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Lo scippo della comunicazione


di Giuseppe Iannantuono
luglio 2003




A poche settimane dalla guida della presidenza di turno dell'Unione europea il Governo italiano ha dovuto affrontare e cercare di risolvere un episodio che, seppur irrilevante dal punto di vista delle decisioni politiche, ha prodotto imbarazzo nel gruppo dirigente berlusconiano rispetto all'immagine di professionalità sbandierata davanti all'opinione pubblica. Questa volta nella veste di guastafeste non c'entrano né giudici né conti pubblici che non tornano secondo i propri desideri. Il tiro mancino che ha colpito in modo inaspettato il Governo italiano è stato inferto dai pirati della rete informatica. Questi, ben nascosti dietro un'improbabile società con sede nel Benelux, hanno scippato i diritti del dominio web riservato alla presidenza di turno dell'Ue. Tutto questo è accaduto mentre sono in corso le procedure istituzionali ed organizzative del passaggio di consegna dei futuri impegni europei tra la presidenza greca in carica e quella prossima italiana. Momento che necessiterebbe di non perdere troppo tempo con problemi logistici di strutturazione di un sito web. Un duro colpo per la strategia della comunicazione della presidenza italiana che pensava di utilizzare una variante dell'indirizzo web già sperimentato dalle precedenti presidenze - basato sulla formula tradizionale eu2003.it usato dalla Grecia, Danimarca, Belgio e Svezia. Così il grande comunicatore è stato beffato proprio nel territorio a lui più congeniale: quello dell'informazione fallendo miseramente nell'assicurarsi il nome del sito.

L'entourage di Berlusconi ha in tal modo dimostrato ancora una volta il ritardo con il quale solitamente affronta le scadenze programmate dal calendario europeo. Invece degli appuntamenti, delle opinioni, dei documenti in discussione nei vertici europei, delle proposte della presidenza di turno dell'Ue, i cittadini in cerca di notizie o in generale i navigatori del web, quando si collegheranno al sito eu2003.it, saranno intrattenuti da una foto di Osama Bin Laden, il leader fuggitivo della rete terroristica araba Al Qeida. Il portavoce del Governo italiano ha declinato ogni dichiarazione pubblica ma, in privato, voci ufficiose motivano l'insuccesso e la sottrazione del sito con ragioni di una banalità disarmante: pensavamo, dicono senza rendersi conto di sfiorare il ridicolo, che il dominio fosse acquisito una volta per sempre. Per qualche settimana emissari di Berlusconi hanno tentato di riacquistare il dominio tradizionale senza però ottenere una risposta positiva. Di fronte a questo ennesimo fallimento la squadra pubblicitaria di Berlusconi ha reagito nel modo più prevedibile creando un nuovo indirizzo web - ueitalia2003.it. Finalmente anche la presidenza italiana avrà le sue pagine in rete su cui trasmettere on-line il grande teatro della politica europea, con sondaggi e forum che tanto piacciono al nostro capo del Governo.

Tuttavia la paura di nuovi attacchi al sistema informatico della Presidenza italiana dell'Ue è ancora nell'aria visto che se si digita il nuovo sito ciò che compare è una schermata bianca. L'infortunio capitato all'Italia ha prodotto parecchi interrogativi sulla sicurezza informatica in ambito comunitario. Il Commissario Liikanen non solo ha lanciato un forte monito contro i razziatori del dominio europeo ma anche e soprattutto ha voluto sponsorizzare dando più strumenti d'azione a Eurid, un consorzio non profit italiano, belga e svedese, pensato allo scopo di proteggere e controllare l'affitto dei siti web che usano i suffissi eu. La Commissione esecutiva nutre molta fiducia nel consorzio Eurid tramite il quale ritiene di ottenere dei buoni risultati in merito al controllo sull'appropriazione indebita dei domini europei.