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Audizione del Ministro Lunardi sulla rete transeuropea dei trasporti


di Giuseppe Iannantuono
luglio 2003




"Le reti di trasporto transeuropeo devono essere la risposta del settore dei trasporti alla moneta unica". Questo il messaggio chiave del discorso con cui Lunardi, Ministro italiano incaricato dei trasporti, ha intrattenuto la platea dei parlamentari europei della Commissione regionale e dei trasporti. Lunardi ha quindi illustrato un piano ambizioso di opere infrastrutturali articolato in sei punti su cui la Presidenza italiana scommette la propria credibilità. L'elenco delle sei priorità può essere riassunto in due grandi aree d'azione: le reti transeuropee e il miglioramento della sicurezza per tutti i mezzi di trasporto. Il primo obiettivo, secondo il Ministro Lunardi, mira ad eliminare le barriere fisiche che impediscono una libera circolazione delle merci e delle persone. Seguendo questo principio la Presidenza italiana intende puntare i riflettori sul ruolo centrale che assumono i valichi alpini nello sviluppo del sistema dei trasporti integrati. Che per essere tali devono non solo essere unificati in una rete uniforme a livello europeo, ha affermato Lunardi, ma soprattutto devono essere liberalizzati e regolati dalle leggi del mercato. A chi gli obietta le difficoltà esistenti per una gestione economica di una rete stradale europea a causa delle differenti forme di pagamento il Ministro risponde avanzando la proposta di un europedaggio messo in pratica con un sistema multistandard, in grado di dialogare con i diversi sistemi in uso in Europa.

Alle domande degli eurodeputati italiani Gianni Pittella e Claudio Fava sull'opportunità di inserire la costruzione del ponte sullo stretto di Messina tra i progetti prioritari non tenendo assolutamente conto delle altre emergenze che preoccupano il Mezzogiorno d'Italia, Lunardi si smarca affermando che il ponte è una priorità riconosciuta dall'Europa "perché si trova sul grande corridoio Berlino-Palermo e perché la Sicilia è considerata al centro delle rotte di trasporto est-ovest del Mediterraneo. Come finanziare queste opere è un elemento su cui la relazione del Ministro Lunardi ha sorvolato allegramente. In riferimento al "piano Tremonti" pensato per trovare i fondi allo scopo di finanziariare le grandi opere infrastrutturali per mettere in marcia l'economia europea, il Ministro Lunardi così si è espresso "Se si parla del piano finanziario mi va bene; ma se si parla di piano finanziario infrastrutturale non mi va bene". In sintesi, a ciascuno il proprio mestiere e le proprie competenze e in questo caso il ministro dell'economia dovrà attenersi ai piani organizzati dal ministro dei trasporti.

Nel campo della sicurezza stradale e dei trasporti le proposte di Lunardi sono illustrate con una particolare carica emotiva per la drammaticità degli eventi: dal disastro ambientale del Prestige alle migliaia di morti sulle strade. Nel merito della sicurezza stradale la Presidenza italiana non sembra avere un programma strutturato - forse pensa di estendere la patente a punti di fresca attuazione in Italia - ma semplicemente l'organizzazione di una riunione, in settembre a Roma, dei tecnici dei ministeri dei trasporti dei paesi dell'Unione per facilitare lo scambio di esperienze e di azioni. E in ottobre, a Verona in occassione di una fiera del settore, la riunione del Consiglio informale dei ministri dei trasporti sarà dedicato al problema della sicurezza ed a esaminare i risultati emersi dall'incontro precedente. Un richiamo forte è stato rivolto da Lunardi al progetto di navigazione satellitare Galileo, a cui è affidato il piano futuro europeo della sicurezza dei trasporti; ma con il rammarico di non poterlo varare visto che comincerà a funzionare solo a partire dal 2006.

Questa attenzione particolare rivolta allo sviluppo delle infrastrutture si inserisce in un quadro economico e finanziario molto più generale, che coinvolge il futuro assetto geo-politico dell'Europa. Il Ministro Lunardi ha insistito molto sul fatto che il settore dei trasporti è considerato sia dalla Presidenza italiana che dalla Commissione esecutiva uno dei nodi strategici più rilevanti che potrebbe favorire la ripresa dell'economia europea. Da questo punto di vista nessuna novità significativa rispetto alle indicazioni fornite dal Gruppo di Alto livello coordinato da Van Miert, che ha messo in rilievo le priorità principali dei prossimi vent'anni per quanto riguarda le infrastrutture e formulato raccomandazioni sulle opzioni da intraprendere per finanziarle. Come ad esempio il prestito a lungo termine della Banca europea degli investimenti (BEI), la creazione di un fondo comune di garanzia, la promozione di un partenariato pubblico-privato e la possibilità di sovvenzioni incrociate con le regioni più toccate dalle infrastrutture. Una direzione, inoltre, già definita nel Consiglio informale dei Ministri dei trasporti tenutosi a Napoli il 4 e 5 luglio, il primo a carattere paneuropeo poiché erano presenti sia i 15 paesi membri dell'Unione sia 1 13 paesi candidati. Le conclusioni consegnate in un documento ufficiale prevedono la promozione di una migliore rete transeuropea dei trasporti per un'Europa che vuole essere competitiva e aperta alle sfide della globalizzazione dell'economia.