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Delegazione
Gruppo Parlamentare PSE
Parlamento Europeo
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Bruxelles 12 novembre 2002
La Commissione del Parlamento Europeo su "Cultura, gioventù, istruzione, mezzi di informazione e lo sport", presieduta da Michel Rocard ha tenuto, il 12 novembre, una audizione sul tema "Il ruolo dei mezzi di informazione nei paesi candidati e nei paesi del patto di stabilità", dove sono stati invitati a parlare numerosi esperti del problema di paesi europei in via di ammissione all'Unione, come Polonia, Ungheria, paesi balcanici. Ha tenuto la prima relazione Freimuit Duve, rappresentante dell'OSCE in materia di libertà di stampa, presentando un panorama comparativo della libertà dell'informazione nei Paesi dell'Unione aderenti al patto di stabilità (cioè nei paesi dell'Euro) e in quelli candidati all'ammissione. Nella discussione, l'on. Gianni Vattimo, del gruppo parlamentare dei socialisti europei, ha richiamato l'attenzione della Commissione sulla persistente anomalia del caso italiano, giacché gran parte della stampa scritta e, soprattutto, delle reti televisive private e pubbliche, sono controllate direttamente o indirettamente dal presidente del consiglio, che ne possiede rilevanti quote; che, come capo del governo, dispone anche della televisione pubblica; e che, come proprietario della massima agenzia di raccolta e distribuzione della pubblicità, esercita un potere di controllo su tutti i mezzi di informazione italiani condizionando pesantemente la carriera di qualunque giornalista. Il signor Duve, rispondendo a questa osservazione, ha sottolineato che da più di un anno ha chiesto alla Commissione Europea e al Parlamento un presa di posizione sul caso Berlusconi e la situazione della libertà di informazione in Italia, senza ottenere alcuna risposta. Nelle sue conclusioni, Michel Rocard ha preso atto con soddisfazione delle testimonianze sugli sviluppi della libertà di informazione nei paesi candidati all'adesione; e si è dichiarato preoccupato delle derive che la stessa libertà sta vivendo nei nostri paesi iperinformatizzati e sempre più' confusi e frastornati da una informazione superficiale, che rifiuta ogni complessità e ogni prospettiva di lunga scadenza, preferendo cavalcare, oltre al consumismo, le paure collettive e le loro conseguenti tendenze alla chiusura di ogni spazio di libertà.
GIANNI VATTIMO