Pse

Delegazione
Democratici di Sinistra

Gruppo Parlamentare PSE

Parlamento Europeo

DS

Comunicato stampa
Pluralismo dei media: a Bruxelles iniziativa di "Articolo 21"

Bruxelles
07 maggio 2003


Domani, giovedì 8 maggio, sarà a Bruxelles una delegazione dell'Associazione "Articolo 21 Liberi di..." per illustrare, ai parlamentari europei dell'Ulivo, la richiesta di procedura d'infrazione per violazione del diritto alla libertà e al pluralismo dell'informazione nei confronti dell'Italia e presentata alla Commissione europea.

L'incontro si svolgerà al Parlamento europeo (sala ASP 5G 305) dalle ore 10.00 alle ore 11.00 e sarà coordinato dall'on. Gianni Vattimo.

La delegazione dell'Associazione "Articolo 21" sarà composta dall'on. Giuseppe Giulietti (portavoce), da Domenico D'Amati e Tommaso Fulfaro (consiglio di presidenza).


Riportiamo il documento dell'ANSA, 8 Maggio 2003, sull'iniziativa

Informazione: 'Art 21', contro Berlusconi offensiva europea, Giulietti illustra a eurodeputati ultivo denuncia contro Italia
Bruxelles, 8 MAG - L'associazione 'Articolo 21 Liberi di...' guidata da Giuseppe Giulietti ha annunciato oggi a Bruxelles l'avvio di una campagna europea per denunciare "la violazione del diritto fondamentale dei cittadini alla libertà e al pluralismo dell'informazione" in Italia, a causa fra l'altro del "conflitto di interessi" del premier Silvio Berlusconi.
Giulietti e altri due rappresentanti di 'Art. 21', Domenico D'Amati e Tommaso Fulvaro, hanno illustrato le iniziative già assunte dall'associazione nel corso di una riunione tenuta all'Europarlamento per iniziativa dell'eurodeputato Ds Gianni Vattimo, con la partecipazione di alcuni altri parlamentari Ue del centrosinistra. Giulietti in particolare ha ricordato che 'Art.21' ha inviato il 20 febbraio ai presidenti delle istituzioni Ue una "formale richiesta di procedura di infrazione in base all'articolo 7 del trattato di Maastricht nei confronti del governo italiano per violazione del diritto fondamentale dei cittadini alla libertà e al pluralismo dell'informazione". La richiesta, ha precisato, è stata trasmessa ai presidenti dell'Europarlamento, del Consiglio Ue e della Commissione, Pat Cox, Costas Simitis e Romano Prodi.
Secondo Giulietti l'Ue "dovrebbe chiamare il governo italiano a rendere conto dei comportamenti da noi denunciati e a tutti noti". I rappresentanti di 'Art. 21' si sono pronunciati durante l'incontro per l'avvio di una campagna europea durante il semestre di presidenza Ue dell'Italia per sensibilizzare gli altri governi membri e l' opinione pubblica al 'caso Italia'. La proposta è stata accolta, a nome degli eurodeputati dell' Ulivo presenti, da Vattimo. (ANSA).


L'Associazione "Articolo 21 Liberi di…" ha inviato una formale richiesta di procedura di infrazione in base all'art.7 del Trattato di Maastricht nei confronti del Governo italiano, per violazione del diritto fondamentale dei cittadini alla libertà e al pluralismo dell'informazione in data 20 febbraio 2003. La richiesta è stata inviata all'On. Costas Simitis, Presidente del Consiglio dell'Unione Europea; al Prof. Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea; all'On. Pat Cox, Presidente del Parlamento Europeo.
La richiesta evidenzia come il Parlamento europeo, nella risoluzione approvata il 15 gennaio 2003, ha rilevato che la situazione determinatasi in Italia, per il controllo esercitato dalla stessa persona su gran parte dei media e del mercato della pubblicità, potrebbe costituire una grave violazione dei diritti fondamentali tutelati dall'art. 7 del Trattato dell'unione.
La relazione Swiebel, in base alla quale il Parlamento europeo si è pronunciato, si ferma al 2001 e non prende perciò in considerazione il costante peggioramento verificatosi nel 2002 e all'inizio dell'anno in corso, in particolare nella gestione della emittente radio televisiva pubblica.
Inoltre la gravità della situazione determinatasi in Italia per la libertà di informazione risulta anche da atti formali quali la dichiarazione resa dal presidente della Repubblica il 19 aprile 2002 e il successivo messaggio alle Camere del 23 luglio 2002, la dichiarazione resa dal Presidente della Commissione Parlamentare dei Servizi Radiotelevisivi On. Claudio Petruccioli, nella seduta del 23 aprile 2002.
L'art. 6 del Trattato di Maastricht afferma che l'Unione si fonda sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dello stato di diritto, principi che sono comuni agli Stati membri, richiamando la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali che, all'art. 10, indica fra i diritti fondamentali quello alla libertà di espressione ed esclude che esso possa essere oggetto di interferenze da parte di pubbliche autorità.
L'art. 11 della Carta di Nizza firmata il 7 dicembre 2000 garantisce, nell'Unione Europea, la libertà dei media e il loro pluralismo.
L'art. 7 del Trattato di Maastricht attribuisce al Consiglio dell'Unione europea il potere di constatare l'esistenza di una violazione grave e persistente da parte di uno Stato membro dei principi fondamentali di cui all'art. 6 e di adottare le conseguenti sanzioni.
Per questi ed altri motivi che intendiamo illustrarVi, l'Associazione ritiene che l'Unione Europea deve chiamare il Governo italiano a rendere conto dei comportamenti da noi denunciati e a tutti noti. Argomento di grande attualità, per la contestualità con la discussione sulla legge di riordino del sistema radiotelevisivo italiano, che non solo non risolve, ma aggrava questi problemi.
All'incontro dell'8 maggio saranno presenti per Articolo 21 Giuseppe Giulietti (portavoce), Domenico d'Amati e Tommaso Fulfaro (Consiglio di Presidenza).


On. Costas SIMITIS
Presidente del Consiglio
dell’Unione Europea
BRUXELLES

Prof. Romano PRODI
Presidente della Commissione Europea
BRUXELLES

On. Pat COX
Presidente del Parlamento Europeo
STRASBURGO

OGGETTO: richiesta di applicazione dell’art. 7 del Trattato di Maastricht per la salvaguardia della libertà d’informazione nella Repubblica Italiana

Signori,
il diritto fondamentale alla libertà e al pluralismo dell’informazione, garantito dai Trattati europei, è oggetto di gravi attentati nel nostro Paese.
Il Parlamento europeo, nella risoluzione approvata il 15 gennaio 2003, ha rilevato che la situazione determinatasi in Italia, per il controllo esercitato dalla stessa persona su gran parte dei media e del mercato della pubblicità, potrebbe costituire una grave violazione dei diritti fondamentali tutelati dall’art. 7 del Trattato dell’Unione.
La relazione Swiebel, in base alla quale il Parlamento europeo si è pronunciato, si ferma al 2001 e non prende perciò in considerazione il costante peggioramento verificatosi nel 2002 e all’inizio dell’anno in corso, in particolare nella gestione della emittente radio televisiva pubblica, con vicende quali:
1) l’allontanamento dagli schermi televisivi dei popolari giornalisti Enzo Biagi e Michele Santoro, perché sgraditi al Presidente del Consiglio Berlusconi;
2) la discriminazione attuata in danno dei dirigenti dell’emittente pubblica ritenuti contrari agli orientamenti governativi;
3) la repressione, anche mediante provvedimenti disciplinari, della critica e della satira nei confronti di esponenti del Governo;
4) l’addomesticamento dell’informazione giornalistica in funzione degli interessi delle forze di Governo;
5) il depauperamento dei palinsesti RAI a vantaggio del gruppo Mediaset, controllato dal Presidente del Consiglio.

La gravità della situazione determinatasi in Italia per la libertà di informazione risulta anche da atti formali quali:

• la dichiarazione resa dal Presidente della Repubblica il 19 aprile 2002, ossia il giorno successivo alla richiesta pubblicamente avanzata dall’on. Berlusconi a Sofia di rimozione dei giornalisti Santoro e Biagi dai palinsesti televisivi della RAI; il Presidente ha detto: “La qualità delle trasmissioni garantita dall’alta professionalità dei protagonisti dell’informazione deve essere assicurata dall’autonomia editoriale che, al pari del pluralismo del sistema radiotelevisivo, è elemento fondamentale per la vita di una moderna democrazia”;

• la dichiarazione resa dal Presidente della Commissione Parlamentare dei Servizi Radiotelevisivi On. Claudio Petruccioli, nella seduta del 23 aprile 2002, con riferimento al predetto intervento del Presidente del Consiglio: “Il Governo e i suoi componenti a cominciare dal Presidente del Consiglio, non possono e non devono avanzare richieste – meno ancora ingiunzioni – concernenti l’attività del servizio pubblico. C’è un solo caso (di richiesta naturalmente e non di ingiunzione) previsto dall’art. 22 della legge n. 103 del 1995 che, come sapete, riguarda la richiesta di trasmissione in diretta per trasmettere messaggi; in questo caso, come prevede la legge nell’articolo che ho citato, la richiesta deve essere trasmessa contemporaneamente anche a questa Commissione. Specificatamente l’impossibilità di avanzare richieste e ingiunzioni da parte di componenti del Governo e del Presidente del Consiglio in particolare, vale per la produzione giornalistica e per il lavoro dei giornalisti. L’essere la Rai concessionaria del servizio pubblico rende ancora più cogente il rispetto dovuto in generale alla libertà di informazione e alla libertà della professione giornalistica come, su un altro versante, rende se possibile più cogente il rispetto dei principi deontologici di indipendenza, obiettività e responsabilità da parte dei giornalisti. La segnalazione di due giornalisti e di un autore fatta con intenti di rivalsa dal Presidente del Consiglio va deplorata e respinta per gli elementari principi di libertà e in omaggio alle leggi vigenti in Italia”;

• la lettera di dimissioni del Consigliere di Amministrazione della RAI Carmine Donzelli in data 20 novembre 2002: “La crisi si manifesta in alcuni punti di evidenza materiale e simbolica che assumono particolare drammaticità. Essi riguardano in primo luogo le garanzie del pluralismo e la libertà di informazione e di opinione. E’ ormai tristemente nota la vicenda delle trasmissioni di Enzo Biagi e Michele Santoro, da mesi incomprensibilmente espunte dai palinsesti ..... E’ ormai mia convinzione che questi due professionisti dell’informazione televisiva siano sottoposti dalla RAI ad una ingiustificata discriminazione politica, che trae la sua origine dal veto a suo tempo espresso, in modo gravemente improprio ed irrituale, dal Presidente del Consiglio”;

• la lettera di dimissioni del Consigliere di Amministrazione della RAI Luigi Zanda in data 20 novembre 2002: “La situazione dell’azienda è particolarmente critica. La qualità dei programmi è molto discutibile, il rispetto del pluralismo è stato mortificato, a cominciare dall’indicazione che il numero dei dirigenti che fanno riferimento all’opposizione (!) sarebbe passato dal 7 al 14%, l’ingiustificata emarginazione di professionisti di valore e la loro fallimentare sostituzione sono sotto gli occhi di tutti, l’omologazione dei programmi con quelli della concorrenza è sempre più vistosa”.

La situazione si è aggravata all’inizio dell’anno in corso.
Il dirigente della RAI Andrea Salerno è stato punito con il provvedimento disciplinare della sospensione per avere trasmesso un programma contenente riferimenti satirici al Ministro dell’Economia Tremonti.
Ai telegiornali della RAI è stato imposto di trasmettere dichiarazioni preregistrate del Presidente Berlusconi sulle sue personali vicende giudiziarie.
Il direttore generale della RAI ha vietato la trasmissione televisiva in diretta del corteo per la pace svoltosi il 15 febbraio a Roma, motivando tale decisione con riferimento all’asserita necessità di non esercitare un’influenza indebita sui lavori delle Camere. I Presidenti della Camera e del Senato hanno biasimato tale decisione. Il Sindacato dei giornalisti ha chiesto, in base al contratto collettivo di lavoro, la diffusione da parte della RAI di un comunicato di protesta per la mancata trasmissione in diretta della manifestazione del 15 febbraio. La direzione generale della RAI ha rifiutato la pubblicazione di tale comunicato.
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione della RAI, in una dichiarazione riportata dal quotidiano La Repubblica il 14 febbraio 2003, ha definito il direttore generale dell’azienda, “esecutore puntuale delle volontà televisive del centro destra”.
La RAI non ha dato esecuzione all’ordine del Tribunale di Roma, emesso il 9 dicembre 2002, con il quale le è stato ingiunto di far lavorare il giornalista Michele Santoro per la realizzazione di programmi di approfondimento informativo sugli avvenimenti di attualità.

Ci riserviamo di fare pervenire ai Vostri uffici ulteriori informazioni.
L’Unione Europea deve chiamare il Governo italiano a rendere conto dei comportamenti da noi denunciati e a tutti noti.
L’art. 6 del Trattato di Maastricht afferma che l’Unione si fonda sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dello stato di diritto, principi che sono comuni agli Stati membri, richiamando la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950.
Tale Convenzione, all’art. 10, indica fra i diritti fondamentali quello alla libertà di espressione ed esclude che esso possa essere oggetto di interferenze da parte di pubbliche autorità.
L’art. 11 della Carta di Nizza firmata il 7 dicembre 2000 garantisce, nell’Unione Europea, la libertà dei media e il loro pluralismo.
L’art. 7 del Trattato di Maastricht attribuisce al Consiglio dell’Unione il potere di constatare l’esistenza di una violazione grave e persistente da parte di uno Stato membro dei principi fondamentali di cui all’art. 6 e di adottare le conseguenti sanzioni.

In considerazione di quanto sopra

C H I E D I A M O

l’apertura di una procedura di infrazione in base all’art. 7 del Trattato di Maastricht nei confronti del Governo italiano, per violazione del diritto fondamentale dei cittadini alla libertà e al pluralismo dell’informazione.

Roma, 17 febbraio 2003

Associazione Articolo 21 Liberi di

Il Presidente
Federico Orlando

Il Portavoce
Giuseppe Giulietti

Per il Consiglio di Presidenza
Domenico d'Amati
Tommaso Fulfaro


"Articolo 21 Liberi di..." è una Associazione con scopo di centro di iniziative culturali, legislative e giuridiche, per mantenere vivi nel Paese i problemi della libertà di espressione, elevarne la qualità, denunciare monopoli, oligopoli, sbarramenti, censure e autocensure, cercare più autentiche sintonie con i "consumatori" per valorizzare i loro diritti di utenti, lettori e spettatori.

Sito internet: www.articolo21liberidi.org