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![]() | Intervento sul Forum di Porto Alegre
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Strasburgo - Sessione plenaria
10 febbraio 2003
La risoluzione che si propone al voto di questo Parlamento intende riconoscere esplicitamente i risultati dei due forum mondiali che si sono svolti contemporaneamente a Porto Alegre e a Davos a fine gennaio. Per ciò che riguarda Porto Alegre, che non esiterei a giudicare come il più significativo dei due, la risoluzione sottolinea il fatto che in esso si è delineata una serie di proposte positive per le politiche mondiali sull'ambiente, la pace, la libertà di opinione, la lotta alla fame e alle malattie. In particolare, è importante che il Parlamento Europeo tenga conto di ciò che è stato detto circa i prossimi lavori, a Cancun, del WTO. Sappiamo che è in vista un Accordo sui servizi, ma non sappiamo ancora quali saranno i servizi che verranno compresi nell'accordo, in vista di un loro assoggettamento alle regole della libera concorrenza internazionale. La preoccupazione del Forum, ma credo anche di questo Parlamento, concerne la possibilità che tra i servizi da liberalizzare vi siano alcuni servizi sociali fondamentali come l'istruzione, la salute, o essenziali beni collettivi come l'acqua. Ogni riduzione di servizi come questi alle regole del mercato violerebbe diritti fondamentali compresi nella Carta di Nizza e in altri solenni trattati internazionali. La richiesta alla Commissione di far conoscere in anticipo a questo Parlamento la lista che intende proporre e sostenere a Cancun è la condizione perché si possa valutarla e far sentire la voce dei cittadini europei su questi delicatissimi temi. Il Forum, come ricorda la proposta di risoluzione, ha anche riconosciuto e salutato con entusiasmo la possibilità che l'Unione Europea diventi modello di altre strutture di governance democratica sopranazionale e a carattere regionale, anzitutto come strumenti per la limitazione dei conflitti e la realizzazione della pace. Non è indifferente , proprio da questo punto di vista, il fatto che il Forum di Porto Alegre si sia svolto in Brasile e che ad esso sia intervenuto il presidente Lula. Non solo l'Unione europea può essere modello anche per una analoga iniziativa politica dell'America Latina; ma soprattutto, la sua stesa esistenza e autonoma fisionomia internazionale può ricevere un impulso decisivo proprio in un mondo dove si sviluppi, anche per merito di Lula e dell'America Latina, quel multipolarismo che in questi giorni sembra essere messo duramente alla prova dai propositi di guerra unilaterale all'Iraq da parte degli Stati Uniti e di alcuni loro alleati più "fedeli".
GIANNI VATTIMO
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