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Appello contro la commissione "Storace" Bruxelles,
15 novembre 2000 |
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La maggioranza del Consiglio regionale della Regione Lazio ha deciso ieri di costituire una commissione di "esperti" per valutare l'imparzialità dei testi di storia in uso nelle scuole della Regione, e che, secondo il presidente da poco eletto, Francesco Storace di Alleanza Nazionale (il partito che si richiama esplicitamente al fascismo e a Mussolini, definito dal leader Gianfranco Fini "il più grande statista del secolo"), sono troppo poco imparziali e fanno propaganda marxista. Questo perché nel narrare la storia della seconda guerra mondiale e della Resistenza antifascista in Italia e in Europa considerano che i valori democratici in nome dei quali gli europei si sono battuti contro il nazismo, il razzismo, gli stermini di ebrei e di altre minoranze, siano ovviamente da preferire a quelli che ispirarono Mein Kampf e Auschwitz. Data la maggioranza di centro-destra (da Berlusconi ai fascisti) che sostiene il governo della Regione Lazio (la stessa che potrebbe anche divenire governo nazionale nel prossimo 2001), il giudizio degli "esperti" si configura fin d'ora come una vera e propria epurazione, intenzionata a ristabilire quella censura che l'Italia non conosce più dalla caduta di Mussolini. Questa iniziativa della regione Lazio ha luogo in un momento in cui si sta svolgendo una campagna dei media (di destra, ma non solo) per la revisione della storia dell'Italia fascista e della Repubblica di Salò, cioè dello stato fantoccio che negli ultimi anni della guerra collaborò con i nazisti contro la resistenza partigiana contribuendo alla deportazione e allo sterminio di molti ebrei italiani. In nome di uno spirito di "riconciliazione nazionale" che risponde solo agli interessi elettorali della destra, si tende a cancellare ogni differenza tra i combattenti dell'una e dell'altra parte, supponendo che si possano mettere sullo stesso piano i valori di umanità e di democrazia della Resistenza e le idee razziste, totalitarie, antisemite che ispirarono Mussolini e Hitler. Questo revisionismo è stato finora principalmente una minaccia alla cultura e alla lucidità del pensiero critico; con l'iniziativa della regione Lazio che difficilmente resterà isolata, si delinea come un grave rischio politico non solo per l'Italia , ma per tutta l'Europa democratica, dove le destre, anche quando si pretendono liberali, tendono sempre più ad accettare torbide alleanze con gli eredi del fascismo, del nazismo, del razzismo. Con questo appello intendiamo richiamare non solo gli intellettuali e i politici fedeli alla tradizione democratica europea, ma tutti i cittadini di buona volontà a una accresciuta vigilanza contro questi pericoli di ricaduta in un passato che, per merito di coloro che hanno lottato e sono caduti per gli ideali antifascisti, dovrebbe essere definitivamente superato. Primi firmatari: Jurgen Habermas, Richard Rorty, Fernando Savater, Olivier Duhamel, Jacques Derrida, Norberto Bobbio, Alberto Asor Rosa, Paolo Flores D'Arcais, Gian Enrico Rusconi, Alessandro Galante Garrone, Pier Aldo Rovatti, Nicola Tranfaglia Adesioni: Carla Ammannati, Antonio Aloni, Elena Artale, Marta Baiardi, Giovanni Balcet, Alessandro Baricco, Marco Bazzato, Andrea Benedino, Francesco Benigno, Antonella Besussi, Michele Betti, Piero Bevilacqua, Gianni Bianco, Carlo Boccazzi Varotto, Barbara Borgo, Maria Pia Bortolotti, Alessandro Brandoni, Luigi Brossa, Flavio Brugnoli, Maurizia Burrai, Paolo Butti de Lima, Federico Carra, Eliana Carrara, Lapo Casetti, Luigi Cattel, Marco Cavallini, Roberta Cella, Bernadette Cereghini, Caterina Cirri, Sergio Chiamparino, Terenzio Cozzi, Laura D'Antone, Silvana Dalmazzone, Angelo De Carolis, Biagio Delmonaco, Alessandro Del Puppo, Gian Luca Deri, Antonio Desideri, Laura Dusio, Vincenzo Errigo, Mario Fagotto Fiorentini, Massimo Ferrari, Luciano Formisano, Giordano Fornaro, Lia Fubini, Ilaria Gabbani, Gianni Garbarini, Paolo Gresti, Stefano Levati, Emanuela Liccardi, Giovanni Liva, Gennaro Lubrano Di Diego, Giovanni Maiorano, Paolo Malanima, Mauro Marinari, Roberta Manetti, Savino Mansi, Roberto Marchionatti, Walter Meliga, Alfredo Mela, Vito Meloni, Pino Menzio, Mauro Molinari, Alessio Monciatti, Marina Montacutelli, Giuseppe Morfino, Massimo Negri, Marta Nezzo, Effiong L. Ntuk, Adriana Oberto, Guido Ortona, Marco Ostoni, Walter Palmieri, Gaia Pedroni, Giuseppe Petronella, Massimo Petrucci, Alberto Piazza, Chiara Piccinini, Costanza Piccinini, Luigi Piccioni, Adriano Pizzo, Antonio Privitera, Eliana Quintavalle, Alma Raffi, Miranda Ragazzoni, Silvana Ranzato, Maurizia Rebola, Osvaldo Roman, Marina Romano, Luciano Rossi, Ersilia Salvato, Andrea Sangiovanni, Walter Santagata, Rino Schettini, Piergiorgio Scoffone, Gisella Seregni, Sergio Servadio, Salvatore Settis, Carlo Socco, Marianne Spathelf, Alfredo Stussi, Franco Tagliaferri, Associazione Thèrmos di Lugano, Emiliano Vincenzo Toppi, Elisabetta Torselli, Mario Trinchero, Francesco Trovato, Aida Turrini, Roberto Valle, Rossella Zamparini, Genny Zandanel, Massimo Zenari. Per aderire, spedisci una mail a gianni.vattimo@unito.it con il titolo: appello, oppure manda un fax all'ufficio di Torino al numero 011 6593742
GIANNI
VATTIMO |
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