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![]() | I successi europei di Berlusconi
di Mario Cedrini |
Per fortuna i "deliranti dossier" distribuiti al Parlamento europeo il 3 luglio non costituiscono l'unica fonte d'informazione sulla vita del presidente del Consiglio a disposizione degli Italiani. E' lo stesso Silvio Berlusconi a offrirci la possibilità di ricordare i suoi numerosi successi politico-imprenditoriali nel testo della sua biografia riportato nel sito ufficiale della presidenza italiana dell'Unione Europea, www.ueitalia2003.it, alla pagina del "Chi è chi" dedicata al nostro premier. Riportiamo fedelmente, qui di seguito, il documento:
Silvio Berlusconi (Milano, 1936) è laureato in giurisprudenza.
La vicenda Berlusconi-Schulz viene drammaticamente ridimensionata dal ricordo dei tre grandi successi europei riportati da Berlusconi negli anni più recenti: mi riferisco alle tre Coppe dei Campioni vinte con il Milan. La Coppa dei Campioni, come gli Italiani ben sanno, è a tutti gli effetti una (la principale) competizione calcistica europea, cui partecipano le squadre più titolate del continente unito. Partecipare e addirittura vincere comporta una notevole dose di europeismo, che non può certo essere messa in dubbio dagli eventi del 2 luglio. Non a caso tale circostanza assume un rilievo così marcato nella biografia di Silvio Berlusconi.
Per fortuna il documento non fa accenno agli insuccessi del Berlusconi imprenditore (tra i quali ad esempio quello della stessa "La Cinq"), mantenendo quel carattere di imparzialità dell'informazione più volte calpestato dai contestatori europei del premier. Al termine del trionfale elenco, tuttavia, e in particolare dopo la descrizione dei trofei del Milan, poteva sorgere il dubbio che Berlusconi fosse "solo" un imprenditore vincente, un campione del libero mercato. Ebbene, così non è: Berlusconi accetta il sacrificio politico per il bene dell'Italia, nel '94 conquista il Parlamento e diviene presidente del Consiglio. Non si sa come, la sinistra riesce a impedire che i tre milioni di preferenze ottenute al Parlamento europeo nel 1999 facciano sentire la propria voce anche nelle elezioni italiane, fino al 2001; nel frattempo tuttavia Berlusconi guida l'opposizione democratica al governo della sinistra, presieduto dall'attuale presidente della Commissione europea: circostanza, questa, che rende chiaramente difficile la collaborazione del presidente del Consiglio europeo con Romano Prodi. Ma Berlusconi sa come agire: così come l'opposizione che ha guidato dal 1996 al 2001 non ha ceduto alla tentazione di imitare il governo della sinistra nello scivolamento verso l'autoritarismo, mantenendosi (con grande difficoltà ma con grande volontà) democratica, il presidente dell'Unione Europea rammenterà ogni giorno alla Commissione l'importanza del rispetto dei principi democratici, che non possono essere messi da parte solo perché si è finalmente raggiunto il potere; Prodi avrà insomma a disposizione un paladino della democrazia, pronto a distruggere, anche contro quelli che possono erroneamente sembrare i propri interessi personali, qualsiasi elemento autoritario presente nella gestione politica dell'Unione, non ultimo quello che coinvolge così pesantemente il sistema mediatico europeo.
Per correttezza, siamo costretti (ma dobbiamo ammettere che si tratta di un cordiale omaggio alla recente prassi berlusconiana) a riconoscere il carattere altamente e volutamente ironico delle affermazioni sinora fatte.
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