y cirugía plástica. Es un bote vacío. ¿No le habéis visto hoy, todo endomingado, entre nubes azules? Berlusconi está quemado- Es un pobre paria, un traidor del Norte, un mezquino al servicio del Olivo, que sigue a las tropas al toque de trompeta del sargento D'Alema. Tengo buena memoria. Pero ¿quién es Berlusconi? Su Polo está muerto y enterrado, y la Liga no está con los muertos. El pacto Liga-Forza Italia se lo ha inventado él, el pobre. El partido de Berlusconi, neo-CAF, jamás firmará pactos con la Liga. Él es la carne y la Liga el triturador. Berlusconi tiene las mismas características que los dictadores. Es un Kaisser de pacotilla. Un pequeño tirano, el bufón de la política. Un Perón cualquiera. Aún peor que Pinochet. Tiene algo de fascistoide, de mafioso. El piduista es una zorra hambrienta dispuesta a asaltarme el gallinero. Berlusconi es el hombre de la mafia. Es un palermitano que habla meneghino, un palermitano nacido en tierra equivocada, enviado para robar al Norte. Fininvest nació desde la Cosa Nostra. Hay unas cuantas diferencias entre Berlusconi y nosotros: para empezar, él es un mafioso. El problema está en que en el Norte la gente está dividida entre los que lo saben y los que todavía no. Pero el Norte lo pillará. Que nos cuente: ¿De dónde proceden sus fondos? ¿De los que financian a la mafia? Hay centenares de miles de jóvenes del Norte que han muerto a causa de la droga. A mí me explicó personalmente que el dinero lo había sacado de la Banca Rassini, fundada por un tal Giuseppe Azzaretto, de Palermo, que consiguió quedarse finalmente con todo el tinglado. En ese banco trabajaba asimismo el padre de Silvio, y tenían cuenta abierta conocidos miembros de la Cosa Nostra. Tenemos que conocer sus raíces, su historia. Gelli hizo un proyecto de Italia, y ahí tenemos al bueno de Berlusconi en la P2. Después vinieron los holdings. ¿Cómo van a poder los jueces cumplir con su cometido y ver de donde proceden aquellos cuartos, si sabemos que la mafia junta esos cuartos con la droga y que la droga ha matado en el Norte a decenas de miles de jóvenes que ahora claman bajo tierra? Si quiere saber cuál es la historia de la caída de su gobierno, que venga, que yo se la explico: soy yo el que ha echado al partido del mafioso. Se dedicaba a comprar a los miembros de nuestro partido, y yo lo he derribado. Este mal mafioso gana dinero con la heroína y la cocaína. El mafioso de Arcore quiere traer al Norte el fascismo y el meridionalismo. No hay que quedarse corto: propongo que una comisión investigue el enriquecimiento de Berlusconi. En Forza Italia hay demasiados cruces entre política, omertà y fenómenos de reciclaje. El hombre de la Cosa Nostra, con Fininvest, tiene unos 38 holding, 16 de ellos ocultos. Fueron creados por un banco de Palermo en Milán, el banco Rasini, el banco de la Cosa Nostra en Milán. Forza Italia fue creada por Marcello Dell'Utri. Fijaos en que los intereses reales no suelen aparecer. En la televisión aparecen rostros amables que te lo cuentan a su modo. Pero fijaos en que la mafia no tiene límites. La mafia, los intereses de la mafia, son la droga, y la droga ha matado a miles y miles de jóvenes, sobre todo en el Norte. Palermo tiene las televisiones en su mano, de forma que entra en las casas de los valientes y atolondrados ciudadanos del Norte. Berlusconi ha hecho con las televisiones lo que le ha dado la gana, gracias a la ley Mammì. Hay fortunas que son vergonzosas porque proceden de decenas de miles de muertos. No es verdad eso de que "pecunia non olet". Hay dinero bueno que huele a sudor, y dinero que huele a mafia. Si no existiera ese poder, el Polo se desharía en pocas horas. ¿Volver a ver a Berlusconi a Arcore? Lo excluyo: no más acuerdos con el Polo. Hace tres años quisieron echarnos el maleficio. El mago Berlusconi dice: "el que se sale del círculo mágico, esto es, de mi gobierno, muere". Nosotros nos salimos y le devolvimos el hechizo al mago. No hay truco que valga para hacernos entrar de nuevo en el círculo del berlusconismo. Con esta gente no hay más acuerdos políticos: es un partido en el que milita Marcello Dell'Utri, investigado por mafioso. "Padania" pregunta a Berlusconi si es mafioso. Pero se contenta con poca respuesta. Hay que ir a fondo con esas carroñas relacionadas con Craxi. Yo con Berlusconi voy a ser un guardián. La democracia atraviesa una situación peligrosa; si el tramposo llega al Palacio Chigi, vence un partido inexistente, vence un hombre solo, el Tecnócrata, el Autócrata. Yo digo lo que pienso, él hace lo que le da dinero. Trata al Estado como si fuera una empresa que cotiza en bolsa. Pero ¿quién se cree que es? ¿Nembo Kid? Pero ¿les parece posible que alguien que posee 140 haciendas pueda servir a los intereses de los ciudadanos? Cuando llore, reíd. Significará que todo va bien, que aún no habrá conseguido meter las manos en la caja fuerte. Berlusconi, Berluscosa, Berluskaz, Berluskaiser, tiene que meterse en la cabeza que he hecho un pacto de sangre: he jurado que haré todo lo posible por el cambio. Y no hay villa, ni regalo, ni compadreo que me haga cambiar de dirección. Berluscoso tiene que saber que en nuestra tierra la gente está dispuesta a darle una patada en el culo: en dos segundos va a tener que escaparse de noche. Cuando vean que les ha estafado, los del Norte van a empaquetarlo en sus hermosas villas con sus céspedes a la inglesa, y lo arrojarán todo junto al Lambro. Berlusconi, como primer ministro, ha sido un drama. Cuando la democracia está en juego, a alguien podría ocurrírsele hacerle saltar el hechizo de los repetidores. Porque con las televisiones lava el cerebro a la gente, con el viejo truco del vendedor de detergente. Sus televisiones están contra la constitución. Hay que quitárselas. Nos encontramos en una situación de inconstitucionalidad gravísima, digna de Sudamérica. Un hombre ha obtenido del Estado la concesión de frecuencias de TV para condicionar a la gente y orientar su voto. Esto no pasa en ninguna parte del mundo. Ya es hora de poner fin a esta vergüenza. Si lo vota se queda sin protección. Si cae Berlusconi, cae todo el Polo, y la Liga conquista todo el Norte. Pero no lo harán caer, porque aunque sea un hijo de mala madre, es su hijo de mala madre, y por ello lo mantendrán en alto. Pero el pobrecillo de Arcore sabe que el timo de Forza Italia y del Polo, el partido de los americanos, le va a salir mal. Un masón, un piduista como el arcorista siempre será un problema de "cosa suya" o "cosa nostra". Pero permanece atento, Berlusconi: ni la mafia, ni la P2, ni América conseguirán destruir nuestra sociedad. Y al final, tendrá su rinconcito en el Infierno, porque lo suyo no se lo aceptan en el Purgatorio. Porque es Berlusconi el que tiene que desaparecer de la circulación, y no la Liga. No somos nosotros los que luchamos contra Berlusconi: es la Historia la que lucha con él. (Las frases de este texto fueron pronunciadas literalmente por Umberto Bossi entre 1994 y 1999, esto es, durante las tensiones del primer gobierno de Berlusconi, tras la ruptura entre Bossi y Berlusconi en diciembre de 1994, y antes de su reconciliación a finales de 1999. Las fechas exactas de las declaraciones, extraídas de periódicos y agencias de prensa, son las siguientes: 1, 7, 9, 10, 13 de marzo de 1994; 5 de abril de 1994; 4, 11, 23, 31 de mayo de 1994; 1, 12, 17 de junio de 1994; 29 de julio de 1994; 6, 8, 13 de agosto de 1994; 1 de septiembre de 1994; 6, 20, 23, de diciembre de 1994; 14 de enero de 1995; 22 de marzo de 1995; 13 de abril de 1995; 10 de junio de 1995; 29 de julio de 1995; 25 de enero de 1996; 14, 19, 25 de agosto de 1997; 18 de junio de 1998; 22 de julio de 1998; 13 de septiembre de 1998; 27 de octubre de 1998; 24 de febrero de 1999; 13 de abril de 1999; 10 de septiembre de 1999; 19 de octubre de 1999)
BERLUSCONIS LEBEN. EINE CHRONOLOGIE 1936. Er wird am 29. September in Mailand geboren, als erstes von drei Kindern (zwei Knaben und ein Mädchen) von Luigi Berlusconi, Angestellter der Bank Rasini, und Rosa Bossi, Hausfrau. 1954. Er besteht die klassische Maturität am salesianischen Gymnasium Kopernikus und immatrikuliert sich an Rechtsfakultät der staatlichen Universität. In der Freizeit verkauft er elektrische Bürsten von Tür zu Tür, jobbt als Photograph aus Hochzeiten und Beerdigungen, spielt Bass und singt in der Band seines Jugendfreundes Fedele Confalonieri (auch auf Kreuzschiffen). 1957. Erste unregelmässige Arbeit bei der Immobiliare Costruzioni. 1961. Er schliesst in Mailand sein Jus-Studium mit der Höchstnote 110 cum laude und einer Abschlussarbeit über die juristischen Aspekte des Werbevertrags ab und gewinnt ein Stipendium über 2 Millionen Lire, das als Preis der Firma Manzoni ausgesetzt ist. Man weiss nicht wie, doch er umgeht den Militärdienst. Er engagiert sich im Bauwesen und erwirbt ein Grundstück in der Via Alciati, dank der Garantie des Bankiers Carlo Rasini, der ihm auch einen Teilhaber besorgt, den Bauherrn Pietro Canali. Es entsteht die Baufirma Cantieri Riuniti Milanesi. 1963. Er gründet die Edilnord Sas mit den Gesellschaftern Carlo Rasini und dem Schweizer Geschäftsmann Carlo Rezzonico (der für die mysteriöse luganesische Finanzierungsgesellschaft Für Residenzen AG). 1964 beginnen die Bauarbeiten in Brughiero, um eine Modellstadt mit viertausend Einwohnern zu errichten. 1965 ist der erste Wohnblock gebaut, von dem Berlusconi aber keine einzige Wohnung verkaufen kann. Dann - man weiss nicht wie - gelingt es ihm, ihn dem kaufmännischen Vorsorgefond zu verkaufen. 1965. Er heiratet Carla Elvira Dall'Oglio aus Genua, die ihm zwei Söhne schenken wird: Maria Elvira (1966) und Piersilvio (1969). 1968. Es entsteht Edilnord 2; er erwirbt Grundstücke in der Gemeinde von Segrate, wo Milano 2 gebaut wird. 1969. Brugherio ist fertig, mit 1000 verkauften Wohnungen. 1973. Er gründet die Italcantieri Srl, mithilfe zweier anderer mysteriöser Tessiner Treuhandgesellschaften, der Cofigen (verbunden mit dem Financier Tito Tettamanti) und der Eti AG Holding (verwaltet vom Financier Ercole Doninelli). Er erwirbt in Arcore dank der Vermittlung seines Freundes Cesare Previti die Villa Casati Stampa mit allen zugehörigen Grundstücken zu einem sehr güstigen Preis. Previti ist Vormund der einzigen Erbin der Casati Stampa, der zwölfjährigen Komtesse Annamaria, und zugleich Freund von Silvio, mit dem er geschäftlich verbunden ist. 1974. Dank zwei Treuhandgesellschaften der Banca Nazionale del Lavoro, der Servizio Italia und der Saf entsteht die Immobiliengesellschaft San Martino, die von einem früheren Kommilitonen geführt wird, dem Palermitaner Marcello Dell'Utri. In einem Wohnblock von Milano 2 entsteht ein Kabelfernsehen, Telemilano 58, das schon bald zu einem Antennen-Fernsehen mit dem Namen Canale 5 wird. Berlusconi zieht mit der Familie in die Villa Casati, begleitet vom Mafia-Boss Vittorio Mangano aus Sizilien, der von Dell'Utri als Gutsverwalter angestellt wird. Mangano wird Arcore erst eineinhalb Jahre später verlassen, in Folge zweier Festnahmen und einer Untersuchung wegen der Entführung Freundes von Berlusconi, der in der Villa zu Gast war. 1975. Die beiden Treuhandgesellschaften rufen die Fininvest ins Leben. Es entstehen auch Edilnord und Milano 2. Doch Berlusconi taucht nie auf: verdeckt und abgeschirmt durch eine Unzahl von Strohmännern von 1968 bis 1975, als er Präsident von Italcantieri wird, beziehungsweise bis 1979, als er Präsident von Fininvest wird. 1977. Kurz nachdem er zum Cavaliere del Lavori geworden ist, erwirbt er einen Anteil des Verlags der Zeitung Il Giornale, die 1974 von Indro Montanelli gegründet wurde. 1978-1983. Er erhält circa 500 Milliarden Lire (nach heutigem Wert), davon mindestens 50 Milliarden bar, die er den 24 (und später 37) Italia-Holdings zuführt, welche die Fininvest bilden. Von diesen Geldern kennt man bis heute die Herkunft nicht. Es sind die Jahre des Aufstiegs von Bettino Craxi - ab 1976 Sekretär des Partito socialista italiano - an die Macht und in die Regierung. 1978. Er tritt der geheimen Freimaurer-Loge Propaganda 2 (P2) des verehrten Meisters Licio Gelli bei, dem er durch den Journalisten Roberto Gervaso vorgestellt wird. Ausweisnummer 1816. Von da an beginnt er unverhältnismässig hohe Kredite von der Monte dei Paschi und der Bnl zu erhalten (zwei Banken mit einigen Schlüsselmännern, die in der P2 sind). Und er beginnt in Form von Kommentaren über Wirtschaftspolitik mit dem Corriere della Sera zusammenzuarbeiten, der vermittels Angelo Rizzoli und Bruno Tassan Din durch die P2 kontrolliert wird. Die P2 wird dann wegen umstürzlerischer Tendenzen aufgelöst, mit einer Verfügung der Regierung Spadolini. 1980. Berlusconi gründet mit Marcello Dell'Utri Publitalia 80, eine Werbefirma für das Fernsehnetz. Er lernt die Schauspielerin Veronica Lario mit bürgerlichem Namen Miriam Bartolini kennen, die in einem Stück im Mailänder Theater Manzoni nackt spielt. Er verliebt sich in sie und versteckt sie drei Jahre lang in einem geheimen Flügel des Fininvest-Sitzes in der Via Rovani in Mailand. Dann wird sie schwanger und gebiert, immer noch unter grösster Geheimhaltung, in der Schweiz eine Tochter mit Namen Barbara. Berlusoni anerkennt sie. Taufpate ist Bettino Craxi. 1981. Bei Ermittlungen über die Händel des Bankrotteurs und P2-Mitglieds Michele Sindona stossen die Mailänder Richter Gherardo Colombo und Giuliano Turone auf Listen der P2-Mitglieder. Doch Berlusconi erleidet durch den Skandal, der die Regierung, das Militär, die Geheimdienste und die Welt des Journalismus umwälzt, keinen Schaden. 1982. Berlusconi kauft den Fernsehsender Italia 1 vom Verleger Edilio Rusconi. 1984. Berlusconi kauft von der Mondadori den Sender Rete 4: Mittlerweile ist er im Besitz von drei nationalen TV-Netzen und stellt eine Konkurrenz für die Rai dar. Doch drei Richter von Turin, Pescara und Rom beschlagnahmen die technische Ausrüstung, welche die gleichzeitige - und als solche illegale - Ausstrahlung derselben Programme im ganzen Land gestatten. Craxi erlässt eine dringende Verfügung (das erste "Dekret Berlusconi"), um die illegale Situation zu legalisieren. Doch die Verfügung wird nicht in ein Gesetz umgewandelt, weil sie nicht verfassungsmässig ist. Craxi erlässt eine weitere Verfügung (das zweite "Dekret Berlusconi") und droht den verbündeten Parteien damit, im Falle einer weiteren Ablehnung des Dekrets vorgezogene Wahlen durchzuführen. Und im Februar 1985 wird das Dekret angenommen, nachdem die Regierung einen Vertrauensantrag gestellt hat. 1985. Berlusconi lässt sich von Carla Dell'Oglio scheiden und macht das Verhältnis mit Veronica publik, die ihm zwei weitere Kinder schenken wird: Eleonora (1986) und Luigi (1988). Die zweite Hochzeit vor dem Standesamt wird 1990 gefeiert, Offiziant ist der sozialistische Bürgermeister von Mailand Paolo Pillitteri, Schwager von Craxi. Trauzeugen sind Bettino und Anna Craxi, Confalonieri und Gianna Letta. 1986. Berlusconi kauft den AC Milan und wird Präsident des Fussballklubs, mit dem er 1988 erstmals die Meisterschaft gewinnt. In der Zwischenzeit scheitert die Operation La Cinq in Frankreich, welche die Tore 1990 endgültig schliessen wird. Es ist Jacques Chirac, der ihn vom französischen Boden verjagt, indem er ihn einen "Suppen-Verkäufer" nennt. 1988. Die Regierung De Mita verkündet das Gesetz Mammì über das Radio- und Fernsehsystem, das im Grunde das Duopol Rai-Fininvest sanktioniert, ohne vom Cavaliere eine Beschränkung seines Medien-Monopols zu verlangen. Berlusconi erwirbt die Kaufhauskette La Standa. Das Gesetz wird 1990 ratifiziert. 1989-1991. Langer Kampf zwischen Berlusconi und Carlo De Benedetti um die Kontrolle von Mondadori, dem grössten Verlagshaus, das über Tageszeitungen (La Repubblica und 13 regionale Zeitungen), Wochenzeitschriften (Panorama, Espresso, Epoca) und einen Buchverlag verfügt. Dank eines Urteils des Richters Vittorio Metta, von dem das Mailänder Gericht später behaupten wird, es sei mit Schmiergeldern des Anwaltes Previti zugunsten von Berlusconi erkauft worden, schnappt Berlusconi das Verlagshaus seinem Konkurrenten weg. Eine darauf folgende politische Vermittlung wird zumindest zur Rückgabe von La Repubblica, Espresso und den Lokalzeitungen an De Benedetti führen. Der ganze Rest bleibt in Berlusconis Besitz. 1990. Das Parlament ratifiziert trotz heftiger Polemik das Gestz Mammì: Berlusconi kann die Fernsehsender (in der Zwischenzeit ist er mit Telepiù ins Geschäft gekommen) und Mondadori behalten und muss sich allein von Il Giornale trennen (das er 1990 seinem Bruder 1990 überschreibt). 1994. Berlusconi, der sich nicht mehr auf die ihm wohlgesinnten Parteien verlassen kann, weil sie in den Skandal der Schmiergeld-Skandal tangentonopli verwickelt sind, geht in die Politik, gründet die Partei Forza Italia, gewinnt an der Spitze der Koalition Polo delle libertà die politischen Wahlen vom 27. März und wird Ministerpräsident. Am 21. November wird er in die Untersuchung über Schmiergelder an die Finanzpolizei verwickelt. Am 22. Dezember ist er gezwungen zurückzutreten, wegen eines Misstrauensantrags der Lega Nord, die seine Sozialpolitik nicht mehr teilt und auf eine Lösung des Interessenkonflikts drängt. 1996. Berlusconi, gegen den in der Zwischenzeit auch wegen Mafia-Geschichten, Bilanzfälschung, Steuerbetrug und vor allem wegen Richterbestechung (zusammen mit Previti) ermittelt wird, stellt sich zur Wiederwahl, verliert jedoch. Es gewinnt der Kandidat des Mitte-Links-Bündnisses Ulivo, Romano Prodi. Er verbringt fünf Jahre in der Opposition, in Tuchfühlung mit einer Reihe von gerichtlichen Untersuchungen und Prozessen, die mit verschiedenen Verurteilungen ersten Grades enden, aus denen jedoch entweder Verjährung oder, seltener, Freisprüche durch das Berufungsgericht und den Kassationshof werden. 2001. Am 15. Mai gewinnt er an der Spitze der Koalition Casa delle Libertà die Wahlen und wird wieder Ministerpräsident.
BERLUSCONI UND SEINE GEHEIMNISSE Leben und Karriere des Unternehmers Silvio Berlusconi bleiben trotz der autorisierten Biographien, zu denen er im Lauf der Jahre mit autohagiographischem Zweck anregte, voller dunkler Löcher und ungeklärten Fragen. Es folgt ein kleines Nachwort mit den beunruhigendsten Auslassungen. 1) Die Edilnord Sas ist die von Silvio Berlusconi 1963 gegründete Gesellschaft, um Milano 2 zu bauen. Mit ihrem Vermögen haftende Gesellschafter sind neben dem zukünftigen Cavaliere der Geschäftsmann Edoardo Piccitto und die Bauherren Pietro Canali, Enrico Botta und Giovanni Botta. Mit ihrem finanziellen Einsatz haftende Gesellschafter sind der Bankier Carlo Rasini, Inhaber der gleichnamigen Bank mit Sitz in der Via dei Mercanti in Mailand, und der Geschäftsanwalt Renzo Rezzonico, rechtmässiger Vertreter einer Finanzierungsgesellschaft von Lugano: der Finanzierungsgesellschaft für Residenzen AG, von der niemand je die wahren Besitzer kennen wird. Es handelt sich jedenfalls um sehr optimistische Leute, insofern sie Berlusconi enorme Gelder anvertrauen, damals ein Jüngling von 27 Jahren, der bis zu jenem Zeitpunkt noch keinen Beweis seines unternehmerischen Könnens gegeben hat. 2) Über die Bank Rasini, wo der Vater Luigi Berlusconi sein ganzes Leben lang arbeitet und vom einfachen Angestellten bis zum Generaldirektor aufsteigt, sagt Michele Sandona (mit der Cosa Nostra verbundener Bankrotteur der P2 und Geldwäscher für die Mafia) dem amerikanischen Journalisten Nick Tosches, der ihn 1985 fragt, welches die von der Mafia benutzten Banken sind: "Auf Sizilien ist es manchmal die Banca di Sicilia. In Mailand ist es eine kleine Bank in der Piazza Mercanti." Die Rede ist von der Bank Rasini, wo Berlusconis Vater sein ganzes Leben lang gearbeitet hat. In dieser Bank haben bekannte sizilianische Mafiosi und Rauschgifthändler wie Antonio Virglio, Salvatore Enea und Luigi Monti ihre Konten, wobei Monti mit Vittorio Mangano verbunden ist, dem Mafioso, der als Gutsverwalter von 1973 bis 1975 in Berlusconis Villa in Arcore arbeitet. 3) Am 29. Oktober 1968 entsteht die Edilnord Centri Residenziali Sas (eine Art Edilnord 2): Diesmal ist es Berlusconis 31-jährige Cousine Lidia Borsani, die seine Stelle als Gesellschafter einnimmt. Und die Gelder liefert eine andere mysteriöse Finanzierungsgesellschaft von Lugano, die Aktiengesellschaft für Immobilienanlagen in Residenzzentren AG, die bloss zehn Tage vor der Entstehung von Edilnord 2 von mysteriösen Gesellschaftern gegründet wird. Berlusconi verschwindet von diesem Moment an von der Bildfläche, verdeckt durch einen undurchdringlichen Wald von Strohmännern. Er wird erst 1975 wieder auftauchen, um der Italcantieri vorzustehen, und 1979 als Präsident der Fininvest. In der Zwischenzeit entstehen Dutzende von Gesellschaften, die auf die Namen von Verwandte und Statisten lauten und von Gesellschaften kontrolliert werden, deren wahre Inhaber unbekannt sind. Wie Giuseppe Fiori in seinem Buch "Il venditore" (Der Verkäufer), 1994 bei Garzanti erschienen, zeigt, entsteht Italcantieri 1973 und besteht aus zwei Tessiner Finanzierungsgesellschaften: der Cofigen SA von Lugano (die mit dem Financier Tito Tettamanzi verbunden ist, der wiederum der Freimaurerei und Opus Dei nahesteht) und er Eti A.G.Holding von Chiasso (die von einem Financier verwaltet wird, der dem Rechtsextremismus nahesteht, Ercole Doninelli, Besitzer einer anderen Gesellschaft, der Fi.Mo, gegen die mehrmals wegen Geldwäscherei ermittelt wird). 4) 1974 entsteht die Immobiliare San Martino, die von Marcello Dell'Utri verwaltet und von zwei Finanzierungsgesellschaften der Banca Nazionale del Lavoro kapitalisiert wird: der Servizio Italia (die vom P2-Mitglied Gianfranco Graziadei geführt wird) und der Società Azionaria Finanziaria, die von einem tschechoslovakischen Strohmann repräsentiert wird, Frederick Pollack, der 1887 notabene geboren wurde). Unter verschiedenem Namen und mit verschiedenen Systemen und Strohmännern entstehen eine Unzahl von Gesellschaften, die mit Berlusconi und die Seinen verbunden sind. Am Anfang stehen die 34 Italia-Holdings, welche die Fininvest-Gruppe kontrollieren. Gemäss dem Direktor der Banca d'Italia Francesco Giuffrida und dem Unteroffizier der Finanzpolizei Giuseppe Ciuro, beide technische Berater der Staatsanwaltschaft von Palermo im Prozess gegen Marcello Dell'Utro wegen Mitwirkung in einer mafiösen Vereinigung, sollen die beiden Finanzierungsgesellschaften zwischen 1978 und 1985 zumindest 113 Milliarden Lire (das entspricht heute 250 Millionen Euro) erhalten haben, teils sogar bar und in "maskierten" Scheinen, von denen man bis heute nicht weiss, woher sie stammen. Die Staatsanwaltschaft von Palermo geht davon aus, dass es Gelder der Mafia sind, die von der Gruppierungen um Stefano Bontade in die Fininvest investiert wurden. Die Verteidigung erklärt, dass es sich um Eigenfinanzierungen handelt, auch wenn sie nicht näher klärt, woher diese ganze Liquidität kommt. Sogar der technische Berater von Berlusconi, Professor Paolo Joveniti, gesteht die Anomalie und Undurchsichtigkeit einiger Operationen jener Zeit. 5) 1973 erwirbt Silvio Berlusconi von Annamaria Casati Stampa di Soncino, der minderjährigen und seit 1970 verwaisten Erbin der bekannten lombardischen Adelsfamilie, die Villa San Martino aus dem 18. Jahrhundert in Arcore, mit Autorenbildern, einem Park von einer Million Quadratmetern, Tennisplätzen, dem Haushalt, Stallungen, zwei Schwimmbädern und mehreren hundert Hektaren Land. Annamaria Casati wird von einem Vormund unterstützt, dem Anwalt Cesare Previti, der ebenfalls ein Freund von Berlusconi ist, Sohn von einem seiner Gewährsmänner (Vater Umberto) und Leiter einer Gesellschaft der Gruppe (die Immobiliare Idra). Dank dieser glücklichen Fügung bezahlt er für die Villa mit allem Drum und Dran damals etwa 500 Millionen Lire: ein lächerlicher Preis. Wobei er nicht mit Geld bezahlt, sondern in Form von Aktien einiger seiner Immobilien-Gesellschaften, die nicht an der Börse kotiert sind, so dass das Mädchen, nachdem es nach Brasilien ausgezogen ist und die Titel einlösen will, plötzlich mit Nichts dasteht. Dann bieten Berlusconi und Previti an, die Aktien zurückzukaufen, jedoch zur Hälfte des anfänglich festgesetzten Preises. Ein Urteil des Gerichts von Rom aus dem Jahre 2000 hat die Autoren des Buches "Gli Affari del presidente" (Die Geschäfte des Präsidenten), das die peinliche Transaktion rekonstruiert, freigesprochen. 6) 1973 engagiert Berlusconi über Marcello Dell'Utri den bekannten, mehrfach verhafteten und mehrfach verurteilten palermitanischen Kriminellen Vittorio Mangano als Gutsverwalter (doch jüngst hat Dell'Utri präzisiert: als "Verwalter der Villa"). Mangano verlässt die Villa erst zwei Jahre später, als er verdächtigt wird, die Entführung von Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata, der die Villa von Arcore nach einem gemeinsamen Abendessen mit Berlusconi, Dell'Utri und Mangano eben verlassen hatte, organisiert zu haben. Mangano wird sogar wegen Rauschgifthandels verurteilt (im Maxiprozess, der von Falcone und Borsellino eingeleitet wird) und 1998 zu lebenslangem Zuchthaus wegen Mordes und Mafia verurteilt. 7) Am 26. Januar 1978 tritt Berlusconi der Geheimloge Propaganda 2 bei. Er wird dem grossen verehrten Meister Licio Gelli vom befreundeten Journalisten Roberto Gervaso vorgestellt. Er bezahlt die reguläre Mitgliedsgebühr (Hundertausend Lire) und wird dem Ausweis 1816, Code E.19.78, Gruppe 17, Akte 0625 registriert. Der Eintritt in den frommen Verein bringt ihm Vorteile jeder Art: von Graziadeis Finanzierungen der Servizio Italia über die einfachen und ungerechtfertigten Kredite der Monte dei Paschi di Siena (deren Verwalter das P2-Mitglied Giovani Cresti ist) bis hin zur Mitarbeit im Corriere della Sera, der vom P2-Mitglied Franco Di Bella geleitet und vom Verlag Rizzoli über die P2-Mitglieder Angelo Rizzoli, Bruno Tassan Din und Umberto Ortolani kontrolliert wird. 8) Am 24. Oktober 1979 bekommt Silvio Berlusconi im Sitz der Edilnord Cantieri Residenziali Besuch von drei Offizierender Finanzpolizei. Er gibt sich als "einfacher Berater von aussen" aus, der mit der "Projektierung von Milano 2" beauftragt ist. In Wirklichkeit ist er der alleinige Besitzer der Gesellschaft, die auf den Namen von Umberto Previti lautet. Doch die Polizei beisst an und schliesst die Inspektion in aller Eile ab, obwohl sie auf mehr als eine Anomalie in den Beziehungen mit dem mysteriösen Gesellschaftern gestossen ist. Alle drei werden Karriere machen. Sie heissen Massimo Maria Berruti, Salvatore Gallo und Alberto Corrado. Berruti, der Patrouillenführer, tritt einige Monate später aus dem Dienst aus, um als Geschäftsanwalt (ausländische Firmen, Verträge mit dem Spielern des AC Milan etc.) für die Fininvest zu arbeiten. Er wird 1985 im Skandal Icomec verhaftet (und dann freigelassen), doch 1994 kehrt er zusammen mit Corrado wegen Irreführung der Ermittlungen über die Schmiergeldzahlungen an die Finanzpolizei ins Gefängnis zurück, dann wird als Abgeordneter für Forza Italia gewählt und in erster und zweiter Instanz zu acht Monaten Haft wegen Begünstigung verurteilt. Bei Gallo wird sich herausstellen, dass er Mitglied der P2 ist. 9) Am 30. Mai 1983 verfasst die Finanzpolizei von Mailand, die die Telephone von Berlusconi im Rahmen einer Untersuchung über Drogenhandel überwacht, einen Fahndungsbericht, in dem es heisst: "Es wurde angezeigt, dass der bekannte Silvio Berlusconi einen grossen Rauschgifthandel von Sizilien finanzieren soll, sowohl in Frankreich als auch in anderen Regionen Italiens (Lombardei und Lazio). Der Genannte soll im Mittelpunkt grosser Spekulationen an der Costa Smeralda stehen, indem er sich Briefkastengesellschaften mit Sitz in Vaduz oder sonstwo im Ausland bedient. Dort ansässige Handwerker sollen die Aufträge erhalten haben." Acht Jahre lang wird die Untersuchung praktisch vergessen, die anfänglich von Staatsanwalt Giorgio Della Lucia geführt (und dann an das Untersuchungsbüro weitergeleitet) wurde, seit Jahren zusammen mit dem Financier Filippo Alberto Rapisarda, Ex-Arbeitgeber und Ex-Gesellschafter von Marcello Dell'Utri, wegen Richterbestechung angeklagt). Am Ende, 1991, wird die Mailänder Untersuchungsrichterin Anna Cappelli alles archivieren. 10) Die dritte unangenehme Begegnung des Cavaliere mit dem Gesetz geht auf den 16. Oktober 1984 zurück. Drei Amtsrichter von Turin, Rom und Pescara erheben den Anspruch, die Normen anzuwenden, die das Senden von Fernsehprogrammen regeln und die der Cavaliere zu umgehen beschlossen hat, indem er dieselben Programme auf dem ganzen staatlichen Gebiet gleichzeitig ausstrahlt. Die drei Untersuchungsrichter erinnern daran, dass dies verboten ist, und lassen die technische Ausrüstung beschlagnahmen, welche die ungesetzliche Operation erlauben. Der Cavaliere schaltet seine Fernsehsendungen aus, wobei er den Richtern die Schuld gibt, und stachelt die TV-Angestellten mit dem Slogan "Verbieten verboten" auf, der von der Show des P2-Journalisten Maurizio Costanzo lanciert wird. Der Slogan wird von Ministerpräsident Bettino Craxi umgehend in ein Gesetz umgewandelt. Craxi bricht einen Staatsbesuch in London ab, um nach Italien zurückzukehren und ein Gesetz ad personam zu verabschieden (das "Dekret Berlusconi"), das unverzüglich die illegalen Fernsehsendungen seines Freundes wieder einschaltet. Der Skandal ist so gross, selbst innerhalb der Regierungskoalition, dass nicht alle mitmachen. Und das Gesetz wird vom Parlament aus verfassungswidrig zurückgewiesen. Zwei der drei Amtsrichter erneuern die gerichtliche Beschlagnahmung der technischen Ausrüstung. So gebiert Craxi ein zweites Dekret Berlusconi, indem er vor den widerspenstigen verbündeten Parteien im Falle einer erneuten Ablehnung des Gesetzes das Schreckensbild einer Regierungskrise und von vorgezogenen Wahlen an die Wand malt. Das Caf (Craxi, Andreotti, Forlani) ist darum besorgt, das illegale Monopol der Fininvest über das Privatfernsehen mit dem Gesetz Mammì zu legalisieren, das wegen der hohen Genauigkeit, mit der er den Status quo belichtet, auch "Polaroid-Gesetz" genannt wird.
DIE PROZESSE DES SILVIO BERLUSCONI Lügen über die Geheimloge P2 (falsche Zeugenaussage) Das Berufungsgericht von Venedig erklärt Berlusconi 1990 für schuldig, vor den Richtern einen Meineid über seine Aufnahme in die P2 geschworen zu haben, doch fällt die Straftat unter die Amnestie von 1989. Schmiergeldzahlungen an die Finanzpolizei (Bestechung) Erste Instanz: Verurteilung zu 2 Jahren und 9 Monaten für alle vier geleugneten Schmiergeldzahlungen (keine mildernden Umstände) Berufung: Verjährung von drei Schmiergeldzahlungen (dank der mildernden Umstände), Freispruch aus Mangel an Beweisen (Absatz 2, Artikel 530 des Strafgesetzbuches) für die vierte. All Iberian 1 (illegale Parteienfinanzierung) Erste Instanz: Verurteilung zu 2 Jahren und 4 Monaten für 21 Milliarden an Bettino Craxi. Berufung: Verjährung die Straftat Kassation: Verjährung der Straftat (Bestätigung des vorinstanzlichen Urteils) All Iberian 2 (Bilanzfälschung) Der Prozess ist aufgehoben, bis der Europäische Gerichtshof und der italienische Verfassungsgerichtshof über die Rechtmässigkeit des neuen Gesetzes über Bilanzfälschung urteilt, das von der Regierung Berlusconi verabschiedet wurde. Wenn die von verschiedenen Gerichten geltend gemachten Ausnahmen zurückgewiesen werden, gilt die Straftat als verjährt. Medusa Cinema (Bilanzfälschung) Erste Instanz: Verurteilung zu 1 Jahr und 4 Monaten wegen Bilanzfälschung über 10 nicht deklarierte Milliarden beim Kauf der Filmgesellschaft Berufung: Freispruch aus Mangel an Beweisen Kassation: Freispruch (Bestätigung des vorinstanzlichen Urteils) Grundstücke in Macherio (Steuerbetrug) Erste Instanz: Teils Freispruch, teils Verjährung der Straftat (verschiedene steuerliche Unregelmässigkeiten beim Kauf der Grundstücke in der Nähe seiner Villa) Berufung: Bestätigung des erstinstanzlichen Urteils Dritte Instanz: noch hängig Der Fall Lentini (Bilanzfälschung) Erste Instanz: Verjährung der Straftat (6 Milliarden Schwarzgeld von Milan an Torino Calcio beim Kauf des Spielers Luigi Lentini) aufgrund des neuen Gesetzes über Bilanzfälschung Zweite Instanz: noch hängig Konsolidierung der Gruppe Fininvest (Bilanzfälschung) Erste Instanz: Verjährung des Straftat (1500 Milliarden Lire Schwarzgelder der Gruppe Berlusconi auf 64 Offshore der All Iberian, Abteilung B der Fininvest) aufgrund des neuen Gesetzes über Bilanzfälschung Die Staatsanwaltschaft hat Berufung eingelegt. Lodo Mondadori (Richterbestechung) Erste Instanz: Verurteilung von Cesare Previti, jedoch nicht von Silvio Berlusconi Berufung: Verjährung der Straftat Kassation: Verjährung der Straftat (Bestätigung des vorinstanzlichen Urteils) Sme-Ariosto (Richterbestechung) Aufgrund der ständigen, von Berlusconi geltend gemachten "institutionellen Entschuldigungsgründe" und der daraus folgenden Verschiebungen der Anhörungen wurde die Anklage des Premiers aus dem Hauptprozess ausgegliedert. So wurde ein paralleler Prozess geschaffen, den Berlusconi bis zum Ende seiner Amtszeit aufgehoben hat, indem er vor der Anklageerhebung und er Verkündung des Urteils in Rekordzeit ein Immunitätsgesetz für die fünf höchsten Staatsämter ("Lodo Schifani") verabschieden liess. Fernsehrechte (Bilanzfälschung und Steuerbetrug) Es laufen Untersuchungen der Staatsanwaltschaft von Mailand gegen verschiedene Manager und insbesondere gegen den Inhaber von Mediaset, Silvio Berlusconi. Berlusconi soll auch nach dem Eintritt in die Politik im Jahre 1994 die Firma weiterhin geführt haben. Gegenstand der Untersuchung sind zudem eine Reihe von Finanzoperationen zum Erwerb von Kino- und Fernsehrechten der amerikanischen Majors und eine angebliche Bilanzfälschung aus dem Jahre 1994 in der Höhe von 180 Milliarden Euro. Telecinco (Steuerbetrug) Berlusconi, Dell'Utri und andere Manager sind wegen Steuerbetrugs über 100 Milliarden und wegen Verletzung des spanischen Antitrust-Gesetzes für den Sender Telecinco angeklagt. Das Urteil steht nach der Untersuchung des Antikorruptions-Richters Baltasar Garzón Reál aus. Mafia (Mitwirkung in einer mafiösen Vereinigung und Geldwäscherei) Die Ermittlungen sind in Palermo auf Anfrage der Staatsanwaltschaft wegen Überschreitung der maximalen Untersuchungsfristen archiviert worden. Bomben (Mittäterschaft bei Anschlägen) In Caltanissetta (aber auch in Palermo und Florenz) wurde aufgrund der Aussagen von reumütigen ehemaligen Mafiosi gegen Berlusconi und Dell'Utri als angeblichen verdeckten Auftraggebern der Anschläge von 1992 und 1993 ermittelt. Die Untersuchungen sind wegen Überschreitung der maximalen Untersuchungsfristen archiviert worden.
ALLES, WAS ICH ÜBER BERLUSCONI DENKE von Umberto Bossi, Reformminister in der Regierung Berlusconi Silvio Berlusconi war der Kofferträger von Bettino Craxi. Er ist eine Rippe des alten Regimes. Er ist der effizienteste Geldwäscher des Fünfparteienregimes. Während die Lega das Regime zum Sturz brachte, war er war bei Mulino Bianco, mit Halbperücke und der Gesichtsplastik. Er ist ein dummer Schwätzer. Doch habt ihr ihn nicht gesehen, schön pomadisiert zwischen den blauen Wolken? Berlusconi ist weichgekocht. Er ist ein armer Dummkopf, ein Verräter des Nordens, ein Armer, der dem Ulivo hörig ist, auch er folgt dem Heer von Franceschiello hinter dem Korporal D'Alema mit seiner Trompete. Ich habe ein gutes Gedächtnis. Aber wer ist Berlusconi? Sein Pol ist tot und begraben, die Lega geht nicht mit den Toten. Die Verhandlungen Lega-Forza hat er erfunden, der Ärmste. Berlusconis Partei Neo-Caf (Craxi, Andreotti, Forlani) wird mit der Lega nie Vereinbarungen treffen. Er ist das Stück Fleisch und die Lega ist der Fleischhacker. Berlusconi zeigt dieselben Eigenschaften wie die Diktatoren. Er ist ein zweireihiger Kaiser. Ein kleiner Tyrann, oder besser: er ist der Oberkomiker des Polittheaters. Ein Peròn der Krankenkasse. Er ist viel schlimmer als Pinochet. Er hat etwas Nazihaftes, etwas Mafiöses. Der P2-ler ist ein treueloser Fuchs, der nur darauf wartet, eine Razzia in meinen Hühnerstall zu machen. Berlusconi ist der Mann der Mafia. Er ist ein Palermitaner, der mailändisch spricht, ein Palermitaner, der am falschen Ort geboren und hinaufgeschickt wurde, um den Norden zu betrügen. Die Fininvest ist aus der Cosa Nostra entstanden. Es gibt einige Unterschiede zwischen Berlusconi und uns: Er ist leider ein Mafioso. Das Problem ist, dass im Norden die Leute geschieden sind in die, die wissen, dass Berlusconi ein Mafioso ist, und die, die es noch nicht wissen. Doch der Norden wird ihn fortjagen, um Berlusconi scheren wir uns keinen Dreck. Er möge uns antworten: Woher kommen seine Gelder? Von den Finanzierungsgesellschaften der Mafia? Es gibt hunderttausend Jugendliche im Norden, die wegen Drogen gestorben sind. Mir persönlich hat Berlusconi gesagt, die Gelder seien von der Bank Rasini zu ihm gekommen, die von einem gewissen Giuseppe Azzaretto aus Palermo gegründet wurde, dem es dann gelungen ist, sich die ganze Bank zu schnappen. In derselben Bank arbeitete auch Silvios Vater, und da gab es auch die Konten zahlreicher Exponenten der Mafia. Man müsste seine Wurzeln kennen, seine Geschichte. Gelli machte das Projekt Italien, und es gab den guten Berlusconi in der P2. Dann entstanden die Holding. Wie wird die Staatsanwaltschaft je ihre Pflicht erfüllen und hingehen können, um zu sehen, woher diese Heller kommen, wenn sie sich daran erinnert, dass die Mafia diese Heller mit den Drogen macht und dass an Drogen im Norden Zehntausende von Jugendlichen gestorben sind, die nun von unter dem Boden schreien? Wenn er die Geschichte des Sturzes seiner Regierung erfahren will, soll er zu mir kommen, dann werde ich sie ihm erklären: Ich bin es gewesen, der die Partei des Mafioso gestürzt hat. Er kaufte unsere Abgeordneten, und ich habe ihn niedergeschlagen. Dieser hässliche Mafioso verdient Geld mit Heroin und Kokain. Der Mafioso von Arcore will den Faschismus und die süditalienische Frage in den Norden bringen. Über gleiche Sendezeiten (par condicio) zu diskutieren ist zu wenig: Ich schlage vor, eine Untersuchungskommission über die Bereicherung von Berlusconi zu bilden. In Forza Italia gibt es geheime Verabredungen zwischen Politik und der stillschweigenden Teilnahme der Kriminalität und Erscheinungen der Geldwäscherei. Der Mann con Cosa Nostra hat mit der Fininvest um die 38 Holding, davon sind 16 verborgen. Sie wurden von einer Palermitaner Bank in Mailand ins Leben gerufen, der Bank Rasini, der Bank von Cosa Nostra in Mailand. Forza Italia wurde von Marcello Dell'Utri geschaffen. Schaut, die wirklichen Interessen sieht man oft nicht. Im Fernsehen erscheinen nette Gesichter, die dir etwas erzählen und anständig scheinen. Aber schaut, die Mafia kennt keine Grenzen. Die Mafia, die Interessen der Mafia, das ist die Droge, und die Droge hat Abertausende von Jugendlichen getötet, vor allem im Norden. Palermo hat die Fernsehsender in der Hand, es ist imstande, die Häuser der gutmütigen und dummen Bürger des Nordens zu betreten. Berlusconi hat mit den Fernsehsendern, auch mit den regionalen, gemacht, was er wollte, sogar hinter dem Rücken des Gesetzes Mammì. Die vielen Reichtümer sind beschämend, weil sie von Zehntausenden von Toten kommen. Es stimmt nicht, dass "pecunia non olet". Es gibt gutes Geld, das nach Schweiss riecht, und es gibt Geld, das nach Mafia riecht. Aber wenn es diese Macht gäbe, würde der Polo in wenigen Stunden dahinschmelzen. Ob ich Berlusconi wieder in Arcore treffe? Das schliesse ich aus, keine Vereinbarungen mit dem Polo mehr. Drei Jahre glaubten sie uns zu verwünschen. Der Magier Berlusconi sagte uns: "Wer aus dem magischen Kreis austritt, das heisst aus meiner Regierung, der stirbt." Wir sind ausgetreten und haben dem Magier seine Verwünschung zurückgeschickt. Es gibt keinen Zauberapparat, der uns heute wieder in den Kreis des Berlusconismus zurückzuholen vermöchte. Mit diesen Leuten gibt es keine politischen Vereinbarungen mehr: Es ist eine Partei, in der Dell'Utri operiert, gegen den wegen Mafia ermittelt wird. Die "Padania" fragt Berlusconi, ob er Mafioso sei? Sie ist nicht weit genug gegangen! Sie musste härter sein mit diesen Schurken, die mit Craxis verbunden sind. Ich werde der Wächter des Betrügers Berlusconi sein. Wir sind in einer für die Demokratie gefährlichen Situation: Wenn der in den Palazzo Chigi einzieht, gewinnt eine Partei, die nicht existiert, es gewinnt ein einziger Mann, der Technokrat, der Autokrat. Ich sage, was ich denke, er macht, was Geld bringt. Er behandelt den Staat wie eine Aktiengesellschaft. Aber wer glaubt er zu sein: Nembo Kid? Doch scheint es Euch möglich, dass einer, der 140 Firmen besitzt, sich um die Interessen der Bürger scheren wird? Wenn er weint, so lacht Euch ins Fäustchen: Es bedeutet, dass alles gut geht, dass es ihm noch nicht gelungen ist, die Hände auf den Geldschrank zu legen. Berlusconi - Berluscosa - Berluskaz - Berlusckaiser muss begreifen, dass ich mit den Bergamaskern einen Blutsvertrag abgeschlossen habe: Ich habe ihnen geschworen, dass ich alles machen werde, damit sich etwas ändert. Und da nützt keine Villa, kein Geschenk, kein Augenzwinkern, dass mich dazu bringt, meinen Weg zu ändern... Berluscoso muss wissen, dass die Leute bei uns bereit sind, ihn in den Arsch zu treten: Es genügen zwei Sekunden, und er muss in der Nacht abhauen. Wenn sie sehen, dass er sie betrogen hat, dann werden die vom Norden seine schönen Villen und seine englischen Gärten nehmen und alles ins Meer schmeissen. Berlusconi ist als Ministerpräsident ist Drama gewesen. Wenn die Demokratie auf dem Spiel steht, könnte es jemandem in den Sinn kommen, ihm die TV-Antennen in die Luft zu jagen. Weil er mit seinen Fernsehsendern mit den Leuten Gehirnwäsche macht, mit dem üblichen Schwindel des Waschpulvertonnen-Verkäufers. Seine Fernsehsender sind gegen die Verfassung. Wir befinden uns in einer sehr schlimmen verfassungswidrigen Situation, à la Südamerika. Ein Mann hat vom Staat die Konzession der TV-Frequenzen bekommen, um die Leute zu konditionieren und ihr Wahlverhalten zu lenken. Das geschieht sonst nirgends in der Welt. Es ist Zeit, diese Peinlichkeit zu beenden. Wenn Ihr ihn wählt, dann trägt er Euch auch die Strassensteine weg. Wenn Berlusconi fällt, fällt der ganze Pol, und im Norden wird die Lega alles kriegen. Aber sie lassen ihn nicht fallen: auch wenn er ein Hurensohn ist, so ist er doch ihr Hurensohn, und deshalb werden sie ihn auf den Beinen halten. Aber der Arme von Arcore spürt, dass der Eimer von Forza Italia und Koalition, der Partei der Amerikaner, kaputt geht. Ein Freimaurer, ein P2-ler wie der Mann von Arcore ist immer ein Problem der "Cosa Sua" oder "Cosa Nostra" gewesen. Aber aufgepasst, Berlusconi: Weder Mafia noch P2 noch Amerika wird es gelingen, unsere Gesellschaft zu zerstören. Und am Ende wird er einen kleinen Platz in der Hölle haben, weil sie den da nicht mal im Fegefeuer nehmen. Weil es Berlusconi ist, der aus dem Verkehr verschwinden muss, und nicht die Lega. Nicht wir sind es, die mit Berlusconi streiten, es ist die Geschichte, die mit ihm streitet. (Die im Text enthaltenen Sätze wurden von Umberto Bossi wörtlich so verwendet, und zwar zwischen 1994 und 1999, also während der Spannungen der ersten Regierung Berlusconi, nach dem Bruch zwischen Bossi und Berlusconi im Dezember 1994 und vor ihrer Versöhnung am Ende des Jahres 1999. Die genauen Daten der Äusserungen, die aus Tageszeitungen und Presseagenturen stammen, lauten wie folgt: 1., 7., 9., 10., 13. März 1994; 5. April 1994; 4., 11., 23., 31. März 1994; 1., 12., 17 Juni 1994; 29. Juli 1994; 6., 8., 13. August 1994; 1. September 1994; 6., 20., 23. Dezember 1994; 14. Januar 1995; 22. März 1995; 13. April 1995; 10. Juni 1995; 29. Juli 1995; 25. Januar 1996; 14., 19., 25. August 1997; 18. Juni 1998; 22. Juli 1998; 13. September 1998; 3., 27. Oktober 1998; 24. Februar 1999; 13. April 1999; 10. September 1999; 19. Oktober 1999)
"Io dico sempre cose sincere, anche perché non
Indro Montanelli, il più grande giornalista italiano scomparso nel 2001, lo conosceva bene, avendolo avuto per 15 anni come editore. E diceva: "Silvio Berlusconi è un mentitore professionale: mente a tutti, sempre anche a se stesso, al punto da credere alle sue stesse menzogne". Una pulsione incontenibile e irrefrenabile, quella del presidente del Consiglio italiano verso la menzogna. Persino in Tribunale. Infatti, il 22 ottobre 1990, la Corte d'Appello di Venezia l'ha riconosciuto colpevole di aver mentito ai giudici sotto giuramento: "Il Berlusconi - si legge nella sentenza - deponendo avanti il Tribunale di Verona, ha dichiarato il falso, realizzando gli estremi obiettivi e soggettivi del contestato delitto": cioè la falsa testimonianza, a proposito della sua iscrizione alla loggia massonica P2. Il reato, accertato, fu dichiarato estinto grazie a una provvidenziale amnistia approvata nel 1989. Negli Stati Uniti la menzogna (specie se giurata dinanzi a un giudice) comporta l'immediato impeachment: il colpevole lascia la Casa Bianca. In Italia, entra a Palazzo Chigi. E, naturalmente, continua a mentire. Come prima e più di prima. Quello che segue è un piccolo catalogo ragionato delle bugie berlusconiane. BERLUSCONI GIOVANE "La mia carriera canora (come cantante sulle navi da crociera, ndr) è cominciata con una tournée in Libano" (7-6-1989). Ma secondo Giuseppe Fiori, suo biografo non autorizzato, Berlusconi non è mai stato in Libano. "Al 'Gardenia' (un locale notturno, ndr) di Milano, come poi sarebbe avvenuto a Parigi, dopo aver cantato mi buttavo in pista per ballare con le bionde" (ibidem). Ma Berlusconi non ha mai suonato a Parigi. "Ho studiato due anni a Parigi, alla Sorbona, e per mantenermi dovevo suonare e cantare nei locali della capitale" (8-7-1989). Ma Berlusconi non ha mai studiato alla Sorbona: semmai alla Statale di Milano. "A Parigi facevo il canottaggio ed ero campione italiano studentesco con il Cus di Milano" (luglio 1989). Parigi a parte, esistono seri dubbi sui titoli sportivi conquistati dal Cavaliere in canoa. BERLUSCONI INCAPPUCCIATO "Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mi è stata richiesta" (27-9-1988, al Tribunale di Verona). Berlusconi s'iscrisse alla P2 nei primi mesi del 1978 e pagò regolarmente la quota di iscrizione di 100 mila lire. Di qui la falsa testimonianza. "Basta con questa storia della P2: l'ho già detto, ricevetti la tessera per posta e non pagai neppure la quota d'iscrizione" (10-3-94). Ma, come ha testimoniato anche Licio Gelli, gran maestro venerabile della loggia P2, "Berlusconi ha fatto la normale iniziazione alla loggia P2". BERLUSCONI IMPRENDITORE "Il signor Berlusconi ha lavorato, ha rischiato, ha pagato le tasse e non ha mai chiesto alcuna lira di contributi allo Stato" (22-5-95). Ma la Fininvest è sotto processo per evasione fiscali di centinaia di miliardi; e ha ricevuto contributi pubblici, tanto per l'editoria (5 miliardi e rotti all'anno per Il Giornale, intestato al fratello Paolo, altrettanti per Il Foglio intestato alla moglie Veronica), quanto per la cassa integrazione alla Standa e alla Mondadori. "La legge Mammì ci ha tolto la metà del fatturato" (La Stampa, 24-5-95). All'epoca della legge Mammì (che nell'agosto 1990 ha regolamentato il sistema radiotelevisivo italiano), le dimensioni del gruppo erano pressappoco le stesse del '95. "La Mammì ci ha costretti a vendere i quotidiani e ci ha impedito di tenere le pay tv" (La Stampa, 24-5-95). I quotidiani erano uno solo: il Giornale (subito passato al fratello Paolo); le pay tv non esistevano ancora, visto che Tele+ è nata il 20 ottobre '90. "E' una falsità, una cosa senza senso dire che dietro il signor Berlusconi ci sia Craxi. Non devo nulla a Craxi e al cosiddetto Caf, e non rinnego nulla di ciò che ho fatto" (a Mixer, Rai2, 21-2-94). Ma era stato lo stesso Berlusconi a confessare, il 13-9-93, in un raro lampo di sincerità, di aver licenziato l'anchor man Gianfranco Funari su ordine di Craxi ("Non è un mistero - aveva ammesso il Cavaliere - che Berlusconi è sempre stato schiavo del Principe, e in più di un'occasione ho dovuto tenerne conto. Un anno fa, se ricordate bene, io stavo aspettando le concessioni televisive..."). BERLUSCONI CANDIDATO "Tutti mi chiedono di candidarmi. Ma io so perfettamente quello che posso fare. Se io facessi la scelta politica dovrei abbandonare le televisioni e cambiare completamente mestiere. Un partito di Berlusconi non c'è stato, nè ci sarà mai" (13-9-93). Due mesi dopo nasce ufficialmente Forza Italia e Berlusconi si candida alla presidenza del Consiglio. "Se fonderò un partito? Ho sempre dichiarato il contrario, sarà la ventesima volta che lo ripeto. Lo scrive chi ha interesse a mettermi contro gli attuali protagonisti della politica. E perciò farà finta anche stavolta di non leggere la mia smentita, per cui mi toccherà di ripeterla per la ventunesima volta e chissà per quante altre volte ancora" (Epoca, 23-10-93). Come sopra. "Il mio presunto partito esiste soltanto sulle pagine di alcuni giornali" (alla commissione Bilancio della Camera, 26-10-93). Come sopra. BERLUSCONI PREMIER/2 "Il nostro futuro ministro della Giustizia è la dottoressa Parenti" (6-2-94). Invece sarà Alfredo Biondi. "Credo che al ministero dell'Interno ci sia bisogno di una persona esperta... di un nonno" (La Stampa, 20-4-94). Infatti offre il ministero al pm Antonio Di Pietro (44 anni), ma questi rifiuta, e allora Berlusconi nomina il leghista Roberto Maroni (39 anni). "Siamo orientati ad un governo molto snello, magari con meno sottosegretari: sarebbe una bella rottura con il passato" (12-4-94). I sottosegretari saranno 39, rispettivamente 3 e 4 in più rispetto ai precedenti governi Ciampi e Amato. "Il criterio per l'assegnazione dei ministeri sarà assolutamente meritocratico, nessuna spartizione delle poltrone" (19-4-94). Infatti, per esempio, la latinista Adriana Poli Bortone andrà alle Risorse Agricole. "Questo governo è schierato dalla parte dell'opera di moralizzazione della vita pubblica intrapresa da valenti magistrati. No ai colpi di spugna. Da questo governo non verrà mai messa in discussione l'indipendenza dei magistrati" (al Senato, 16-5-94). In 7 mesi di vita, il governo Berlusconi metterà quotidianamente in discussione l'indipendenza dei giudici e approverà in tutta fretta il "colpo di spugna" di Biondi, detto anche "decreto salvaladri", che vieta l'arresto per i reati di corruzione, concussione, finanziamento illecito e falso in bilancio. "Falcone e Borsellino hanno dato la vita contro la mafia. E' nel loro nome che il governo si sente vincolato a proseguirne l'opera. Sarebbe suicida abbassare la guardia contro la criminalità. Bisogna invece dotare di strumenti migliori la polizia e la magistratura" (al Senato il 16 e alla Camera il 18-5-94). Il primo governo Berlusconi e la sua maggioranza tenteranno di smantellare la legislazione voluta (e pagata con il sangue) da Falcone e Borsellino: carcere duro per i boss (41-bis), legge sui pentiti, supercarceri nelle isole e così via. "Vi assicuro che non ci sarà il condono edilizio" (30-5-94). "Nel Consiglio dei ministri o altrove non ho mai pronunciato la parola 'condono'. Sono i giornali che vogliono farci apparire come gli altri governi" (23-6-94). Un mese dopo il suo governo varerà il condono edilizio, e subito dopo quello fiscale. "Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta" (29-3-94). "Mai mi occuperò di questioni televisive, per non dare l'impressione di voler favorire i miei affari, anzi starò più dalla parte della Rai che della Fininvest" (30-5-94). Pochi giorni dopo, Berlusconi destituisce anzitempo l'intero consiglio d'amministrazione della Rai, per nominarne uno nuovo di sua fiducia, con appositi direttori di rete e tg. E proclama: "E' certamente anomalo che in uno Stato democratico esista un servizio pubblico televisivo contro la maggioranza che ha espresso il governo del Paese. Questa Rai non piace alla gente: me l'ha detto un sondaggio. Il governo se ne occuperà tra breve" (7-6-94). "Le nonne, le mamme e le zie d'Italia stiano tranquille: non sarà toccata una lira delle pensioni attuali" (10-9-94). Poco dopo Berlusconi tenta una riforma che taglia drasticamente le pensioni, poi bloccata da una manifestazione sindacale con oltre un milione di persone e dalla dissociazione del suo ministro del Lavoro Clemente Mastella, nonché del partito alleato Lega Nord che lascia il governo e lo rovescia. BERLUSCONI OPPOSITORE "La par condicio ha danneggiato gravemente il Polo delle libertà" (20-4-95). L'Osservatorio dell'università di Pavia sulle televisioni dimostra, ininterrottamente dal 1995, che i politici più presenti sulle reti televisive sono Berlusconi e i suoi uomini. "Pochi ricordano che la Thatcher ha privatizzato qualunque cosa, tranne che la British Telecom" (Liberal, 4-4-95). Ma è vero il contrario. Scrive infatti Margaret Thatcher nella sua autobiografia ("Gli anni di Downing Street", Sperling & Kupfer, 1994, pag.577): "British Telecom fu il primo servizio pubblico ad essere privatizzato. Più di qualsiasi altra, la sua vendita pose le basi del capitalismo ad azionariato popolare in Gran Bretagna... Fui più che soddisfatta quando nel novembre 1984… British Telecom fu finalmente privatizzata". "Non so se avrò voglia di tornare a Palazzo Chigi. Troppo faticoso. La presidenza del Consiglio non la reputo essenziale, non ho questa ambizione personale" (10-2-95). "Non mi ritengo indispensabile. Sono assolutamente favorevole ad un tecnico a Palazzo Chigi, io potrei restare leader del Polo in cabina di regia" (13-4-95). "Adesso che si torna al teatrino della politica, diventa inutile che io resti in pista. Meglio tornare a curare le mie aziende" (31-5-95). "Il ruolo di regista delle riforme, come leader del Polo in Parlamento, è un ruolo che mi attira molto di più di quello di presidente del Consiglio" (10-10-95). Silvio Berlusconi avrà sempre un solo candidato per Palazzo Chigi: Silvio Berlusconi. BERLUSCONI EDITORE "Noi non abbiamo giornali- partito. Noi non teorizziamo né tantomeno pratichiamo l'informazione come strumento di ricatto politico. I nostri sono eccellenti prodotti editoriali, non fabbriche di consenso o, quel che è peggio, di calunnie, di derisione, di disprezzo… Non ho mai usato né mai userò i miei mezzi di comunicazione per scatenare campagne di aggressione contro un concorrente, né diffamare chi non è d'accordo con me. Lascio questi metodi ad altri" (Epoca, 20-10-93). Chiunque conosca giornali e tv berlusconiani sa che, almeno dopo l'entrata in politica di Berlusconi, sono stati trasformati in formidabili strumenti di attacco, aggressione e spesso anche di diffamazione per i magistrati e gli avversari politici del loro proprietario. BERLUSCONI RICANDIDATO "Dal 1995, passata all'opposizione dopo il golpe politico-giudiziario, mentre fischiavano le pallottole delle procure politicizzate, Forza Italia…" (da "Una storia italiana", l'autobiografia illustrata di Berlusconi inviata in 20 milioni di copie a tutte le famiglie italiane nell'aprile 2001, in piena campagna elettorale). Forza Italia passò all'opposizione perché, il 21 dicembre '94, Berlusconi salì al Quirinale e si dimise da presidente del Consiglio: la Lega Nord gli aveva revocato l'appoggio, votando mozioni di sfiducia insieme al Ppi di Rocco Buttiglione e al Pds di Massimo D'Alema. Le procure non c'entrano nulla. "Io non ho nulla a che vedere con All Iberian e non possiedo società off-shore all'estero" (Silvio Berlusconi, 15-3-2000). La Cassazione ha già accertato definitivamente che All Iberian è interamente controllata dalla Fininvest. Tant'è che i suoi conti esteri venivano aperti dal tesoriere centrale del gruppo Berlusconi, Giuseppino Scabini. All Iberian è una società off-shore con sede all'estero (isole del Canale), come le altre 63 scoperte dal pool di Milano e confermate dalla società di revisione internazionale Kpmg. "Le nostre holding erano intestate ai nostri consulenti perché si faceva così, era tutto normale: le trovavamo già pronte negli studi professionali specializzati" (26-4-2001). Le 34 holding "Italiana 1,2,3,4 eccetera" che stanno dietro alla Fininvest sin dalla fine degli anni 70 e le altre società della galassia berlusconiana nascono quasi tutte senza il nome di Berlusconi, ma intestate a prestanome: una cinquantina fra parenti, amici, casalinghe baresi, disoccupati calabresi, elettricisti, malati terminali colpiti da ictus, persino un cecoslovacco nato nel 1887. Tutto normale? "Nessun mistero sulle origini delle mie fortune: ho cominciato con la liquidazione di mio padre: 30 milioni" (26-4-2001). Poi, però, fra il 1978 e il 1983 Berlusconi si ritrovò in tasca 113 miliardi (degli anni 70, pari ad almeno 250 milioni di euro odierni). In parte giunti in contanti. Sulla provenienza di quel fiume di denaro, Berlusconi non ha mai voluto spiegare nulla. Nemmeno quando, nel novembre 2002, il Tribunale di Palermo che sta processando il suo braccio destro Marcello Dell'Utri (parlamentare europeo e italiano, già condannato per false fatture e frode fiscale e imputato per mafia, calunnia ed estorsione), si è recato in trasferta a Palazzo Chigi per interrogarlo. In quell'occasione, alle domande sulle origini di quei quattrini e sulle ragioni che lo indussero a ospitare in casa sua per due anni un boss mafioso del calibro di Vittorio Mangano, con mansioni di "stalliere" o di "fattore", il premier ha Berlusconi ha risposto: "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere". E i giudici sono ritornati a Palermo a mani vuote. BERLUSCONI PREMIER/2 "Meno tasse per tutti" (slogan elettorale di Berlusconi, maggio 2001). Le tasse degli italiani resteranno le stesse, anzi aumenteranno per l'incremento sostanzioso dei tributi regionali e comunali, in conseguenza dei tagli ai trasferimenti governativi a comuni e regioni. Il 13 novembre 2001, in visita a Granada (Sagna), Berlusconi e il suo ministro dell'Economia Giulio Tremonti comunicano che "i conti pubblici non sono ancora a posto", dunque di ridurre le tasse non se ne parla. Così come della riforma delle pensioni, promessa in campagna elettorale alla Confindustria. Che subito protesta. "Non ho mai detto che la civiltà occidentale è superiore all'Islam. E' colpa di una sinistra irresponsabile che diffonde notizie false sul mio conto" (7-9-2001). In realtà Berlusconi, soltanto il giorno prima, ha dichiarato testualmente in una conferenza stampa dalla Germania: "Noi dobbiamo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, che ha dato luogo al benessere e al rispetto dei diritti umani e religiosi. Cosa che non c'è nei paesi dell'Islam... Dobbiamo evitare di mettere le due civiltà, quella islamica e quella nostra sullo stesso piano… La libertà non è un patrimonio della civiltà islamica… La nostra civiltà deve estendere a chi è rimasto indietro di almeno 1400 anni nella storia i benefici e le conquiste che l'Occidente conosce… C'è una singolare coincidenza fra gli islamici e gli anti-global nella loro opposizione all'Occidente". Poi l'incidente diplomatico internazionale, le proteste della Lega Araba ("posizioni razziste"), l'imbarazzo dell'Occidente impegnato nel tentativo di coinvolgere nella lotta al terrorismo fondamentalista delle Due Torri i paesi islamici moderati. Così il Cavaliere è costretto alla smentita, cioè all'ennesima bugia. "Ho fatto un'esposizione sommaria della legge finanziaria e ho trovato un'ottima accoglienza sia da Prodi sia dal commissario Pedro Solbes" (10-10-2001). Così Berlusconi al termine di un incontro ufficiale a Bruxelles con il presidente Romano Prodi e gli altri membri della Commissione europea. Senonché Prodi cade dalle nuvole: "Non ne abbiamo neanche parlato". Anche Solbes lo smentisce: "Non ho espresso alcun giudizio sulla finanziaria italiana, la valuterò insieme al patto di stabilità". Berlusconi è costretto alla retromarcia: "Io ho illustrato l'azione del mio governo, Prodi e Solbes mi hanno ascoltato in silenzio". Poi, in conferenza stampa, se la prende con il "club della menzogna della sinistra" che gli attribuirebbe frasi mai dette. "La tv pubblica è interamente nelle mani della sinistra, e anche la tv privata si sbilancia a sinistra" (30-1-2002, a Le Figaro). Appena tornato al governo, Berlusconi, che già detiene il monopolio assoluto della televisione commerciale (Canale 5, Italia 1, Rete 4), nomina suoi uomini al vertice delle tre reti pubbliche Rai (presidente Antonio Baldassarre, direttore generale Agostino Saccà). Costoro allontanano dal video i due giornalisti più famosi della Rai, sgraditi al premier - Enzo Biagi e Michele Santoro - nonché il comico Daniele Luttazzi, anche lui inviso al Cavaliere. Poi, quando il primo consiglio di amministrazione si dimette agli inizi del 2003, Berlusconi riunisce gli alleati in casa propria per decidere i nuovi consiglieri, facendo infuriare addirittura i presidenti delle due Camere, che rifiutano di ratificare le nomine. Alla fine, viene creato un nuovo Cda Rai formato da 4 esponenti del centro-destra e uno solo del centro-sinistra. Anche il direttore generale, amico di Berlusconi e del fratello Paolo, è di stretta obbedienza governativa. "Comprare Alessandro Nesta (difensore della Lazio e della Nazionale, ndr) per il Milan? Sono cose che non hanno più nulla di economico, di morale. Nel calcio abbiamo sbagliato tutti, ora basta" (23-8-2002). L'indomani il Milan di Berlusconi annuncia l'acquisto di Nesta, avvenuto da almeno una settimana. "Non capisco tutta questa fretta per la legge Cirami sul legittimo sospetto (che gli consente di spostare i suoi processi da Milano a Brescia, ndr)" (31-7-2002). "La legge sul legittimo sospetto è una priorità per il governo" (30-8-2002). "E se in Irak non ci fossero più armi di distruzione di massa? Come parere personale, non credo che ci siano più quegli ordigni" (16-10-2001, al termine di un lungo incontro con Vladimir Putin). "Sono e resto con Blair, l'alleato più vicino a Bush. Non ho mai detto che Saddam non ha armi di distruzione di massa. Dico solo che potrebbe avere avuto il tempo di distruggerle o di metterle da qualche altra parte" (17-10-2002, dopo le incredule proteste di Londra e Washington). "Mediaset non farà alcun ricorso al condono fiscale" (30-12-2002). Berlusconi smentisce le rivelazioni del quotidiano La Repubblica, il quale calcola che il condono fiscale contenuto nella legge finanziaria Berlusconi consentirà al gruppo Mediaset di chiudere la lite col fisco per il possesso di società off-shore risparmiando multe per 100 milioni di euro, pari a 200 miliardi di lire. Cinque mesi dopo, il settimanale l'Espresso scoprirà che Mediaset ha regolarmente fatto ricorso al condono, risparmiando così circa 120 milioni di euro di imposte. "Ho assoluta fiducia nella Cassazione, fiducia che non né mai mancata. Altra cosa sono certi pm che vogliono un ruolo particolare e imbastiscono processi che finiscono nel nulla" (26 gennaio 2003).L'indomani la Cassazione gli dà torto e non sposta i suoi processi da Milano. Lui, il premier, tuona subito contro i "giudici golpisti". BERLUSCONI IMPUTATO "Giuro sui miei cinque figli che non so nulla di quanto mi viene contestato (le tangenti alla Guardia di Finanza, ndr). Sono vittima di una grande ingiustizia. Mi dicono che questo avviso è la risposta a quanto stiamo facendo" (23-11-94). "E' come se mi avessero mandato un avviso di garanzia accusandomi di non chiamarmi Silvio Berlusconi. Siccome sono certo di chiamarmi Silvio Berlusconi, non credo che nessun tribunale giusto al mondo possa condannarmi perché mi chiamo Silvio Berlusconi. Può esserci una condanna, ma allora non sarà un atto di giustizia, ma sovversione" (1-12-94). "Io corruttore? Sarebbe come incolpare suor Teresa di Calcutta, dopo una vita di sacrifici, se una bambina dell'istituto allungasse una mano per pigliare un quarto di mela dal fruttivendolo, non per sé, ma per darlo ad un altro" (27-10-95). "Nessuno si è reso responsabile di corruzione, il capo del gruppo non era minimamente a conoscenza di quanto gli viene addebitato. Il vero scandalo sta semmai nel fatto che la mia impresa, come quasi tutte le imprese italiane, sia stata sottoposta a pressioni concussive da parte di un corpo armato dello Stato... Siamo stati costretti a pagare da un'associazione a delinquere come la Guardia di Finanza, da elementi deviati di un corpo armato dello Stato" (16-1-96). Con buona pace dell'incolpevole prole, due dirigenti Fininvest verranno definitivamente condannati per corruzione della Guardia di Finanza, un consulente legale definitivamente per favoreggiamento, i due segretari per falsa testimonianza in primo e secondo grado, mentre Berlusconi verrà condannato dal Tribunale per corruzione, dichiarato prescritto (cioè responsabile, ma non più punibile) dalla Corte d'appello, infine assolto dalla Cassazione. Ma solo per "insufficienza probatoria". "Publitalia non ha mai emesso fatture false, e funziona come un orologio" (31-5-95). Ma i massimi dirigenti di Publitalia, dal presidente fondatore Marcello Dell'Utri in giù, hanno patteggiato condanne per decine di miliardi di false fatture e frodi fiscali. "Sono pronto a lasciare la guida del Polo, la Camera e la vita politica se verrà dimostrato un rapporto mio o della Fininvest o di una società del gruppo col signor Bettino Craxi, diverso da quello della pura amicizia!" (29-11-95). Craxi è colui che nel 1984 impose con il suo governo al Parlamento ben due decreti ad personam, i "decreti Berlusconi", per salvare le televisioni dell'amico finite sotto inchiesta (e minacciate di sequestro dai magistrati) perché trasmettevano illegalmente su tutto il territorio nazionale. La Corte di Cassazione, confermando la prescrizione del reato di finanziamento illecito nel processo sulla società berlusconiana off-shore "All Iberian", ha ritenuto dimostrato che Berlusconi versò illegalmente a Craxi, tra il 1990 e il 1992, ben 21 miliardi estero su estero. Ma Berlusconi non ha lasciato la vita politica. "Non ho mai fatto alcun attacco alla magistratura" (10-10-95). "Se c'è una cosa che mi viene addebitata e che non risponde al vero è da parte mia un giudizio negativo nei confronti dei magistrati" (25-11-95). "Io sono un grande estimatore della magistratura e l'ho dimostrato nella mia attività di governo, durante la quale sono sempre stato vicino ai problemi dei giudici" (7-12-95). "Mi consenta ancora una volta di esprimere ammirazione verso la magistratura e i giudici" (23-1-96). Una costante dell'azione politica è l'attacco sistematico, scientifico, incessante alla magistratura di ogni ordine e grado: dai pm di Milano (ma anche di Palermo, Napoli, Torino: tutti quelli che si sono occupati di lui o di sue aziende) ai giudici per le indagini preliminari, da quelli di tribunale a quelli di appello, su su fino alle sezioni unite della Corte di Cassazione, massima istanza giurisdizionale del Paese. "Le inchieste sul mio gruppo sono iniziate soltanto dopo il mio impegno in politica. Prima non avevo mai subito nulla del genere" (17-6-2003). Ma è vero il contrario: prima nascono le inchieste sulla Fininvest di Berlusconi, poi (e forse proprio per questo) Berlusconi "scende in campo" politico. La prima indagine (poi archiviata) sul Berlusconi imprenditore, per traffico di droga, fu aperta a Milano nel lontano 1983. Nel 1989 poi, sempre a Milano, Marcello Dell'Utri finì per la prima volta sotto inchiesta per mafia (prosciolto). La tesi della persecuzione politica per via giudiziaria, già esposta dal premier in una denuncia a Brescia, è stata così smontata dal gip Carlo Bianchetti nell'archiviazione del 15 maggio 2001: "Risulta dall'esame degli atti che, contrariamente a quanto si desume dalle prospettazioni del denunciante, le iniziative giudiziarie… avevano preceduto e non seguito la decisione di "scendere in campo"… [Il pool di Mani pulite ha compiuto, tra] il 27 febbraio '92 e il 20 luglio '93, ben 25 accessi presso Fininvest e Publitalia". Lo stesso Berlusconi, al momento di entrare in politica verso la fine del 1993, aveva confidato ai famosi giornalisti Enzo Biagi e Indro Montanelli (che l'hanno poi raccontato): "Se non entro in politica, fallisco e mi arrestano". "E questo potere arbitrario e di casta è stato illiberalmente esercitato nel 1994 contro un governo sgradito alla magistratura giacobina di sinistra, governo messo platealmente sotto accusa attraverso il suo leader in un procedimento iniziato a Napoli mentre presiedeva una Convenzione delle Nazioni Unite e sfociato poi, per assoluta mancanza di fondatezza, in una clamorosa assoluzione molti anni dopo" (29-1-2003). Berlusconi si ostina a ripetere che, nel 1994, il suo governo fu rovesciato dall'invio di un "avviso di garanzia" per le mazzette Fininvest alla Guardia di Finanza, a Napoli, mentre lui presiedeva un convegno sulla criminalità organizzata. Si trattava in realtà di un "invito a comparire" (una convocazione per un interrogatorio), dovuto per legge, che non fu affatto notificato a Napoli, ma a Roma. E fu preannunciato al telefono all'interessato la sera prima (21 novembre '94) dai carabinieri. Fu dunque Berlusconi, pur sapendo di essere sospettato di corruzione, a decidere ugualmente di presiedere il convegno anche l'indomani (giorno 22), esponendo il buon nome dell'Italia al ludibrio internazionale. Ai magistrati milanesi, secondo un'informativa dei carabinieri, risultava che lui, la sera stessa del 21, sarebbe rientrato a Roma abbandonando il convegno napoletano inaugurato la mattina. Perciò inviarono i militari per la consegna a Roma, non a Napoli. Quanto alle ragioni della caduta del governo, quell'atto non ebbe alcuna conseguenza. L'hanno stabilito i magistrati di Brescia, ai quali Berlusconi aveva presentato un esposto contro i magistrati milanesi per "attentato agli organi costituzionali" (cioè al suo primo governo). Nell'ordinanza del giudice Carlo Bianchetti che il 15 maggio 2001 archivia l'inchiesta e assolve il pool di Milano, si legge: "Alla causazione del cosiddetto "ribaltone" è stata sostanzialmente estranea la vicenda dell'invito a presentarsi, dal momento che, secondo la testimonianza dell'allora ministro Maroni, la decisione della Lega Nord di "sfiduciare" il governo Berlusconi (decisione che era stata determinante nella caduta dell'Esecutivo) era stata formalizzata il 6 novembre 1994, e perciò due settimane prima; trovava comunque le sue radici in un insanabile contrasto tra la Lega Nord e gli altri partiti del Polo delle Libertà risalente a fine agosto '94, allorché l'on. Bossi era venuto a sapere dell'intenzione del capo del governo di "andare alle elezioni anticipate in autunno". "Nel processo Sme non ci sono né indizi né prove contro di me, c'è solo il teorema della signora Stefania Ariosto, una mitomane che ha fatto dei pettegolezzi. Per la Sme mi aspetterei non un processo, ma una medaglia d'oro al valore civile per avere salvato l'Italia da una svendita di un bene pubblico per 500 miliardi quando ne valeva 2500". La teste Stefania Ariosto non parla dell'affare Sme: si limita a raccontare ciò che ha visto e sentito a proposito di Previti e della corruzione di alcuni giudici romani. In realtà, nel processo Sme, gli imputati sono sotto accusa per alcuni bonifici bancari. Il primo riguarda l'industriale Pietro Barilla (deceduto nel '93): il 2 maggio e il 26 luglio 1988 da un conto estero di Barilla partono due accrediti (1 miliardo e 800 milioni di lire) destinati all'avvocato Attilio Pacifico, braccio destro dell'avvocato berlusconiano Cesare Previti. Pacifico versa, secondo l'accusa, 200 milioni in contanti al giudice Filippo Verde, e tramite bonifico 850 a milioni a Previti e 100 al giudice Renato Squillante. Il secondo bonifico chiama invece direttamente in causa la Fininvest. Il 6 marzo 1991, dal conto svizzero "Ferrido", aperto dal capo della tesoreria Fininvest Giuseppino Scabini, vengono accreditati 434.404 dollari sul conto "Mercier" di Previti, da dove, un'ora dopo, vengono girati sul conto "Rowena" del giudice Squillante. Secondo l'accusa, il conto Ferrido (della galassia All Iberian) era alimentato con fondi personali e familiari di Berlusconi. Di qui l'accusa, per tutti, di corruzione giudiziaria. Per la Sme (la finanziaria alimentare dell'Iri), Berlusconi non sventò alcuna svendita: la quota dell'azienda in vendita da parte dell'Iri era stata valutata 500 miliardi da due esperti dell'università milanese Bocconi, e dunque Carlo De Benedetti, unico offerente nel 1985, aveva offerto quella cifra. Poi Berlusconi, su ordine di Craxi, si intromise nell'affare, rilanciando per un 10% appena: il minimo indispensabile per entrare in partita. Dunque offrì 550 miliardi, poco più di De Benedetti, poco meno di un quinto rispetto al valore che oggi egli pretende di attribuire alla Sme del 1985. "La magistratura politicizzata, nel 1992-'93, ha cancellato cinque partiti dalla vita pubblica, risparmiando i comunisti per portarli al potere". A parte il fatto che, a Milano, il pool Mani Pulite arrestò e inquisì quasi l'intero vertice del Pci-Pds, esattamente come quelli dei partiti moderati, va detto che le prime elezioni dopo Tangentopoli non le vinsero le sinistre. Le vinse Berlusconi, occupando lo spazio lasciato libero dal pentapartito che si era sciolto per mancanza di voti dopo lo scandalo. Il 24 gennaio 1994, al momento della sua discesa in campo, il Cavaliere elogiò il pool di Milano per avere scoperchiato lo scandalo di Tangentopoli: "La vecchia classe politica è stata travolta dai fatti e superata dai tempi [...]. L'autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e del finanziamento illegale dei partiti, lascia il paese impreparato e incerto...". E il 6 febbraio rincarò la dose: "Basta con i ladri di Stato, noi siamo per una politica nuova, diversa, pulita. Siamo l'Italia che lavora contro l'Italia che ruba". Subito dopo tentò di avere nel suo governo i due simboli del pool di Mani Pulite: Antonio Di Pietro al ministero dell'Interno e Piercamillo Davigo alla Giustizia. I due, però, rifiutarono. Ma evidentemente, all'epoca, Berlusconi non li considerava "toghe rosse". "I magistrati milanesi abusavano della carcerazione preventiva per estorcere confessioni agli indagati" (30-9-2002). Anche questo cavallo di battaglia della polemica berlusconiana anti-giudici è smentita dai fatti e, soprattutto, dalla relazione consegnata al governo dai quattro ispettori ministeriali inviati contro il pool di Milano nell'ottobre 1994 dal guardasigilli Alfredo Biondi (Forza Italia, primo governo Berlusconi). Relazione resa nota il 15 maggio '95: "Nessun rilievo può essere mosso ai magistrati milanesi, i quali non paiono aver esorbitato dai limiti imposti dalla legge nell'esercizio dei loro poteri [...]. Non si è riscontrata un'apprezzabile e significativa casistica di annullamenti delle decisioni che hanno dato luogo a quelle detenzioni [...]. I provvedimenti custodiali sono stati spesso suffragati [...] dall'ulteriore e decisiva prova della confessione dell'indagato. Né è risultato che tali confessioni siano state in seguito ritrattate perché rese sotto la minaccia dell'ulteriore protrarsi della detenzione [...]. Non è possibile ascrivere quelle confessioni alle "condizioni fisiche e psicologiche disumane" nelle quali si sarebbero venuti a trovare molti indagati, alcuni dei quali suicidatisi, condizioni cui fa riferimento l'on. Sgarbi: non è stata mai segnalata l'applicazione di regimi detentivi differenziati e inaspriti rispetto alla generalità dei casi". "I magistrati del pool di Milano avevano come obbiettivo quello di favorire la presa di potere da parte delle sinistre" (9-5-2003). A parte le considerazioni già esposte, è interessante leggere la risposta data il 23 ottobre 1996 dal ministro dell'Interno britannico Simon Brown al Parlamento britannico, per spiegare il diniego opposto al ricorso degli avvocati di Berlusconi, i quali parlavano di inchieste e reati "politici" per opporsi alla consegna dei documenti sui conti esteri della galassia All Iberian: "Se ben capisco l'argomentazione dei richiedenti [la Fininvest], essi sostengono che l'azione giudiziaria in corso in Italia per donazioni illecite di 10 miliardi al signor Craxi è politica, e che le accuse di falso contabile [...] sarebbero reato connesso. Le donazioni politiche illegali sono un reato politico? Non sono d'accordo. A me sembra piuttosto un reato contro la legge ordinaria promulgata per garantire un corretto ordinamento del processo democratico in Italia - reato in nulla diverso, diciamo, dal votare due volte alle elezioni [...]. Il reato in questione è stato commesso per influenzare la politica del governo: non si pagano clandestinamente grosse somme di denaro a un partito politico senza uno scopo [...]. Non accetto in nessun modo che il desiderio della magistratura italiana di smascherare e punire la corruzione nella vita pubblica e politica, e il conflitto che ciò ha creato tra i giudici e i politici in quel paese, operi in modo tale da trasformare i reati in questione in reati politici. È un uso scorretto del linguaggio definire la campagna dei magistrati come improntata a "fini politici", o le loro azioni nei confronti del signor Berlusconi come persecuzione politica. Al contrario, tutto ciò che ho letto su questo caso suggerisce che la magistratura stia dimostrando una giusta indipendenza politica dall'esecutivo ed equanimità nel trattare in modo eguale i politici di tutti i partiti [...]. [Il reato] non è intrinsecamente politico, né lo diviene nel caso che l'autore del reato speri di cambiare la politica del governo comprando influenza politica, e neanche se il potere giudiziario, perseguendo lui, spera di ripulire la politica. Nessuno degli argomenti dei richiedenti riesce a persuadermi in nulla che i reati in questione siano politici. Non riesco proprio a vedere i pagatori corrotti della politica come i "Garibaldi di oggi", o cercatori di libertà, o "prigionieri politici". "I magistrati milanesi abusavano della carcerazione preventiva per estorcere confessioni agli indagati" (30-9-2002). Anche questo cavallo di battaglia della polemica berlusconiana anti-giudici è smentita dai fatti e, soprattutto, dalla relazione consegnata al governo dai quattro ispettori ministeriali inviati contro il pool di Milano nell'ottobre 1994 dal guardasigilli Alfredo Biondi (Forza Italia, primo governo Berlusconi). Relazione resa nota il 15 maggio '95: "Nessun rilievo può essere mosso ai magistrati milanesi, i quali non paiono aver esorbitato dai limiti imposti dalla legge nell'esercizio dei loro poteri [...]. Non si è riscontrata un'apprezzabile e significativa casistica di annullamenti delle decisioni che hanno dato luogo a quelle detenzioni [...]. I provvedimenti custodiali sono stati spesso suffragati [...] dall'ulteriore e decisiva prova della confessione dell'indagato. Né è risultato che tali confessioni siano state in seguito ritrattate perché rese sotto la minaccia dell'ulteriore protrarsi della detenzione [...]. Non è possibile ascrivere quelle confessioni alle "condizioni fisiche e psicologiche disumane" nelle quali si sarebbero venuti a trovare molti indagati, alcuni dei quali suicidatisi, condizioni cui fa riferimento l'on. Sgarbi: non è stata mai segnalata l'applicazione di regimi detentivi differenziati e inaspriti rispetto alla generalità dei casi". BERLUSCONI E IL CONFLITTO D'INTERESSI "Dire che nell'attività di governo e politica ci sia stato qualche volta un interesse personale, non solo del signor Berlusconi, ma anche di altri membri di Forza Italia, è una vergogna" (14-12-95). "La vecchia classe politica che facendo politica prendeva soldi. Io posso dire che per fare politica ne ho spesi parecchi" (15-12-95). Il primo governo Berlusconi passerà alla storia per due provvedimenti: il decreto Biondi, che vietava le custodia in carcere per corruzione alla vigilia dell'arresto di Paolo Berlusconi per corruzione; e la legge Tremonti, che ha fruttato alla Mediaset dello stesso Berlusconi (Silvio) sgravi fiscali per 243 miliardi. "Ho dato incarico ai miei manager di avviare le dismissioni delle mie proprietà" (23-3-94). "Ho sempre riconosciuto che c'era un'anomalia da sanare... Sono il primo a proporre una soluzione di separazione drastica tra l'esercizio dei doveri di governo e l'esercizio dei diritti proprietari" (2-8-94). "Le mie aziende o le congelo o le vendo. Voglio assolutamente dividere i miei interessi privati che ho come azionista Fininvest dalla mia attività pubblica che svolgerò nell'interesse di tutti. Credo che quella del blind trust americano sia la soluzione ideale" (11-4-94). "Oggi vi annuncio che ho deciso di vendere le mie aziende, perché credo che qualcuno, quando si prende un impegno e dentro questo impegno ci sono certe condizioni che sono ostative allo svolgimento globale dell'impegno, deve avere anche il coraggio di sacrificarsi... Non sarà facile trovare un compratore, ma andremo in Borsa con la televisione e terrò una quota assolutamente non di maggioranza" (23-11-94). "Da novembre ho dato mandato irrevocabile alla Fininvest di vendere le tv" (18-3-95). "Venderò le tv ad imprenditori internazionali" (Il Giornale, 1-4-95). "Il conflitto d'interessi sarà risolto nei primi cento giorni del mio governo" (5-5-2001). Nove anni dopo il suo primo governo e due anni dopo l'avvio del secondo, Berlusconi non ha risolto il conflitto d'interessi né tantomeno ha ceduto alcuna delle sue aziende. Anzi, il 21 dicembre 2001, comunica agli italiani che "il conflitto d'interessi esiste solo nel senso che le mie aziende ci hanno rimesso da quando sono entrato in politica al servizio del Paese". E il 7 maggio 2003, ancora più esplicito: "Il conflitto d'interessi è una scusa. Tutti vedono bene che non c'è nessun conflitto d'interessi. Anzi, io non posso fare che cose sfavorevoli al mio gruppo. Non c'è stata una sola decisione assunta da questa maggioranza e da questo governo che abbia portato cose a mio favore. Da quando sono sceso in politica, il mio gruppo ha subìto soltanto danni enormi".
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