| In Parlamento |
![]() | Forum mondiale economico (Davos) e Forum mondiale sociale (Porto Alegre)
|
P5_TA-PROV(2003)0051 Il Parlamento europeo, - visti il Forum economico mondiale 2003 di Davos e il Forum sociale mondiale 2003 di Porto Alegre, A. considerando che il Forum economico mondiale e il Forum sociale mondiale stanno ridefinendo, con un'influenza di anno in anno crescente, le politiche e le strategie riguardanti l'economia mondiale, il progresso sociale e altre questioni attuali di rilievo su scala globale, B. considerando che la crisi irachena è stata oggetto costantemente ricorrente di queste discussioni, C. considerando che la globalizzazione è una conseguenza del progresso eterogeneo, non sempre pianificato, in diversi ambiti quali lo sviluppo del mercato, le tecnologie di comunicazione, la riduzione dei costi dei trasporti, l'espansione delle economie di libero mercato, gli accordi internazionali come quelli dell'OMC, del FMI e altri; considerando che la globalizzazione non comporta l'omogeneizzazione e che la diversità culturale e linguistica rimane pertanto fattore imprescindibile di un'esistenza umana piena, D. considerando che la globalizzazione in sé non garantisce il progresso economico delle economie in via di sviluppo, E. considerando che in Europa la ripresa dalla crisi economica mondiale è lenta, che non si è osservata una chiara accelerazione della crescita economica nel 2002 e che per il 2003 le prospettive sono ancora incerte, F. considerando che la crisi attuale pone i responsabili politici dinanzi a una nuova sfida, dovuta a caratteristiche specifiche che combinano una decelerazione della crescita con una relativa stabilità dei prezzi, nel momento in cui l'Europa ha appena adottato una valuta comune, G. considerando che il modello sociale europeo costituisce l'esempio migliore per mostrare al resto del mondo che è possibile conciliare un'economia aperta di libero mercato con la coesione sociale, H. considerando che un governo democratico e scevro da corruzione è tanto importante quanto la crescita economica in termini di innalzamento degli standard di vita, di miglioramento della distribuzione alimentare, dell'istruzione, dell'assistenza sanitaria e del reddito, I. considerando che la globalizzazione non costituisce esclusivamente una questione economica, ma implica la diffusione della democrazia e dei diritti dell'uomo; considerando che un buon esempio, a questo riguardo, è rappresentato dai tribunali per i crimini di guerra, istituiti successivamente ai conflitti nei Balcani e in Rwanda, e dal Tribunale penale internazionale, che non sarebbero mai stati possibili senza la globalizzazione, Economia globale 1. ritiene che la globalizzazione vada accompagnata da sforzi maggiori a favore della riduzione della povertà; ribadisce il suo impegno nei confronti degli obiettivi della Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite e chiede alla Commissione di seguire gli sviluppi in tale ambito e di presentare una relazione al Parlamento con scadenza annuale; 2. fa proprio il principio fondamentale secondo il quale il libero scambio, l'imprenditorialità, la competitività, lo sviluppo sostenibile e l'impiego di nuove tecnologie costituiscono i metodi principali per creare una crescita economica sostenibile a lungo termine nel mondo; 3. invita, pertanto, la Commissione e gli Stati membri a promuovere il proprio sostegno ai diritti dell'uomo e allo sviluppo democratico nel mondo; crede fermamente che una democrazia liberale, rispettosa dei diritti dell'uomo (comprese le norme fondamentale del diritto del lavoro), dello Stato di diritto e della proprietà privata, combinata con un'economia di mercato aperta, senza barriere commerciali, sia essenziale per migliorare la crescita economica ed aumentare il livello di vita nei paesi in via di sviluppo; 4. ritiene che l'attuale crisi internazionale - Iraq, Medio Oriente, Corea del Nord - possa provocare un deterioramento delle prospettive economiche per il 2003; 5. ritiene che l'impegno nei confronti dell'agenda di Lisbona e Göteborg sia il modo migliore di conseguire simultaneamente la crescita economica e la sostenibilità; deplora che il ritmo della riforma sia rimasto piuttosto lento nel 2002; 6. evidenzia la necessità di perfezionare il funzionamento del mercato interno nonché di rafforzare il ruolo dell'UE nella politica internazionale; chiede alla Commissione di avviare le iniziative necessarie a tal fine, tenendo conto del suo ruolo nel coordinamento della politica economica e delle responsabilità derivanti dal suo diritto di iniziativa; 7. ritiene che sussista la necessità di rafforzare la fiducia degli investitori mediante una regolamentazione più efficace della governance di impresa; ritiene che la regolamentazione ottimale costituisca un processo continuativo che deve rispondere al mutevole ambiente globale; evidenzia che un fattore chiave nel ristabilire la fiducia degli investitori consiste nel mostrare che i consigli di amministrazione delle imprese operano nell'interesse degli azionisti; si dichiara favorevole all'aumento del ricorso alla Responsabilità sociale delle imprese (RSI) come sviluppo positivo e invita un numero sempre maggiore di società multinazionali a tener conto di temi sociali, societali e ambientali nel quadro delle proprie attività; sottolinea, tuttavia, che la RSI deve restare una scelta volontaria; 8. ritiene che le imprese abbiano una responsabilità comune quanto alla creazione di un futuro economico più umano e sostenibile, rispettando standard minimi di condizioni di lavoro e di conservazione ambientale come piattaforma delle proprie strategie globali di impresa; 9. ribadisce la necessità di collegare le politiche sociali, economiche ed ambientali, al fine di creare fiducia nei governi e di affrontare i grandi problemi mondiali, come la povertà, che possono creare emarginazione, sfiducia e conflitti; 10. evidenzia che è indispensabile sviluppare la capacità commerciale dei paesi in via di sviluppo affinché questi beneficino delle tendenze della globalizzazione; a tal fine è di estrema importanza che tali paesi sviluppino le loro proprie infrastrutture fisiche di base, compresa la tecnologia dell'informazione, e che i loro governi agiscano per formare partenariati con il settore privato mentre avanzano verso la liberalizzazione commerciale; 11. ritiene che lo sviluppo di un commercio internazionale equo costituisca uno strumento efficace per determinare una drastica riduzione della povertà e chiede la creazione di ampie strategie per lo sviluppo del settore privato; ritiene in tal senso che gran parte della politica commerciale internazionale, quale condotta dal mondo industrializzato, debba tener maggiormente conto della necessità di un equo accesso dei paesi in via di sviluppo ai mercati mondiali; 12. sottolinea che i diritti delle donne e le pari opportunità sono fondamentali nella società democratica e che le pari opportunità e un'istruzione di qualità contribuiscono in larga misura ad un maggiore sviluppo economico e sociale; Sicurezza 13. riafferma il suo impegno nei confronti della pace, della democrazia e del rispetto del diritti umani e del diritto internazionale, e reitera la necessità della piena applicazione e del pieno rispetto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per garantire la pace e la sicurezza internazionali; chiede al governo iracheno di conformarsi alla risoluzione 1441 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU; Sviluppo sostenibile 14. ritiene che lo sviluppo sostenibile debba far sì che la globalizzazione contribuisca ad assicurare il benessere a lungo termine per tutti i paesi, conseguendo una maggiore equità internazionale e rispettando la capacità di portata delle risorse e degli ecosistemi mondiali; ritiene che le decisioni politiche debbano pertanto basarsi su un'analisi olistica che rifletta gli effetti di tali decisioni sulle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile; 15. crede fermamente che nessun consesso internazionale che esamini l'ordine economico mondiale, il commercio internazionale, la situazione dei paesi in via di sviluppo o la globalizzazione possa permettersi di ignorare le conseguenze ambientali di tutti questi settori politici; ritiene che lo sviluppo sostenibile debba essere la pietra angolare di tali politiche se si vuole provvedere al benessere e economico e ambientale delle generazioni future; 16. riconosce che sia la governance dello sviluppo sostenibile che la governance internazionale possono richiedere sforzi di applicazione e coordinamento a livello regionale e necessiteranno di un quadro istituzionale regionale più coerente; sollecita le organizzazioni internazionali operanti nel campo dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile a livello regionale o nazionale ad estendere le loro consultazioni ad organizzazioni non governative e altri gruppi importanti; 17. ritiene che le norme commerciali e la loro applicazione debbano sostenere piuttosto che contrastare l'effettiva applicazione degli obiettivi ambientali, sociali, sanitari, di protezione dei consumatori ed economici; ritiene inoltre che il commercio debba promuovere attivamente la produzione, il consumo e il commercio ecologicamente sostenibili di beni e servizi, fornendo incentivi positivi, assistenza tecnica e rafforzamento della capacità nei paesi in via di sviluppo; ritiene altresì che gli strumenti del commercio debbano essere usati per affrontare questioni ambientali e di salute pubblica; 18. si dichiara favorevole a soluzioni efficaci per lo sviluppo sostenibile, la gestione, l'uso e la conservazione delle risorse naturali, tra l'altro mediante programmi di azione, processi e meccanismi volontari, strumenti giuridici e cooperazione con l'industria, che siano concepiti per tenere conto delle opinioni e degli interessi dei principali partecipanti; intende trovare soluzioni efficaci ai gravi problemi ambientali a livello globale e regionale mediante strumenti giuridici internazionali e regionali, inclusi gli accordi ambientali multilaterali; 19. chiede una riforma degli organismi internazionali che si occupano di questioni di sviluppo sostenibile, cominciando dalla Commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, nonché dall'Organizzazione mondiale del commercio; 20. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.
| |