| In Parlamento |
![]() | Decisione della Regione Lazio sulla censura dei libri di testo
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Strasburgo - Sessione plenaria
13 novembre 2000
Desidero mettere al corrente il Parlamento di una grave iniziativa presa la settimana scorsa dalla maggioranza di destra che governa la Regione Lazio, e che sta fornendo l'esempio per iniziative analoghe di altre regioni italiane governate dalle stesse maggioranze. Su proposta del presidente Francesco Storace, esponente di Alleanza Nazionale - il partito neofascista il cui leader, Gianfranco Fini, considera Mussolini il più grande statista del secolo - la regione Lazio ha deciso di costituire una commissione incaricata di esaminare i libri di testo di storia usati nelle scuole della regione (e che finora sono scelti liberamente dai singoli docenti), con lo scopo di segnalare, e poi evidentemente eliminare, quello che ai neofascisti italiani sembra un prevalente modo marxista di presentare ai giovani la storia del fascismo, del nazismo e della seconda guerra mondiale. Ciò che i neofascisti italiani vogliono censurare è semplicemente il fatto che la maggior parte dei libri di storia seri usati nelle scuole italiane considerano come ovvio che i valori per cui si sono battuti gli antifascisti e i partigiani non possono essere messi sullo stesso piano delle idee - antidemocratiche, razziste, antisemite - che hanno ispirato Hitler, Mussolini e i loro seguaci. L'iniziativa del Lazio si configura come un vero e proprio tentativo di restaurare la censura - per ora soltanto sui libri di testo, ma dopo chissà - di cui l'Italia e l'Europa democratica si sono liberate con la fine del nazismo e del fascismo. Poiché non solo in Italia, ma anche in altre parti d'Europa la destra cosiddetta "liberale" tende sempre più spesso ad allearsi con forze politiche di forte impronta xenofoba, razzista, autoritaria, mi sembra che questo fatto vada riconosciuto nella sua gravità, come un nuovo potenziale pericolo per le istituzioni democratiche non solo italiane, ma di tutta l'Unione. Con alcuni colleghi parlamentari ed altri intellettuali europei ho preso l'iniziativa di lanciare un appello alla vigilanza contro questa rinascita di spirito censorio e autoritario, e mi auguro che molti dei colleghi vogliano condividerlo e firmarlo. GIANNI VATTIMO
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