EUROPARLAMENTO: PER RELAZIONI GAY STESSI DIRITTI MATRIMONIO
MA BOCCIATA PROPOSTA RICONOSCERE NELL'UE MATRIMONI OMOSESSUALI
(ANSA) - STRASBURGO, 14 GEN - L'Europarlamento ha chiesto
oggi ai paesi Ue di riconoscere le relazioni non matrimoniali
anche ''fra persone dello stesso sesso'' e di ''connettervi gli
stessi diritti che al matrimonio''.
L'assemblea europea ha invece bocciato - con 279 voti
contrari, 259 a favore e 20 astenuti - un'altra proposta
contenuta nel rapporto annuale sullo stato dei diritti umani
nell'Ue presentato dalla relatrice socialista olandese Joke
Swiebel, che chiedeva ai paesi membri di ''consentire il
matrimonio fra persone dello stesso sesso''. Per ora il
matrimonio fra omosessuali e' consentito solo in Olanda.
(ANSA)
UE: DIRITTI UMANI, EUROPARLAMENTO CRITICA ITALIA
PER VIOLENZE G8, CONFLITTO DI INTERESSI E PROCESSI LUMACA
(ANSA) - STRASBURGO, 15 GEN - L'Europarlamento ha criticato
oggi a Strasburgo l'Italia nella relazione annuale sullo stato
dei diritti umani per la repressione delle manifestazioni al G8
di Genova, per il conflitto di interessi e per i processi
lumaca.
Il documento sullo stato dei diritti umani nell'Ue, contro il
quale si erano pronunciati il Ppe e l'eurodestra, è stato
adottato dalla plenaria con cinque voti di scarto (274 a favore,
269 contrari e 14 astensioni) per iniziativa della relatrice
socialista olandese Joke Swiebel. (ANSA)
UE: DIRITTI UMANI, EUROPARLAMENTO CRITICA ITALIA +RPT+ (2)
RIPETIZIONE DA ALTRA RETE
(ANSA) - STRASBURGO, 15 GEN - Nella relazione annuale dell'
Europarlamento tutti i paesi comunitari sono oggetto di
critiche.
L'Italia viene citata soprattutto su quattro punti.
L'articolo 28 della risoluzione "deplora le sospensioni dei
diritti umani avvenute durante le manifestazioni pubbliche e in
particolare in occasione della riunione del G8 a Genova". In un
emendamento adottato per iniziativa del Pse inoltre
l'Europarlamento afferma che "per quanto riguarda i disordini
di Genova, continuerà ad accordare particolare attenzione al
seguito delle indagini amministrative avviate in Italia per
avvertare se in tale occasione si sia ricorsi a trattamenti o
punizioni disumane o degradanti".
Sul conflitto di interessi, il parlamento europeo nel comma
39 bis del documento (adottato per iniziativa del Pse) si
dichiara "preoccupato per la situazione in Italia dove gran
parte dei media e del mercato della pubblicità è controllato -
in forme diverse - dalla stessa persona" e "ricorda che una
tale situazione potrebbe costituire una grave violazione dei
diritti fondamentali a norma dell'articolo 7 del trattato Ue
modificato dal trattato di Nizza".
Al comma 132 invece l'aula esprime "apprensione per il
grandissimo numero di casi in cui la corte europea dei diritti
umani ha constatato la violazione da parte dell'Italia del
diritto a un termine ragionevole" nello svolgimento dei
processi. "Questa tendenza nuoce alla fiducia nello stato di
diritto" afferma l'Europarlamento, che ha chiesto "all'Italia
di adottare tutte le misure necessarie per garantire
procedimenti attuati per tempo e equamente".
Nel paragrafo successivo l'Italia viene criticata con
Ausria, Belgio, Francia, Portogallo, Svezia e Regno Unito.
L'Europarlamento esprime "grande preoccupazione per il clima
di impunità che sta sorgendo in alcuni stati membri dell'Ue" -
e qui cita questi sette paesi - in cui gli atti illeciti e
l'abuso della violenza da parte degli agenti di polizia e del
personale carcerario, soprattutto nei confronti dei richiedenti
l'asilo dei profughi e delle persone aderenti a minoranze
etniche, non vengono adeguatamente sanzionati".
(ANSA)
Nella relazione annuale dell' Europarlamento tutti i paesi comunitari sono oggetto di critiche. L'Italia viene citata soprattutto su quattro punti. L'articolo 28 della risoluzione ''deplora le sospensioni dei diritti umani avvenute durante le manifestazioni pubbliche e in particolare in occasione della riunione del G8 a Genova''. In un emendamento adottato per iniziativa del Pse inoltre l'Europarlamento afferma che ''per quanto riguarda i disordini di Genova, continuera' ad accordare particolare attenzione al seguito delle indagini amministrative avviate in Italia per avvertare se in tale occasione si sia ricorsi a trattamenti o punizioni disumane o degradanti''. Sul conflitto di interessi, il parlamento europeo nel comma 39 bis del documento (adottato per iniziativa del Pse) si dichiara ''preoccupato per la situazione in Italia dove gran parte dei media e del mercato della pubblicita' e' controllato - in forme diverse - dalla stessa persona'' e ''ricorda che una tale situazione potrebbe costituire una grave violazione dei diritti fondamentali a norma dell'articolo 7 del trattato Ue modificato dal trattato di Nizza''. Al comma 132 invece l'aula esprime ''apprensione per il grandissimo numero di casi in cui la corte europea dei diritti umani ha constatato la violazione da parte dell'Italia del diritto a un termine ragionevole'' nello svolgimento dei processi. ''Questa tendenza nuoce alla fiducia nello stato di diritto'' afferma l'Europarlamento, che ha chiesto ''all'Italia di adottare tutte le misure necessarie per garantire procedimenti attuati per tempo e equamente''. Nel paragrafo successivo l'Italia viene criticata con Ausria, Belgio, Francia, Portogallo, Svezia e Regno Unito. L'Europarlamento esprime ''grande preoccupazione per il clima di impunita' che sta sorgendo in alcuni stati membri dell'Ue'' - e qui cita questi sette paesi - in cui gli atti illeciti e l'abuso della violenza da parte degli agenti di polizia e del personale carcerario, soprattutto nei confronti dei richiedenti l'asilo dei profughi e delle persone aderenti a minoranze etniche, non vengono adeguatamente sanzionati''. (ANSA)
Breve descrizione della Relazione annuale (Bruxelles, 14/01/2003)
Lunedì sera il Parlamento europeo ha esaminato la relazione della socialista olandese signora Swiebel sulla situazione dei diritti fondamentali nell'UE, relazione adottata in commissione con 25 voti contro 20 e con 2 astensioni, ciò che fa prevedere difficoltà nel voto in sessione plenaria martedì (il gruppo PPE.DE ha già annunciato che voterà contro). La lunga risoluzione (135 punti) critica tutti i paesi membri per l'uno o l'altro aspetto dei diritti fondamentali, che si tratti di temi che riguardano la dignità, le libertà, l'uguaglianza, la solidarietà, la cittadinanza o la giustizia.
Nella relazione, la signora Swiebel si rallegra del passo importante compiuto dalla Commissione europea il 13 marzo 2001, quando decise che ognuna delle sue proposte doveva comportare un esame preliminare circa la compatibilità con la Carta europea dei diritti fondamentali. La proposta di risoluzione chiede che si attribuisca alla competente commissione del Parlamento una missione permanente di suivi del rispetto della Carta, cui si assoceranno le altre commissioni interessate. Precisa che la relazione non riguarda i diritti umani nei paesi dell'UE, e non contiene una panoramica o una valutazione delle attività delle istituzioni in materia. Qui di seguito, alcuni degli elementi salienti della relazione, che fa riferimento ogni volta agli articoli corrispondenti della Carta europea dei diritti fondamentali.
Dignità. La relazione esamina le disposizioni di legge che comportano lesioni ai diritti civili singoli adottati da alcuni paesi membri nel quadro della lotta al terrorismo (sono citati il Regno Unito e la Germania). Circa la proibizione della tortura e delle pene, dei trattamento disumani o degradanti, essa osserva i casi di maltrattamenti attuati dalla polizia in Francia, Germania, Italia, Grecia, Spagna e Belgio.
Libertà. La relazione esamina la libertà di stampa, di espressione e informazione (citando il conflitto d'interessi rappresentato dal fatto che il primo ministro italiano possiede varie reti televisive, e rallegrandosi per il fatto che il monopolio statale della televisione e della radio sia terminato in Austria il 1.1.2002); essa esamina inoltre il diritto di asilo, criticando le misure adottate da Grecia e Francia.
Uguaglianza. La relazione tratta le discriminazioni razziali e xenofobe in vari paesi dell'UE e insiste sull'uguaglianza tra uomini e donne e sulla lotta alla discriminazione basata sull'orientamento sessuale (citando Austria, Portogallo e Irlanda). Vengono rilevate carenze per i diritti dei bambini (in Francia per i figli minorenni dei richiedenti asilo)
Solidarietà. La relazione deplora che la Carta sociale del Consiglio d'Europa rivista nel 1996 ed entrata in vigore nel 1999 non sia stata firmata da Olanda e Germania. Rileva disposizioni poco "ragionevoli" in Danimarca, Grecia, Regno Unito, Italia, Irlanda, Olanda e Spagna circa la protezione per i licenziamenti ingiustificati
Cittadinanza europea. La relazione afferma che la partecipazione dei cittadini dell'UE alle elezioni comunali in altri paesi membri è stata limitata e ricorda i problemi rilevati per la previdenza sociale dei lavoratori migranti.
Giustizia. La relazione esamina le conclusioni della Corte europea dei diritti fondamentali sul diritto a un giusto processo, osservando i casi della Grecia, Italia, Finlandia; sul il diritto a una udienza pubblica (per quanto concerne Austria, Francia, Italia, Germania), sul diritto a un tribunale indipendente e imparziale (Regno Unito, Francia).
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